- 0
- 810 words
…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Questa sera mio suocero invita a cena tutta la famiglia allo storico ristorante (albergo) “Cavallino”, presente nella ristorazione tortonese, e non, da oltre 130 anni. Cosa fai, non accetti?
La struttura si trova in pieno centro, a poche decine di metri dalla stazione, in una via parallela, ma più esterna, alla via Emilia, cuore pulsante della città con i suoi portici e numerosissimi negozi. Essendo in una zona trafficata, a disposizione della clientela c’è un discreto parcheggio all’interno del cortile di pertinenza che una volta rappresentava la stazione di cambio dei cavalli.
Arriviamo intorno alle 20, siamo in quattro adulti più la pargola. A nostra disposizione troviamo un magnifico tavolo rotondo, finemente apparecchiato e con già posizionato il seggiolino.
L’ambiente è molto elegante, ma in spazi precisi della sala lasciato volutamente rustico. Un bel contrasto. Alcune pareti in pietra, altre di un giallo intenso, soffitti molto alti, luci soffuse e musica in sottofondo. Molto scenografica la grande parete in mattoni rossi che si nota entrando, sulla destra, sulla quale è stata realizzata una struttura per l’esposizione dei vini. La mise en place, appunto, è molto ricercata: tovaglia rigorosamente bianca, sedie foderate in tessuto bianco, grandi sottopiatti squadrati rivestiti con mosaico, bicchieri dell’acqua in vetro colorato rosso, centro tavola composto da vaso in vetro all’interno del quale troviamo una candela che galleggia sull’acqua, sassolini colorati sparsi sul tavolo.
Per cominciare, alcuni panetti caldi con dei grissini serviti su di un piatto rettangolare ed un Appetizer, uno spumantino rigorosamente italiano accompagnato da stuzzichini vari: grissini avvolti nella coppa, mini panetti al sesamo con prosciutto crudo, piccoli arancini e polpettine di formaggio grana. L’inizio promette veramente bene!
La nostra cena prosegue con un antipasto. Per le due signore un Fagottino croccante di pasta filo, ripieno di taleggio, con miele di castagno ed accompagnato da insalatina novella, melograno e petali di fiori. Un gran piatto, di alto livello, con un favoloso taleggio.
Per mio suocero, invece, una Battuta di filetto di fassona al coltello con scaglie di Castelmagno, il livello non accenna a scendere, piatto cucinato egregiamente su di una vellutata di farro ed anche in questo caso il tocco finale “caseario” fa la magia.
Io mi indirizzo verso un piatto della casa, la Carne condita del Cavallino con fagiolini, la carne è una goduria, carne salata di vitello al naturale, insaporita semplicemente con un filo d’olio (ligure) a crudo ed una spolverata di pepe nero. Per i fagiolini ho provato scarso interesse.
Fino a questo momento, tutto veramente ottimo. Gli antipasti sono stati accompagnati da un Timorasso del 2009 dei Vigneti Massa, un produttore locale, ma molto conosciuto e due bottiglie di acqua naturale. Proseguiamo.
Le due signore continuano a braccetto con un Rombo in padella con carciofi dorati, qui il piatto mi lascia qualche perplessità, non che non sia buono, ma secondo il mio modesto parere manca un po’ di sapore, l’ho trovato piuttosto anonimo.
Per me una portata mai provata, in questa versione, il Polpo arrostito in padella con pappa al pomodoro ed olive taggiasche, si tratta di straccetti di polpo abbrustoliti in padella ed “annegati” in una salsa di pomodoro molto saporita. Piatto dal gusto particolare e molto intenso, per palati forti.
Per mio suocero, invece, un Filetto di manzo con millefoglie di melanzana, pomodoro e zucchine al profumo di origano, una sorta di cubotto di manzo, alto, ma tenerissimo accompagnato da una delicata ed aromatizzata millefoglie di verdure. Altro gran piatto.
Passiamo ai dolci. Mia moglie si lascia tentare da un Monte bianco, una goduriosa composizione di marron glacé circondati da ciuffetti di panna di Cassis. Che botta calorica! Mia suocera decide per un Semifreddo al mou con salsa di cacao amaro, strano e, personalmente, poco invitante. Mio suocero ordina un Ananas caramellato con sopra una crema calda al cioccolato fondente, altro dolce particolare e per i miei gusti troppo pasticciato. Io, infatti, vado liscio con un semplicissimo Sorbetto al lampone. Accompagniamo i dolci con un ottimo Passito ed il gentilissimo ed attentissimo gestore del locale ci fa arrivare al tavolo un’altra delizia della casa, una Selezione di piccola pasticceria con bignè alla crema, gli immancabili baci di Tortona, piccole bugie, paste secche miste e sfogliatine. Ottimo.
Concludiamo la serata con due caffè ed una sola grappa morbida.
Al termine di questa cena sontuosa, arriva il conto che ovviamente viene sequestrato da mio suocero. Non so, quindi, il dettaglio, ma solo l’importo totale pari a 230 euro.
Una cifra sicuramente importante, ma direi proporzionata alla struttura del menù, al livello della cucina, del servizio ed all’atmosfera che si respira in questo locale. Direi soldi ben spesi.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”