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Trascorro un Sabato pomeriggio, in compagnia della mia signora, nel centro storico di Genova. Per un parcheggio “comodo” non sono darvi un’indicazione utile, mi limito a dire quel che abbiamo fatto noi: parcheggio a pagamento in piazza della Vittoria, quindi passeggiata lungo tutta via XX Settembre fino ad arrivare a Palazzo Ducale. Il nostro programma prevede, appunto, una visita a Palazzo Ducale per la mostra di Munch, a seguire l’immancabile giro per negozi e quindi chiusura della giornata con cenetta a due.
Sfrutto la dritta del mio socio e prenoto alla Trattoria Ugo, situato proprio a pochi passi da Palazzo Ducale. Una zona in cui non tornavo da parecchi anni e che mi ha sorpreso enormemente per fascino, atmosfera e varietà di locali, sia per pasteggiare che per un semplice aperitivo. Decisamente rivalutata. Una doverosa precisazione riguardo alla prenotazione, sono previsti due macro orari, 19.30 e 21.00 che nel nostro caso non comportano nulla, ma potrebbero essere limitanti in altre situazioni.
Dopo il “costosissimo” giro per negozi, ci addentriamo nei vicoli alla ricerca di via dei Giustiniani. Il locale ha un’entrata decisamente anonima e direi anche poco riconoscibile, ma una volta entrati, ci si tuffa in un ambiente molto raccolto e piacevole dove si respira chiaramente l’aria dell’antica tradizione genovese. La sala è unica e conta circa una sessantina di coperti. Sulla sinistra il bancone bar e quindi una serie di tavoloni in legno massiccio abbastanza ravvicinati tra di loro. La mise en place è molto spartana, da classica trattoria, o vineria se preferite: tavolo nudo e crudo con semplice tovaglietta color vinaccia, bicchieri della staffa ed ottimo cestino del pane con panetti al latte e grissini confezionati. Il nostro tavolo è “imboscato” dietro il bancone. Ci accomodiamo.
Non è previsto un menù, dietro di noi è presente, appesa alla parete, una grande lavagna con una sorta di esposizione prezzi. Dopo pochi minuti si presenta una cameriera che ci elenca i piatti del giorno. Facciamo un po’ fatica a seguirla, siamo costretti a farceli ripetere un paio di volte, ma alla fine, come si dice, ne arriviamo ad una.
Da bere, una caraffa di acqua naturale (da espositore pare gratuita) e mezzo litro di Vino bianco della casa, un Cortese, discreto.
Partiamo con un secondo per la mia signora, Frittelle di baccalà ed un primo per il sottoscritto, Fettuccine verdi al pesto. Ottime le frittelle, circa una mezza dozzina, accompagnate da una piccola insalatina di fagioli bianchi di spagna, cipollotto e prezzemolo. Altrettanto valide le fettuccine, servite in una fondina di terracotta, rigorosamente fatte in casa, cotte a puntino e condite con una deliziosa salsina di pesto, patate e fagiolini.
Il servizio sembra a conduzione familiare, molto attento, ma anche molto “pratico”.
Proseguiamo la nostra cenetta con altre due portate, mia moglie continua con un altro secondo, un Polpo e patate, mentre io mi butto sulle Acciughe ripiene, impanate e fritte. Polpo molto delicato e morbido, cucinato classico senza troppe elaborazioni con una spolverata di prezzemolo e fetta di limone per chi gradisce. Le mie acciughe sono buonissime, una decina circa, ripieno molto, molto saporito (ma ci sta), buona la panatura ed anche qui, lo stesso piccolo contorno con insalatina di fagioli bianchi di spagna. Alla portata aggiungo una porzione di Patate fritte, che, magicamente, dalla cucina usciranno al forno e che comunque non sono degne di nota. Patate a parte, un gran piatto che poi, quando prenderò il loro bigliettino da visita, scoprirò essere uno dei loro piatti forti insieme alle fettuccine che ho preso prima. Direi che ho azzeccato le mie scelte.
Prima del conto ci sta ancora un caffè. La spesa finale è di 59 euro. Ecco il dettaglio: i coperti (ahimè) 5 euro; il Cortese 4 euro (più che onesto); acqua, come detto, gratuita; le frittelle di baccalà, il polpo e le acciughe (come tutti i secondi) 12 euro; le fettuccine al pesto (come tutti i primi) 9 euro; le patate (come tutti i contorni) 5 euro ed il caffè offerto.
Prima di tutto va sottolineato un fatto: abbiamo mangiato bene e questa è la cosa principale, poi se si vuol andare a sviscerare il conto va detto, per onestà, che qualcosina da rivedere ci sarebbe anche. Il coperto, soprattutto considerato lo stile piuttosto spartano del locale, è decisamente fuori luogo e la proporzione, prezzo/quantità piuttosto che qualità, di alcune portate forse da rivedere. Questi, comunque, sono dettagli perché quando esci da un locale soddisfatto del tuo pasto, finezze simili non influiscono sul giudizio generale della serata. Esperienza sicuramente positiva.
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