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Weekend in Piemonte. L’occasione riguarda il compleanno della bella Sofia, l’amichetta di nostra figlia. La festa è prevista per Sabato mattina, ma noi arriviamo Venerdì sera per poter trascorrere una serata con i nostri amici torinesi. Questa volta lasciamo le due pargole a casa con la nonna e noi quattro usciamo a fare serata.

Andiamo a cena in un locale mai provato prima, in pieno centro, il “Magazzino 52”, un’enoteca molto stilosa e curata. Il parcheggio è, diciamo, complesso. Dopo svariati giri decidiamo di lasciare l’auto in un parcheggio sotterraneo custodito a pochi metri dal locale. Entriamo.

Dovremmo essere in sei, ma una coppia ha avuto un contrattempo all’ultimo minuto e quindi siamo solo in quattro. Quando informiamo il proprietario notiamo un palese disappunto che, a mio parere, non andrebbe notato. Vabbè!

La location, come detto, è stata pensata ed arredata con notevole gusto. Grandi volte in mattoni pieni, tavoli in legno, sedie bianche tondeggianti ed un paio di tavolini più alti con relativi sgabelli. Alcune scaffalature stracolme di casse in legno e bottiglie vengono utilizzate per creare zone separate all’interno dell’unica grande sala, in fondo alla quale si nota un’immensa parete in legno ed acciaio che nasconde parzialmente la cucina. Complimenti.

Meno entusiasmante, invece, il servizio. Dopo qualche minuto una graziosa, ma impacciata cameriera si presenta al nostro tavolo con un Appetizer, un unico piattino a centro tavola composto da quattro crostini tiepidi con una crema di tonno e cappero di Pantelleria.

Prima di cominciare gradiremmo una bollicina ed aspettiamo che arrivi l’impassibile proprietario per avere un suo consiglio. Nonostante le nostre domande, il suo “gelo” non si scioglie ed alla fine decidiamo noi per un giro di flûte di champagne, di Vincent Bliard. Buono.

Nel frattempo diamo un’occhiata al menù. Sembra siano previsti tre diversi tagli a seconda del numero di piatti scelti: una sola portata 15 euro, due portate 27 euro e tre portate 38 euro. Non sarà poi molto chiaro se la scelta tra un dolce o la degustazione formaggi sia compresa nel prezzo.

Primo giro di antipasti con la prima bottiglia di vino. Essendo un’enoteca, la carta dei vini è ovviamente molto ben fornita e dispone di etichette che accontentano tutti i palati…ed i portafogli. Noi ci attestiamo su di un livello medio alto con un ottimo Barbaresco.

Vorremmo provare piatti diversi, giusto per capire le idee della loro cucina. Il menù non è lungo, ma questo lo considero un pregio. Ordiniamo due Polpi e cotechino e due Fritti di alici che faremo girare. Piatto rettangolare lungo e stretto, una base di purea con un paio di tondi di cotechino alternati ad altrettanti tentacoli di polpo. Accostamento coraggioso, ma riuscito. Col fritto di alici, invece, rimaniamo più sul classico, unica divagazione una salsina alla menta (che, devo dire, ci sta), piatto apprezzato in egual misura.

Parte il secondo giro di portate ed anche la seconda bottiglia di Barbaresco. Anche in questo caso una coppia di piatti che assaggeremo tutti e quattro. La nostra scelta cade su due Millefoglie di maialino e due Insalate di galletto. Ho trovato la millefoglie un altro piatto originale, ma ben riuscito e presentato, lo stesso non si può dire del galletto, piatto sotto tono e troppo misero per convincere il mio palato.

Saltiamo i dolci e, con il conto, chiediamo un paio di caffè ed un solo ammazzacaffè, un ottimo Passito.

La spesa complessiva è pari a 242 euro che molto gentilmente viene offerta dai nostri amici.

Non ho, quindi, il dettaglio e non so come sia stata gestita la “non scelta” dei dolci/formaggi. In ogni caso mi è sembrata una cifra sproporzionata rispetto alla nostra cena. Siamo oltre i 60 euro pro capite e, se valuto la serata nel suo complesso, credo sia troppo. E’ vero, siamo in pieno centro a Torino, la location è davvero bella, ma non tutti i piatti mi sono sembrati all’altezza della situazione e soprattutto la gestione ed il servizio non sono stati del tutto convincenti.

Un locale pensato così bene meriterebbe un’atmosfera molto più accogliente. A tal proposito, appena prima di andare via, ci viene ricordato, molto chiaramente, di avvisare quando varia il numero di persone. Anche se fosse, una gestione accorta incassa e non sottolinea il fatto col rischio di perdere possibili clienti. L’ho trovato una caduta di stile. Come anticipato…un’occasione persa. Peccato!

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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