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Ci vengono a trovare i nonni materni per una Domenica in famiglia e noi, come vuole la tradizione, li portiamo a mangiare del buon pesce. Dopo un paio di esperimenti (entrambi brillantemente superati) facciamo conoscere ai nostri ospiti il ristorante “Grotta d’oro” a Santo Stefano al mare. Per tragitto e descrizione vi rimando alle mie precedenti recensioni.
Siamo cinque in tutto, compresa ovviamente la nostra pargola. Arriviamo davanti al locale intorno alla mezza, un breve saluto all’amico Luca, impegnato in cucina, e ci accomodiamo. La simpatica e gentile cameriera ci assegna un tavolo nel dehor esterno, protetto dai teloni bianchi e trasparenti.
Ci portano subito il cestino del pane (discreto), un paio di bottiglie d’acqua ed appena possibile, per la bimba, un piattino di Pennette al pesto.
Mentre do una rapida occhiata al menù, che ormai conosco abbastanza bene, scelgo il vino. Questa volta giochiamo in casa con un Pigato di Laura Aschero. Un bianco del 2011. Qui si va abbastanza sul sicuro. Scelta affidabile.
La porzione ridotta di pennette per la nostra pargola arriva subito. Noi partiamo con un classico del locale, quattro Antipasti misti della casa, per me immancabile: un susseguirsi di portate che cominciano con bughe in agrodolce per poi continuare con polpo e patate, acciughe marinate, carpaccio di salmone e spada e terrina di cozze alla marinara (pepate quanto basta, senza pomodoro, ma col solo prezzemolo). Bughe a parte, dal sapore troppo forte, tutto veramente molto buono ed abbondante.
Considerato il carico del giro di antipasti, sarebbe sufficiente un dolce per essere già a posto, ma non sarà così. Mio suocero prosegue con un piatto di Spaghetti ai frutti di mare: pasta cotta al dente, abbondante, in bianco con una spolverata di prezzemolo, leggermente piccanti e con tanti molluschi di ogni genere. Buoni.
Mia moglie decide per un Pesce al forno con le patate da dividersi con la bimba. Non ricordo il tipo di pesce, ma comunque e sempre un “arrivo” fresco secondo il pescato giornaliero.
Per mia suocera ed il sottoscritto, invece, un’ottima Frittura di soli anelli di calamari. Ben fatta, leggera (olio nuovo) ed abbondante.
Anche mio suocero opta per una Frittura, ma mista di calamari e gamberi. Ad accompagnare i secondi piatti, tre piccoli vassoi di Patatine fritte.
Siamo veramente sazi, ma ci scappa ancora un dolcino. Io divido una Panna cotta al caramello con la mia bambina, mentre moglie e suoceri scelgono un Sorbetto al limone, realizzato con una base di vero gelato al limone. Tutti i dolci sono fatti in casa.
Ora ci stanno quattro caffè, una grappetta per mio suocero ed infine il conto. La spesa finale è di 197 euro, ecco il dettaglio: quattro coperti 8 euro; il Pigato 21 euro; due bottiglie d’acqua 4 euro; quattro antipasti della casa 60 euro; spaghetti ai frutti di mare 12 euro; le pennette della bimba 4 euro; il pesce al forno 13 euro; le tre fritture 39 euro; tre porzioni di patatine fritte 12 euro; quattro dolci 18 euro; quattro caffè 6 euro ed ammazzacaffè offerto.
Usciamo sempre da questo locale con una piacevole sensazione e soprattutto con la convinzione di aver mangiato molto bene in un ambiente raccolto e familiare. Alla prossima, Luca.
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