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Festa di compleanno a sorpresa in Valle. Da circa un paio di mesi stiamo organizzando la festa a sorpresa per il quarantesimo compleanno di un amico. L’idea è venuta alla sua cara mogliettina e noi, ovviamente, abbiamo aderito con entusiasmo.
La location è Cogne, un grazioso borgo al cospetto del massiccio del Gran Paradiso. Il ritrovo è presso l’Hotel Sant’Orso che il festeggiato, con la sua famiglia, raggiungerà nella serata di Venerdì.
Per noi amici, nonché complici, il programma è il seguente: partenza Sabato a pranzo, arrivo a Cogne nel tardo pomeriggio e ritrovo fuori dall’hotel per poter organizzare l’effetto sorpresa. Effetto sorpresa ampiamente raggiunto. Il nostro amico sospettava, forse, qualcosina, ma di certo non di trovarsi davanti alla porta della sua camera così tanti amici. Perfetto!
Ora la festa di compleanno prosegue a tavola. Manco a dirlo.
La cara mogliettina ha pensato proprio a tutto. Siamo tutti suoi ospiti alla “Brasserie du Bon Bec” in pieno centro paese. La temperatura esterna sfiora i -10 gradi, ma noi sappiamo cosa fare per scaldare le nostre anime. Si entra.
Siamo una decina in tutto, compresa la nostra pargola e quella del festeggiato. Il ristorante è decisamente caratteristico, il legno massiccio regna sovrano su tavoli, sedie e pareti, una mise en place legata alla tradizione, ma comunque elegante. Atmosfera molto raccolta ed accogliente. Altrettanto piacevole la gestione che indossa gli abiti della tradizione valdostana, personale simpatico, informale, ma molto attento disponibile. Ed il nostro tavolo credo li impegnerà non poco.
Per cominciare alcune caraffe di acqua ed il cestino del pane. Non un banale cestino, ma un contenitore in legno che contiene diversi panetti ancora tiepidi. Ottimi.
Diamo un’occhiata alla carta dei vini, sembra ben fornita con una particolare attenzione alle etichette del territorio e del vicino Piemonte. Scegliamo una bottiglia di ottimo Barbaresco che poi diventeranno due e poi ancora tre.
Ma passiamo ai piatti ed ovviamente precedenza alle pargole. Per la nostra, già buongustaia, un piatto di Polenta concia fumante. Per la più piccola, invece, una semplice Pasta al pomodoro. Bene così.
Ed ora veniamo a noi più grandicelli. Io decido per uno dei piatti tipici proposti in testa al menù, la Frecacha, appartenente alla cucina povera del territorio, la cosiddetta “cucina del riciclo“. Viene servita direttamente in un padellino rovente poggiato sul tavolo su di un ceppo di legno grezzo e comprende bocconcini di carne di manzo, patate, cipolla stufata ed una spolverata di prezzemolo. Un buon piatto che, a dire il vero, mi sarei aspettato più saporito, ma comunque un buon piatto. Stessa scelta per altri due soci della tavolata.
Il festeggiato ordina una Tartiflette. Stesso servizio con identico padellino che, questa volta, comprende pancetta, patate e cipolla sfumata nel vino, il tutto tagliato a striscioline sottili ed annegato in un mare di fonduta. Piatto decisamente più saporito, una botta devastante ad ogni colesterolo onesto. Il festeggiato è a contatto di gomito e quindi, a metà assaggio, scatta lo scambio di padellini.
La mia signora decide, insieme ad un altro socio della tavolata, per la più classica delle Fondute. Un punto fermo della loro cucina. Molto buona.
E si chiude il giro di ordinazioni con una Pierrade per due persone. Viene piazzata a centro tavola la base di pietra (mantenuta calda elettricamente), un paio di grandi vassoi, uno per la carne, l’altro per le verdure ed altrettanti piatti di Patatine fritte. Tipi diversi di carni, maiale, agnello, pollo, vitello e tagli differenti, fettine, costine e salsicce. Verdure tagliate a fettine sottili (zucchine, melanzane, pomodori, cetrioli, trevigiana, ecc.). A completamento del tutto un lungo vassoio in ceramica con sette mini coppette con altrettante salsine di accompagnamento: senape, tartara, rosa, cipolla, verde, peperoni, barbecue. Il classico piatto da condividere con l’intera tavolata, divertente e di sicuro abbondante.
Prima di passare ai dolci, facciamo ancora arrivare un Assiette di formaggi. Un tagliere con una selezione di formaggi (nove tagli), più o meno stagionati, accompagnata da una composta di frutta, una marmellatina di cipolla e del miele con le noci.
La degna chiusura di questa serata non può essere che la Fonduta al cioccolato. Vengono serviti un paio di pentolini, ognuno con sotto la propria fiammella, stracolmi di una goduriosa crema di cioccolata da aggredire con frutta e biscottini vari: banana, kiwi, mela, pera, fragola, arancia ed ancora lingue di gatto, meringhe, biscotti alla nocciola ed al cocco. Un vero e proprio tripudio.
Ed ora? Cosa fai? Dopo la fonduta, non ci sta ancora un giro di Grolla? Ma certamente!!!
Riguardo al conto non posso dirvi più di tanto, come ho già detto, eravamo tutti ospiti dell’artefice di questo bellissimo weekend. Da quel poco che ho potuto carpire, il trattamento ricevuto è sembrato onesto e coerente con quanto prodotto questa sera.
Adesso si che si può considerare ufficialmente concluso il festeggiamento del 40° compleanno del nostro socio.
E domani? Che fare? Ci toccherà riposare le nostre stanche membra nella meravigliosa SPA del nostro albergo e trascorrere la mattinata in relax immersi nella loro piscina coperta e riscaldata. Ce la possiamo fare!
Ancora tanti auguri!!!
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