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Festa di compleanno particolare e degna chiusura dei festeggiamenti con una cenetta ad Ormea, dai nostri amici della trattoria “Il Borgo”. Per tragitto e descrizioni vi rimando, gentilmente, alle mie precedenti recensioni. Sono le 20 di un Venerdì, si festivo, ma abbastanza tranquillo. Il locale è ancora vuoto e l’amico Sandro ci fa accomodare nell’ultimo tavolo della sala, posto nell’angolo vicino al banchetto della cassa. Siamo in quattro, pargola compresa.
In questo locale, inserito da anni nel circuito slow-food, la tradizione vuole che il pasto cominci con un Giro misto di antipasti caldi: flan di verdura con crema al raschera, focaccina col lardo, raviolo di verdura col bruss, panissa su crema di ceci, quadrotto di tortino di zucchine, sformatino di zucca con purea di fave e polentina di grano saraceno con bagnacauda. Il tutto accompagnato da un cestino di discreto pane ed ottimi grissini artigianali (stile rubatà). Antipasti numerosi, dalla porzione onestamente contenuta, ma di livello esagerato. Non che questo giro sia obbligatorio, si può benissimo scegliere dell’altro, ma credo che gli antipasti siano assolutamente da provare.
La bimba, per il momento, spilucca dai nostri piatti. Per lei chiediamo solo un piattino di Formaggio (toma piemontese) che Sandro le serve con del miele di castagno.
Da bere un Dolcetto d’Alba DOP del 2012 di Bruno Giacosa. Un rosso da 12 gradi, corposo quanto basta, prodotto da questa azienda agricola del cuneese. Molto piacevole. E per l’acqua, una semplice caraffa di fonte, qui le bottiglie confezionate proprio non servono.
Proseguiamo la nostra cena con un primo piatto. La nostra intenzione sarebbe di saltare il secondo per poi passare direttamente al dolce. Per le mie due signore la Polenta saracena con crema di funghi e per il sottoscritto una Lasagnetta al raschera. Due ottimi piatti, serviti in fondine di terracotta, belli sostanziosi, ma cucinati in maniera equilibrata. Buonissime le mie lasagnette, più simili a dei maltagliati, ovviamente fatti in casa, con un godurioso “carico” di raschera.
Per la pargola una mini porzione di Ravioli di patate di Ormea con burro e salvia. Buone.
Come detto si passa al dolce, ovviamente tutti di loro produzione. Memore delle volte precedenti, consiglio la Panna cotta con salsa di fragole. Una densità perfetta e nessuna decorazione preconfezionata, ma una cremina di fragole artigianale, a dir poco deliziosa. La piccola va di Crostata con marmellata di albicocche, mentre mia moglie si lascia tentare dalla Piccola pasticceria di Ormea con crema di zabaione. Praticamente una manciata di biscottini di pasta di meliga da “pucciare” nello zabaione servito a parte. Una chiusura coi fiocchi.
Considerata l’oretta di viaggio del ritorno, questa volta cedo anche io al caffè. Chiedo il conto. La spesa finale è di 75 euro.
Praticamente vengono conteggiati 3 menù da 25 euro relativi a noi tre adulti, mentre gli extra della pargola non sono stati calcolati. Cifra quanto mai modesta ed ottimamente rapportata alla qualità del pasto, se a questo si aggiunge il trattamento della bimba, non si può che rimanere soddisfatti. E’ sempre un piacere tornare a gustare gli antichi sapori della tradizione piemontese proposti da Sandro e Gisella. Provate e non rimarrete delusi.
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