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…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Weekend con i nonni materni che sono venuti a trovarci in occasione delle Vele d’Epoca. Domenica sera andiamo a trovare gli amici del ristorante “Nero di Seppia”. Locale situato in zona Borgo Foce, a Porto Maurizio. Per descrizione ed itinerario vi rimando gentilmente alle mie precedenti recensioni.
Serata freschina e chiedo un tavolo all’interno. Richiesta soddisfatta e tavolo perfetto, si al coperto, ma vicino alle grandi finestre che danno sulla passeggiata grazie alle quali arriva, ogni tanto, una piacevole rinfrescatina.
Solita esposizione della loro “tavolozza” del menù e poi si può cominciare.
Un paio di bottiglie di acqua naturale e gasata, il loro ottimo cestino del pane fatto in casa, morbido e croccante ed una bottiglia di bianco. Accettiamo consigli. Alla fine decidiamo per un’etichetta friulana, una Ribolla gialla Venica. Giusta, un buon abbinamento ed in seguito scopriremo anche con un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Cena all’insegna del fritto, ad eccezione di mio suocero che opta per una Zuppetta tiepida di mare. Un tripudio di mare, cozze, vongole, gamberi e piccoli polpetti immersi in un bagnetto rosso, discretamente piccante e con una spolverata di prezzemolo tritato finemente. Ottima.
Ed ora…vai col fritto!
Per la pargola una mezza porzione di Frittura di soli calamari. Ben cucinati, buona la panatura e di qualità la frittura. Come contorno un piattino di Patatine fritte.
Per mia moglie e mia suocera un piatto ormai collaudato ed affidabile: il Frittino di acciughe locali. Si tratta di una dozzina circa di acciughine fritte accompagnate, a bordo piatto, da una decina di bocconcini tiepidi di panissa ed un bicchierino con una sorta di salsina greca, molto saporita, nel quale “pucciare”, volendo, le acciughe. Decisamente molto buone.
Per il sottoscritto un Fritto di paranza. Di solito è un piatto che consiglio di condividere, ma in questo caso essendo la mia unica ordinazione, me lo sparo da solo. Una frittura mista, composta principalmente da testa e gambe di calamari, gamberi, qualche pesciolino e verdura in pastella tagliata a julienne. Frittura veramente notevole, questa volta inappuntabile anche dal punto di vista delle proporzioni. Al contrario della volta precedente quando, a parità di bontà, avevo sottolineato un’eccessiva presenza di verdure. Una frittura impeccabile che risulterà di livello anche il giorno seguente quando, almeno per quel che mi riguarda, emergono le note negative della sera precedente. Ottima!
Passiamo ai dolci, tutti fatti in casa: un Tiramisù, un paio di Sorbetti alla mela verde e Calvados, una semplice Macedonia con frutta fresca ed una pallina di gelato ed una Crostata con marmellata di ciliegia. Al di là dei sorbetti e della macedonia, una crostata onesta e genuina ed il solito tiramisù, a mio parere, una spanna sopra gli altri dolci.
Un solo caffè e poi il conto. Un totale di 120 euro del quale, però, non ho alcun dettaglio non essendomi occupato personalmente del conto.
In ogni caso un’ottima cena, direi ben riuscita nonostante l’onnipresenza (sempre pericolosa) del fritto nelle nostre scelte. Il tutto supportato da un pregevole ed attento servizio ed in una location, come sottolineato nella precedente recensione, decisamente migliorata dal recente restyling.
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