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Torniamo dai nostri amici dell’enoteca “La Foce…non solo vino”. Siamo in sei, quattro adulti più le due pargole. Per itinerario e descrizione vi rimando alla mia precedente recensione.
Si parte con un piccolo Appetizer, un paio di quadrotti caldi di farinata accompagnati, come di consueto, da un flûte di prosecco per noi adulti ed un flûte anche per le due pargole, ma riempito di Sprite, così da poter partecipare al cin.
Per quel che riguarda il vino decidiamo di confermare l’ottima etichetta scelta la volta precedente, un Nebbiolo dell’Azienda Vinicola Pio Cesare – Alba (CN). Un gran vino. E poi un paio di bottiglie di acqua ed il loro ottimo cestino del pane con grissini artigianali.
Per le nostre bimbe, una Frittura di soli calamari con verdure in pastella, abbondante e decisamente di qualità superiore alla media e poi un piatto di Gnocchi al Castelmagno, che devo dire, a malincuore, quasi immangiabile. Forse la stagionatura del Castelmagno, forse la cottura, ma il risultato è comunque negativo. Un vero peccato.
Per noi quattro adulti si comincia da un antipasto.
La mia signora sceglie una Crudità di mare, buona, ma non esaltante come in altre occasioni. Il mio socio ordina un Tris di antipasti facendo la scelta più azzeccata: tre assaggi, serviti in moderata successione, che comprendono un’insalatina tiepida di polpo, seppioline in umido su crema di ceci e, per finire, un tortino di cous cous con sopra un gambero appena sbollentato. Tutto molto buono. Infine per me e la sua signora un Sauté di polpo, pomodorini ed olive taggiasche che altro non è che una tradizionale insalata tiepida di polpo, forse un po’ più ricca.
Proseguiamo con tre secondi, un primo piatto ed un’altra bottiglia di Pio Cesare.
Sono io che scelgo il primo, dei Tagliolini neri con rombo e zucchine. Non posso dire che non siano ben cucinati, apprezzabili anche gli accostamenti, ma che forse lasciano un po’ a desiderare in termine di gusto e sapore. Piatto sotto tono.
A seguire un paio di Orate in crosta di patate, porzioni abbondanti, saporite ed allo stesso modo delicate. Eccezionali.
E, per finire, una Tagliata di manzo all’aceto balsamico. Anche in questo caso la qualità del piatto non si discute, buona la cottura della carne con la sacrosanta crosticina esterna ed il giusto rosato all’interno.
Questa sera saltiamo a piè pari i dolci ed ordiniamo subito due caffè con altrettanti ammazzacaffè.
Chiediamo il conto. La spesa totale è pari a 208 euro, questa volta non ho il dettaglio e posso solo fissare la spesa pro capite intorno ai 35 euro circa.
Va sempre ricordato che, ovviamente, i piatti singoli delle due pargole incidono leggermente sulla corretta ripartizione del conto. Questa sera, però, a differenza di tutte le altre nostre visite, non posso ritenermi completamente soddisfatto. Un paio di piatti non mi hanno convinto, può capitare per carità, ma purtroppo fa più effetto proprio dove non capita mai. Un piccolo incidente di percorso ci può stare e non va assolutamente a sporcare l’ottimo giudizio verso questo locale e questa gestione che da anni ci dà un sacco di soddisfazioni. Alla prossima.
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