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Pranzo pasquale in famiglia. Non vorremmo trascorrerlo in casa e quindi ci occorre il locale giusto, possibilmente a conduzione familiare, per mangiare qualcosa di buono ad un prezzo accettabile. E poi, nient’altro? Me lo dico da solo, ma comunque la soluzione forse c’è. E’ da un po’ che sto puntando l’agriturismo Val Prino e dovrebbe riaprire la stagione proprio per il periodo pasquale. Chiamo e prenoto.
L’agriturismo si trova a Prelà, un piccolo paesino nel primo entroterra imperiese, a circa nove km dal casello di Imperia Ovest. Una volta superato l’abitato di Dolcedo, si prosegue per poco più di due km, alla biforcazione si svolta a sinistra e dopo trecento metri si è arrivati. L’ingresso del locale rimane sulla strada, uno slargo per la precisione, e la vostra auto potete parcheggiarla tranquillamente nei numerosi parcheggi gratuiti pochi metri più avanti.
La struttura comprende il ristorante ed alcuni appartamenti dislocati nelle vicinanze. Lo stile è semplice e tradizionale, il personale simpatico e disponibile. Un punto di partenza ottimale per la riuscita della nostra giornata.
Ma ora passiamo alle cose importanti. Noi siamo in sei, pargola compresa. Ci accomodiamo nell’unica saletta a disposizione della clientela che conta una quarantina circa di coperti. Mise en place senza grosse pretese, ma pulita, precisa e direi funzionale. Il menù, ovviamente, è già stato impostato per l’occasione.
Cominciamo dal bere: un paio di bottiglie di acqua naturale e gasata ed un Vino rosso della casa più che accettabile. Cestino del pane discreto ed un esagerato sacchetto del pane risvoltato con del Pan fritto caldo alle olive nere.
Si parte con la Serie di antipasti: prosciutto crudo, rucola e grana su farfallina di sfoglia, cestino di pasta fillo con fave, salame e formaggio, carpaccio di manzo con salsina di pesto, fettine sottili di arrosto con un “trito” di insalata russa (molto buono ed originale), tortino tiepido di carciofi e verdure con una crema al Castelmagno, cestino di farina integrale con una crema di patata viola e uovo sodo di quaglia, flan di porri e pinoli (delicatissimo). Solo questo giro di antipasti ripagherebbe il biglietto. Tutto veramente ottimo. Altra bottiglia di vino ed altra di acqua.
Si prosegue con i due primi: Cannelloni di ricotta e spinaci al profumo di limone e Riso thai con asparagi e Castelmagno. Discreti i cannelloni, ma esagerato il riso, cotto perfettamente, bello sgranato ed ingolosito dal condimento, a mio parere particolarmente riuscito.
Altra portata ed altra doppietta, questa volta due secondi: Roast beef con cipollotti in agrodolce, pinoli ed uvetta ed infine Agnello. Ho apprezzato la “copertura” del roast beef che ha contribuito a non banalizzare un piatto ormai un po’ datato, mentre per quel che riguarda l’agnello, buona la cottura in stile “ligure” che lo ha leggermente sgrassato. Il personale passa tra i tavoli per verificare gli eventuali bis, ma siamo decisamente sazi.
Un unico dolce chiude il nostro pranzo: un Tortino caldo al limone. Tortino ottenuto con la pasta della colomba, all’interno e sopra delle mandorle tritate ed una cremina di limone, nel piatto scaglie di cioccolato ed altre mandorle. Buono.
Cinque caffè ed il conto. La spesa finale è di 140 euro che corrisponde ai 28 euro cadauno comunicati al momento della prenotazione.
Prezzo decisamente onesto anche perché la nostra pargola ha si abbondantemente spiluccato dai nostri piatti, ma ad onor del vero le hanno portato più di un assaggio solo per lei, ma nessuno di questi è stato conteggiato. Un trattamento di riguardo. Me ne avevano parlato bene e devo dire che non posso fare altro che confermare tutto.
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