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Dopo un pranzo buono, ma veloce ed un’intensa giornata lavorativa, per la nostra serata romana ci meritiamo una cena con la “C” maiuscola. Decidiamo di tornare dai nostri amici del ristorante “il Molo 91”.

Siamo sempre andati a trovarli a pranzo, quando il tempo era tiranno, anche se devo ammettere che la combriccola del signor Raffaele è molto abile nel servire e soddisfare la propria clientela in tempi anche molto ridotti. Ora, però, è il momento di concederci una serata tranquilla in loro compagnia ed in compagnia dei loro meravigliosi piatti.

Per il percorso fino al ristorante vi rimando alla mia precedente recensione.

Il locale è strapieno, ma questa volta abbiamo prenotato, per non perdere l’occasione non abbiamo lasciato nulla al caso. Siamo i soliti tre.

Come consuetudine, in un attimo, ci viene servito un ottimo cestino di pane casereccio accompagnato dall’immancabile pane carasau e da un grosso piatto di portata con delle Bruschette molto semplici nella loro composizione, ma deliziose: fette dello stesso pane casereccio del cestino, leggermente tostate e condite con dell’ottimo olio, pomodoro fresco e basilico.

Allo stesso tempo arriva una bottiglia di acqua fresca Nepi ed una bottiglia di vino bianco. Questa volta puntiamo dritto su di un Giogantinu – Vermentino di Gallura del comprensorio di Berchidda del 2007. Un vino della provincia di Olbia-Tempio, da 12° (servito molto fresco), brillante, molto gradevole e dal profumo molto intenso. Perfetto da abbinare al pesce ed ai crostacei in genere. Esattamente ciò che abbiamo in mente.

La nostra cena non può non partire dal solito, meraviglioso Giro di antipasti misti di mare. La volta scorsa siamo rimasti entusiasti e non pensavamo fosse possibile far di meglio ed invece il signor Raffaele ci ha fatto ricredere alla grande. Al classico giro di antipasti comprendente una decina di ostriche, cozze gratinate, salmone marinato, insalatina di bianchetti, zuppetta di cozze ed insalata tiepida di mare, questa volta ha aggiunto dell’ottimo palombo in agrodolce, delle alici marinate, un corposissimo vassoio di gamberoni crudi ed un secondo giro di ostriche. Semplicemente meraviglioso. Ormai inutile sottolineare la freschezza del pesce e l’abilità della cucina nel lavorarlo. Una vera e propria garanzia.

Passiamo ai primi. L’obiettivo principale della nostra serata riguarda un secondo e quindi decidiamo per un assaggio di Linguine con scampi e gamberoni. Piatto notevole, porzione più che discreta (altro che assaggio), pasta cotta al dente, molto al dente, una corposa presenza di pesce abbinata ad un sugo di pomodoro altrettanto corposo. Buona.

La nostra cena procede alla grande, ma ora ci vuole un attimo di respiro. Scambiamo due chiacchiere col signor Raffaele e con i suoi camerieri sempre pronti alla battuta, disponibili e simpatici. Nel frattempo ci gustiamo un Pinzimonio e bissiamo la bottiglia di Giogantinu in attesa del nostro secondo.

Piatto uguale per tutti e tre: Astice alla catalana. Portano al nostro tavolo una grande terrina circolare, col bordo molto alto, al suo interno grossi pezzi di polpa di astice (con ancora la loro corazza esterna) si confondono con un’insalatona mista di pomodori freschi a pezzettoni, cipolle rosse di Tropea e tanto basilico. In fondo alla terrina ci sono tre dita di meravigliosa bagnetta impregnata di un sapore ed un profumo eccezionale. Questo vuol dire che il piatto è stato preparato con largo anticipo e lasciato riposare il tempo necessario per miscelare gli elementi che lo compongono. Liberare ogni boccone di astice dal suo guscio rimane molto semplice, la polpa è delicatissima, molto saporita e la cipolla di Tropea è la ciliegina sulla torta. Più la terrina si svuota, più cresce in noi tre il desiderio irrefrenabile di aggredirla con la classica scarpetta. Lo so, non sarà tanto “bon ton”, ma chi se ne frega. Siamo decisamente sazi.

Occorre un ripulisti con tre Sorbetti al limone. Delicati.

E’ il momento dei caffè, abbinati ad un piattino di cantucci e di amaretti. Immancabili sul nostro tavolo la bottiglia di mirto e di fil’e ferru (fortissima acquavite di origine sarda), entrambi di loro produzione.

Ci sarebbero ancora le loro favolose Seadas, ma non credo ci sia più posto nei nostri stomaci. La tentazione, però, è forte e decidiamo solo per una da dividerci in tre. Anche se la porzione a testa si riduce ad un paio di bocconi la botta calorica è comunque elevata: sfoglia sottile ripiena di formaggio pecorino, servita tiepida, dorata in superficie e cosparsa di abbondante miele. Una goduria.

Chiediamo il conto: 140 euro. Non ho il dettaglio, ma sono dell’idea che continui a rimanere una cifra onesta.

Questa volta il nostro menù è stato a dir poco completo, anzi abbondante, a base di pesce dalla A alla Z, freschissimo, di alta qualità e cucinato divinamente (l’astice su tutti). Due bottiglie di un ottimo Giogantinu in tre hanno coronato una cena del tutto soddisfacente.

Come avevamo immaginato dopo i nostri rapidi passaggi nella pausa pranzo, la cena al Molo con i giusti tempi, in relax e quindi con la possibilità di assaporare qualche piatto più articolato, si è dimostrata una scelta assolutamente vincente.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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