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Cena tra colleghi. Siamo in sei. Proviamo un locale ad Alassio in frazione Solva che ha provato un solo componente di questo gruppetto e noi altri siamo tutti molto curiosi. Il locale in questione si chiama: “La Vigna”.
Poco prima di uscire da Alassio, direzione Albenga, un sottopasso sulla sinistra vi conduce verso frazione Solva. Dopo circa due km di tornanti si arriva a destinazione. Per le macchine c’è un discreto parcheggio privato ad uso esclusivo della loro clientela con tanto di posteggiatore (a dire il vero è un dipendente del locale che all’occorrenza si “trasforma” da posteggiatore). Entriamo.
Il locale è veramente bello, molto caratteristico ed il primo impatto è decisamente positivo. Troviamo una prima sala al coperto dalla quale si accede attraverso una porta a vetri scorrevole ad una seconda, sempre coperta, ma con una vista stupenda su Alassio, per poi arrivare ad una terza ed ultima zona, questa sì completamente all’aperto. L’arredo e l’atmosfera sono accattivanti, eleganti e sofisticate, niente a che vedere con le immagini “rustiche” (penso riferite alla vecchia gestione) presenti sul sito ed ancora sulla brochure presente nel locale. Il nostro tavolo, rotondo, è stato preparato nella seconda sala dove la posizione e la vista sono pressoché perfette.
Per cominciare due bottiglie di acqua ed un lungo piatto rettangolare bianco per il pane (di ogni tipo), grissini artigianali e focaccine. Chi arriva a chiedere le nostre ordinazioni non brilla particolarmente di simpatia, l’approccio non è il massimo, ma per fortuna poi verificheremo un netto miglioramento nel corso della serata. Per il vino siamo tutti d’accordo per un bianco siciliano, uno Chardonnay La Fuga di Donnafugata del 2010. Bianco superiore da 12.5°, servito fresco nel suo cestello del ghiaccio, leggermente fruttato. Ottimo.
Accettiamo suggerimenti (a tratti insistenti) dall’unica della tavolata che è già stata qui e che ci consiglia l’Antipasto misto di mare. La seguiamo in quattro. La scelta si rivela quasi del tutto azzeccata, il piatto è composto da una serie di portate che ci vengono servite una dopo l’altra. La qualità è buona anche se alcune scelte l’ho trovate banali o troppo pasticciate. Ecco la rotazione: acciughe marinate, gamberetti in salsa rosa, frittellina di polpa di granchio, polpo e patate ed un assaggio di baccalà mantecato. Tutto questo in un paio di passaggi, poi il giro termina con una terrina di seppioline con piselli super abbondante.
I due che rimangono fuori da questo piatto optano, uno per un Antipasto misto terra/mare e l’altro per un primo.
L’antipasto misto è formato, in gran parte, da quello di mare che abbiamo scelto noi, con l’aggiunta di un mini tagliere con salamino, un tortino tiepido di verdure, due bocconcini di panissa ed una bruschetta pomodoro e basilico. Diciamo che la variante di terra non mi ha per nulla entusiasmato.
Tutt’altro discorso, invece, per il primo scelto insieme ai nostri antipasti, gli Spaghetti della Vigna. Vengono serviti al tavolo nella loro padellona di cottura, con un primo assaggio posato nel piatto ed il resto lasciato a fianco, caldo nella padella. Una porzione discreta di spaghetti conditi al verde con un’apoteosi di pesce: cozze, vongole, calamaretti e moscardini. Veramente un gran piatto, ben fatto, equilibrato nei sapori ed abbondantissimo nella quantità.
Fortunatamente, per me, quest’ultimo piatto è stato anche la mia seconda scelta della serata. I miei colleghi, invece hanno optato tutti per un secondo. Due Tagliate di tonno, due Spadellate di mare ed un Trancio alla ligure. Più che discrete le tagliate, cotte al punto giusto, questa volta senza troppi fronzoli, ma accompagnate semplicemente da verdurine sbollentate. Il trancio alla ligure consiste in una porzione di pescato del giorno cucinato al forno, con i giusti sapori e con patate al forno di contorno. Il top dei secondi risulterà la “Spadellata” che consiste in un abbondante piatto composto da pesce scottato sulla griglia: tonno, gamberone, spada e calamari. Bella presentazione, ottimo piatto.
Col secondo giro di portate arriva anche la seconda bottiglia di vino. Sempre la stessa etichetta.
Chiudiamo la nostra cena con i dolci. Facciamo arrivare un Tortino al limone, pesantino e poco invitante, un Sorbetto al mandarino, invece, molto buono, simile al gelato e non al misero sorbetto liquido che a volte viene servito nel flûte e che tutto sembra tranne che un sorbetto e, per finire, due Ananas semplici servite a mo’ di carpaccio, già tagliate fini nel piatto. Diciamo che i dolci, anche quelli che vedo passare, mi sembrano senza infamia e senza lode.
Con il conto chiediamo tre amari (limoncino, mirto e liquirizia) e tre caffè. La spesa finale è di 313.50 arrotondata a 310 euro e così distribuita: purtroppo (per noi) il coperto per la bellezza di 12 euro; i due Chardonnay 38 euro; tre bottiglie d’acqua 7.50; quattro antipasti di mare 76 euro; l’antipasto misto 20 euro; i due spaghetti 32 euro; le due tagliate di tonno 36 euro; le due spadellate 38 euro; il trancio di pescato 19 euro; il tortino al limone 6 euro; il sorbetto 4 euro; le due ananas 10 euro; tre amari 9 euro e tre caffè 6 euro.
Diciamo che la spesa non è proprio modica, ma va considerato il fatto di trovarsi ad Alassio e soprattutto in un gran bel locale. La qualità dei piatti l’ho trovato buona nonostante qualche eccesso di sapore, il servizio quasi sempre attento a parte un paio di cali quando per ben due volte hanno lasciato indietro il piatto di uno di noi sei, cosa sempre poco carina. L’esperienza va sicuramente ripetuta. Un’ultima e personalissima considerazione: cambiate le immagini sul sito e sulla brochure messa a disposizione all’interno del locale perchè non vi rende giustizia. La struttura è molto, ma molto meglio di quel che si può immaginare scorrendo le foto attuali.
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