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Altro Sabato sera dal “comandante” Andreino al ristorante Anemone di Mare, in zona Borgo Prino ad Imperia Porto Maurizio. Per tragitto e descrizione vi rimando, gentilmente, alle mie precedenti recensioni.
Siamo undici in tutto, con tre bimbe al seguito e, praticamente, occupiamo quasi l’intero dehor.
Iniziamo proprio dalle pargole. Per loro una Frittura di totani, uno Spaghetto alle vongole ed una Cozza in umido. Tre ottimi piatti, qui sempre affidabili, abbondanti e convincenti.
Noi adulti partiamo dal bere. Chiediamo il loro Piganò, buono, ma peccato non sia fresco come meriterebbe. Lo faccio notare alla cameriera che, poi, rimedierà con la seconda bottiglia.
Ma entriamo nel vivo della serata. Il primo giro di portate, per noi otto adulti, comprende un Fritto di acciughe, due Polpi e patate, due Brandacujun, una Zuppetta di moscardini e due Tagliolini al nero di seppia con i frutti di mare. Direi ottime le acciughe, saporite ed abbondanti, per non parlare del polpo, squisito, servito con patate, pomodorini, capperi ed olive taggiasche, sufficiente per almeno due persone. Una piacevole scoperta la zuppetta di moscardini che le altre volte ho visto solo passare, ma mai assaggiata, l’ho trovata delicata, ma decisamente gustosa. Qui la scarpetta regna sovrana. L’unico piatto che non mi ha convinto, è il loro branda “rivisitato”, per i miei gusti…troppo rivisitato. Per il resto siamo partiti alla grande.
Dopo il giro di portate, come già detto, arriva la seconda bottiglia di Piganò ed una terza bottiglia, ma questa volta dirottiamo sulle loro etichette siciliane, sempre presenti in questo locale. Scegliamo un Insolia. Buono.
Le pargole sono sistemate e noi proseguiamo con il secondo giro di portate. Arrivano, nell’ordine, tre Fritture di calamari, una Cozza in umido, questi due piatti già testati con le bimbe e poi delle Pappardelle ai frutti di mare e delle meravigliose Lampughe al forno per tre persone servite in un grande vassoio con patate al forno lasciate volutamente grossolane. Veramente ottimo.
Questa sera avremmo assaggiato molto volentieri le busiate del comandante, a mio parere, uno dei punti di forza della sua cucina, ma purtroppo le ha terminate. Questo tipo di pasta, di origini siciliane, con il suo ragù di pesce merita assolutamente una visita.
Siamo sazi perciò la nostra cena si conclude con un solo dolce, una Crostata di fichi, discreta, accompagnata da un paio di ciuffetti di panna, forse poco dolce.
Quando il comandante Andreino viene ad accomodarsi al nostro tavolo, è tempo di distillati. Tutti di sua produzione. Questa sera assaggiamo quelli al rabarbaro ed il “44” (caffè ed arancia). Da provare.
E’ il momento del conto. Non ho più con me il dettaglio, ma vi posso dire che la spesa complessiva è pari a 300 euro.
Siamo al di sotto dei 30 euro pro capite. E’ vero che ci sono tre bimbe che cubano meno, è vero che non sono girate troppe bottiglie di vino che avrebbero potuto incidere pesantemente, ma è altrettanto vero che, per neanche 30 euro a testa, difficilmente mangerete, in zona, pesce così buono (ed abbondante).
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