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Serata di fine estate con i nostri amici di Torino. Decidiamo di tornare ad Alassio e più precisamente in frazione Solva, al ristorante “La Vigna”. Una bellissima struttura arroccata sulle alture di Alassio con una meravigliosa vista che spazzia su tutto il golfo.

Ecco un paio di dritte per il percorso: una volta entrati in Alassio, quasi all’estremità lato Savona, va imboccata la deviazione che si trova all’altezza della storica giostra per bambini. A questo punto si prosegue percorrendo circa 2 km di tornanti e si è arrivati. La zona è abbastanza incastrata, ma per il parcheggio dell’auto, a disposizione della clientela sono previste un paio di zone dedicate, con tanto di assistenza di apposito moviere.

La location è molto bella e, d’estate, quando si può godere appieno della loro terrazza, l’atmosfera diventa ancor più intrigante. Ci accomodiamo. Purtroppo non siamo posizionati nella citata terrazza dove la vista raggiunge il massimo splendore. Poco male.

Sul tavolo una mise en place di primissimo ordine ed un signor cestino del pane: focaccina tiepida, pane casereccio a fette, pane con le olive e grissini artigianali. Siamo in anticipo sull’orario della prenotazione e decidiamo di impegnare il tempo con un giro di Bollicine, tanto per ingranare. Proseguiamo, rimanendo in cantina, con la scelta del vino. Una cantina da oltre mille etichette, italiane e straniere, ma con particolare attenzione ai produttori locali. Sull’onda della bolla precedente scegliamo un Saten Franciacorta DOCG dell’Azienda vitivinicola Barone Pizzini. Veramente ottimo e servito in splendidi bicchieri. Chiediamo anche un paio di bottiglie di acqua legate a simpatici bicchieri colorati in terracotta.

Ed ora le nostre due pargole. La nostra sceglie un piatto di Trofie al pesto, mentre l’altra bimba si unisce a sua madre per un Risotto alla pescatora previsto per due persone. Ben fatte ed abbondanti le trofie con il classico condimento di pesto, patate e fagiolini, buono il risotto anche se mi aspettavo più “fuochi d’artificio” nel sugo. Una presenza più evidente del pesce, mentre è tutto molto delicato. Ma forse meglio così. La padella del risotto rimane al tavolo per eventuali bis.

Per il mio socio una Fantasia di crudo. Un grande ed elegante piatto di portata che comprende delle alici in agrodolce con cipolla caramellata, il brandacujun, una coppia di gamberi di Oneglia, un’ostrica, la tartare di tonno ed a bordo piatto un paio di frutti della passione. Una composizione molto delicata, ma di assoluto livello.

Per me e la mia signora, invece, due Antipasti di mare. Anche in questo caso si tratta di un assemblaggio di materie prime, ma che assemblaggio! La serie di assaggi riguarda: ostrica gratinata, acciuga fritta ripiena, tortino di polpo e patate, gambero in salsa rosa, alici in agrodolce con cipolla caramellata, seppioline in umido con patate ed olive taggiasche, brandacujun su quadrotto di polenta e salmone arrotolato con una noce di burro. Un apoteosi di sapori, alcune scelte forse banali, ma chissene… Tutto cucinato divinamente.

Siamo al secondo giro di piatti. Una Tagliata di tonno e due Spadellate di mare. Il trancio di tonno, alto quanto basta, rosato al suo interno ed accompagnato da una delicata lasagnetta di patate e besciamella, una marmellatina di cipolla caramellata ed un’insalata mista di lattuga e pomodorini. Altro gran piatto.

La spadellata è un tripudio di mare appena scottato sulla griglia che spazzia dai gamberoni, ai calamari, dal filetto di orata allo spiedino di polpa di granchio, dalla rostella di pesce in panatura al trancio di spada. Il tutto accompagnato da una julienne di verdure croccanti. Parole d’ordine abbondanza, ma senza mai perdere di vista qualità e cura delle materie prime. Secondo me, un piatto per il quale merita di venire a mangiare in questo ristorante.

Il servizio è giovane, ma molto attento, anche quando capita l’imprevisto. La mia spadellata tarda ad arrivare, ma nell’arco di un paio di minuti si capisce chiaramente che il problema era già stato brillantemente risolto.

Siamo ai dolci. Nell’ordine: Vin Santo con cantucci, una Degustazione di sorbetti in quattro mini bicchieri con mela verde, limone, mirtillo e fragola, un Sorbetto alla mela verde con Calvados, una Millefoglie con crema chantilly e fragole ed una sola Coppetta di gelato alla crema.

Siamo decisamente soddisfatti, non ci rimane altro da fare che chiedere i caffè ed il conto. I caffè arrivano, ma non da soli, sono accompagnati da una piccola alzata con della Piccola pasticceria, alcuni mini assaggi di dolcetti al cocco, al cioccolato e piccole meringhe. Pensiero molto gradito.

Ed ora il conto, la spesa complessiva è di 274 euro con questo dettaglio: sei coperti 18 euro (eccessivo, ma lo capisco più in un posto così che in tanti altri locali mediocri); due bottiglie di acqua 6 euro; il giro di bollicine 20 euro; il Saten Barone Pizzini 35 euro (li valeva tutti); le trofie 13 euro; il risotto per due persone 32 euro; la fantasia di crudo 21 euro; due antipasti di mare 38 euro; il tonno 18 euro; due spadellate di mare 38 euro; i quattro dolci 24 euro; il gelato 5 euro e tre caffè 6 euro.

Siamo poco sotto i 50 euro pro capite, non è poco, ma bisogna ammettere che la spesa è stata ampiamente ripagata.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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