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…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Pomeriggio dedicato agli acquisti al centro commerciale Molo 8.44 e chiusura di giornata con una cenetta veloce in compagnia della mia mogliettina. Decidiamo di rimanere in zona, girovaghiamo tra i vari paesini che circondano Savona e l’occhio ci cade su di una trattoria sulla strada che mia moglie ricorda vagamente di aver già provato in una sua pausa pranzo lavorativa. Infatti la trattoria “La Pergola”, questo è il nome, prevede a pranzo un menù fisso (il classico menù dell’operaio), mentre la sera si rifà un po’ il look.
Ecco come arrivarci: uscita autostradale di Savona, appena passato il casello si imbocca la strada all’estrema destra che porta verso Vado e, dopo circa 500 metri, si incontra la deviazione per Quiliano. Da qui, un lungo rettilineo (via Torcello) di circa 1,5 km vi porta direttamente davanti al locale. Per la macchina ci si può “arrangiare” sulla strada, di fronte alla trattoria.
Si passa attraverso un fresco ed ampio dehor immerso nel verde che conta una settantina di coperti per poi accedere all’unica sala interna. L’atmosfera è accogliente e molto familiare, l’arredo semplice, senza pretese, ma pulito.
Ovviamente non abbiamo prenotato, ma il tavolo lo troviamo comunque. Un simpatico signore barbuto (penso il papà del nuovo chef che è subentrato nella gestione) ci fa accomodare e si sofferma per scambiare quattro (anche otto) chiacchiere. Scopriamo, così, che questo locale esiste da più di cento anni!
Noi siamo qui per un unico piatto a testa ed un buon bicchier di vino. E’ così sarà.
Subito una caraffa di acqua naturale ed un piattino con un Appetizer tanto per ingannare l’attesa: bocconcini di torta salata con verdure. Per il vino, invece di un paio di bicchieri scegliamo la bottiglia da 0.375, un bianco per accontentare la moglie, un bianco locale di cui non ricordo l’etichetta, ma in ogni caso più che discreto.
Mia moglie ordina la Pignatta di Pilalunga: una terrina con una discreta varietà di verdure lesse o spadellate ed al centro del riso misto saltato con le noci. Piatto leggero, molto particolare, anche se semplice nei suoi ingredienti ed, a sentir mia moglie, ben fatto.
Per me, invece, una Costata di vitellone piemontese di fassona cotta sulla griglia, presentata al tavolo su pietra lavica ed accompagnata da patatine al forno al rosmarino. Un “lenzuolo” di carne succulenta, attaccata all’osso, in perfetto stile Flintstone. Buonissima.
Siamo a posto. Lo chef viene a sincerarsi della nostra cena e noi non possiamo fare altro che complimentarci.
Passiamo il dolce anche se dalla cucina riceviamo un gradito regalo, un Sorbettino di anguria accompagnato da un piattino di perine fresche. Molto piacevole. Nessun caffè ed il conto. La spesa totale è di 39 euro.
Devo ammettere che, contro ogni aspettativa, la cena è risultata decisamente positiva. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla qualità e la cura nella preparazione dei piatti che, se vogliamo, cozza un po’ con l’atmosfera e l’ambiente circostante. Ci sarà sicuramente un altro passaggio.
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