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Trascorriamo il weekend scorso a Prato Nevoso in compagnia dei nostri amici storici. Il meteo ci ha sfidato con una mega nevicata, ma noi non ci siamo fatti impressionare più di tanto. Dopo una giornata di lezioni con i maestri di sci per i nostri tre pargoli, cerchiamo di organizzare al meglio la serata del Sabato. La nostra amica ha prenotato alla “Baita del Verde”, la struttura adiacente l’impianto, verde appunto, che di giorno prevede una ristorazione self service, ma la sera si trasforma in un ristorantino raccolto molto affascinante e caratteristico.
Nonostante l’incredibile nevicata che non accenna a diminuire, saliamo in macchina e raggiungiamo il locale, sommerso dalla neve. Lasciamo l’auto nel parcheggio a disposizione della clientela. Una volta entrati, rimaniamo stupiti dalla bellezza della location: un’unica grande sala, abilmente rifinita in legno naturale, che conta una cinquantina di coperti, una mise en place molto curata, un grande camino in fondo alla sala e, tutto intorno solo vetrate che permettono di godersi la splendida nevicata. Veramente bello!
Il personale molto attento e gentile ci conduce al nostro tavolo che, come era stato richiesto, si trova vicino al grande camino.
Innanzitutto i nostri tre pargoli. Per la nostra, un piatto di Chicche di patate al raschera d’alpeggio, una sorta di gnocchetti serviti in una terrina, cotti con la giusta consistenza e sommersi da una deliziosa crema di raschera. Abbondante, ma non pesante. Ottimi. Gli altri due bimbi si dividono una porzione di Filetto, buono, accompagnato da piccole patate stondate, lasciate intere e cotte al forno, a mio parere non proprio saporite.
Ma passiamo noi ed alle bottiglie di questa serata. Oltre ad un paio di bottiglie di acqua Lurisia (Stille e Bolle), decidiamo di iniziare con un bianco per accompagnare i nostri antipasti, un Arneis Langhe DOC dell’Azienda Agricola Poderi Cellario di Carrù (CN). Un buon vino del 2014, con una gradazione già importante (13.5 gradi), servito fresco, quanto basta, nel suo cestello.
Gli Antipasti, appunto, li vorremmo provare un po’ tutti e quindi ne ordiniamo quattro differenti. Mia moglie decide per un Flan di asparagi su crema di bagna cauda. Delicato, ma saporito. Buono. Io scelgo il loro Antipasto misto, un grande e stiloso piatto di pietra scura che comprende quasi tutti gli antipasti presenti sulla carta: il flan di asparagi, il carpaccio di manzo, il vitello tonnato, una quiche di zucchine, la lingua col suo bagnetto verde ed un involtino di prosciutto affumicato con all’interno asparagi e formaggio, Composizione per lo più riuscita, per un mio gusto personalissimo, io avrei evitato il carpaccio e la quiche, mentre ho trovato molto azzeccati il flan, la lingua e l’involtino. Il mio socio ordina un Carpaccio di manzo con scaglie di grana, come già detto non proprio il mio piatto preferito, ma lui apprezza molto, tanto che gli cedo volentieri anche la mia parte. Ed infine sua moglie decide per un Tagliere misto di affettati e formaggi, un grande piatto circolare di legno composto da una serie di affettati e formaggi di vario genere e consistenza, accompagnati da una marmellatina di prugna (discutibile). L’intera tavolata ha gradito molto.
Con gli antipasti abbiamo potuto apprezzare un cestino del pane molto buono con l’aggiunta di una manciata di grissini confezionati.
Proseguiamo con i secondi e, con loro, anche la seconda bottiglia di vino, un rosso questa volta, ma sempre della stessa cantina, un Nebbiolo Arenos Langhe DOC dell’Azienda Agricola Poderi Cellario. Un vino del 2013, anche in questo caso siamo sui 13.5 gradi, direi buono forse anche più del bianco.
La mia signora sceglie, forse, il piatto migliore, un Filetto al pepe verde veramente ben cucinato. Alto quanto basta, molto tenero e decisamente saporito grazie alla crema al pepe verde dal gusto forte, ma non invadente. Il mio socio e consorte scelgono lo stesso piatto, una Tagliata con patate al forno, buona, rosea al suo interno, gustosa, per le patate al forno vale lo stesso discorso fatto in precedenza. Io, invece, decido per il Misto brace, una composizione di carne che comprende: tre costine di maiale, buonissime, un paio di fettine di asado (meno irresistibile) ed un trancio di salsiccia molto saporita. Anche per me le patate al forno, previste come contorno fisso in tutti i piatti.
Siamo decisamente sazi ed il dolce proprio non ci sta.
Saltiamo direttamente ad un paio di caffè e quattro ammazzacaffè, un paio di limoncini per noi maschietti (che poi bisseremo) ed un paio di Baileys per le due signore.
Chiediamo il conto. La spesa complessiva è pari a 194.70 euro con questo dettaglio: sette coperti 17.50 euro; due bottiglie di acqua 4 euro; l’Arneis 12 euro; il Nebbiolo 15 euro (entrambi i vini con un ottimo rapporto Q/P); le chicche al raschera 8 euro; il filetto per i due pargoli 18 euro; il carpaccio 10 euro; il flan 8 euro; il tagliere misto 15 euro; l’antipasto misto 12 euro; il filetto al pepe verde 18 euro; due tagliate 32 euro; il misto brace 14 euro; due caffè 2.20 euro; tre amari 9 euro e gli altri tre gentilmente offerti.
Nel complesso una spesa ragionevole che, ovviamente, non può non considerare la quota parte legata ai pargoli, ma che rimarrebbe comunque adeguata al tipo di cena, sia per qualità che quantità. Servizio attento e molto disponibile. Spettacolare, poi, la location, aiutata forse dalla nevicata in diretta, ma in ogni caso veramente molto affascinante. Una piacevolissima serata!
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