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Recentemente è stata inaugurata la riqualificazione del Borgo Foce, a Porto Maurizio e ci piacerebbe andare a vedere questa trasformazione. Venerdì sera abbiamo un puntello con una coppia di amici e ne approfittiamo subito. Ovviamente uniamo la nostra curiosità ad una cena. Torniamo al ristorante “Nero di Seppia”. Prenoto il tavolo verso le 21,30 così da poterci godere l’intera serata.
Il parcheggio era già complesso quando il borgo non era ancora inibito al passaggio delle auto, figuratevi adesso. Le dritte che vi posso dare riguardano un parcheggino appena sotto la rotonda dell’Igiene, con un po’ di fortuna i parcheggi liberi in Corso Garibaldi, altrimenti i parcheggi lungo via Cascione oppure in piazza Mameli che, con due passi, vi risolvono il problema.
Decido di imboccare la scalinata in Corso Garibaldi in modo da sbucare in un punto caratteristico del Borgo. Una volta arrivati, qualche metro prima dell’inizio della “passeggiata degli innamorati” (inutilizzabile causa lavori), l’impatto è notevole: borgo completamente rinnovato, pavimentazione, verde, illuminazione e di conseguenza i locali con relativi dehor. Veramente bello.
Ci avviciniamo al nostro locale, un saluto veloce ai gestori, quindi ci accomodiamo. Il nostro tavolo sarebbe all’esterno, ma adiacente il muro esterno del ristorante. Dico sarebbe perché, molto gentilmente, ci fanno accomodare sulla pedana del dehor lato mare, pochi tavoli sotto grandi ombrelloni marroni e luci soffuse. Molto più caratteristico.
Per cominciare un paio di bottiglie di acqua naturale ed il loro cestino del pane, morbido, croccante e costantemente rifornito. Il menù viene raccontato brevemente grazie ad una grande lavagna “itinerante” sulla quale vengono scritte le proposte della cucina.
Partiamo con un antipasto per tutti. Mia moglie ed io il Frittino di acciughe locali: una dozzina circa di acciughine fritte presentate, una sull’altra, a bordo piatto ed una decina di bocconcini di panissa di contorno. Il tutto da intingere, volendo, in un bicchierino con una sorta di salsina greca, molto saporita (dovrei aver riconosciuto almeno yogurt, aglio e senape). Molto buone. Gli altri due antipasti sono un Polpo alla brace su crema di fagioli ed una Zuppetta di mare. Entrambi i piatti molto ben cucinati. Buono il polpo, delicato il condiglione di pomodorini e cipolla rossa di Tropea, ma ottima la crema di fagioli di Bagnasco ad insaporire il piatto. Zuppetta decisamente abbondante con una massiccia presenza di cozze, vongole, gamberi e polpetti, una spruzzata di prezzemolo, su di un fondo di sugo rosso piccante.
Ad “innaffiare” la serata un Muller Thurgau Tiefenbrunner del 2012. Un buon vino da 12.5 gradi, nella sua stilosa ice bag, proveniente dall’omonima tenuta situata in Alto Adige, a Cortaccia (BZ).
Proseguiamo la nostra cena con due Fritti di paranza, solo due da dividere in quattro perché la porzione è, a dir poco, generosa. Frittura mista, composta principalmente da testa e gambe di calamari, gamberi, qualche pesciolino e della verdura in pastella (tanta, forse troppa) tagliata a julienne. Buone. Confermo il fatto che una porzione possa bastare per due persone.
Ed ora quattro dolci. Un paio di Tiramisù, una Mousse di cioccolato bianco ai frutti di bosco ed un Sorbetto alla mela verde e Calvados. Una particolare nota di merito per l’ottimo tiramisù.
Due caffè, un solo limoncino ed il conto. Un totale di 133 euro così distribuito: quattro coperti 6 euro; due bottiglie di acqua 4 euro; il Muller Thurgau 16 euro; due acciughe 24 euro; il polpo e la zuppetta 28 euro; i due fritti di paranza 32 euro; quattro dolci 20 euro; due caffè 3 euro ed ammazzacaffè offerto.
Sicuramente una buona cena a base di pesce, una spesa, intorno ai 30 euro, più che onesta, una cornice ed un’atmosfera decisamente migliorata dopo il recente restyling ed un servizio che, nel corso degli anni, ho trovato in costante crescendo. Alla prossima
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