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La nostra vacanza madrilena prosegue meravigliosamente, anzi volge quasi al termine. Domani pomeriggio si riparte e, per l’ultima sera, serve un locale all’altezza per chiudere nel migliore dei modi. Il locale non può essere che il “Restaurante Sobrino de Botin”, in auge dal lontano 1725, data che lo porta ad essere il ristorante più antico del mondo. Occorre assolutamente prenotare e noi lo abbiamo fatto ieri sera. Due dritte per la Metro più comoda: La Latina (linea 5) e Tirso de Molina (linea 1), entrambe a circa 400 metri e Puerta del Sol (linea 1, linea 2 e linea 3), uno dei punti strategici della città, a poco più di 600 metri.
L’orario di apertura inizia alle 20 e noi siamo puntualissimi. Veniamo accolti molto gentilmente, mentre uno dei camerieri si occupa del nostro passeggino. L’atmosfera all’interno è molto caratteristica e decisamente spagnoleggiante. Niente, però, che risulti troppo turistico, ma tutto ben dosato e chiaramente legato, a doppia mandata, con la storia. Le sale sono numerose, penso che in totale si arrivi a sfiorare i duecento coperti circa. Noi veniamo accompagnati giù per una scala dove scopriamo un’altra sala, tutta in pietra e caratterizzata da particolari volte ad ogiva. Attraverso un ulteriore passaggio si sbuca nell’ennesima saletta, molto raccolta, con pochissimi tavoli, dove è stato preparato anche il nostro. Ci accomodiamo.
Un simpaticissimo cameriere, dopo aver scherzato un po’ con la nostra bimba, ci porta subito un discreto cestino del pane e, come da noi richiesto, una bottiglia di acqua naturale (agua mineral) ed una mezza bottiglia di Vino bianco della casa (vino blanco della casa). Vino discreto, una sorta di Verdicchio, con l’etichetta del locale, servito molto fresco, che fa sempre piacere.
Ordiniamo subito per la bimba un piatto di Crocchette di pollo e prosciutto crudo (Croquetas de pollo y jamon) che arriva dopo pochissimo tempo. Qui il servizio non è solo gentile e simpatico, ma attento e professionale quanto basta.
Per la mia signora una corposissima porzione di Frittura di calamari (Calamares fritos), accompagnata da un piatto di Carciofi saltati in padella con prosciutto crudo e spezie (Alcachofas con jamon). Scelta azzeccatissima, la frittura è leggera, dorata e decisamente abbondante ed i carciofi risultano molto saporiti grazie ad una sostanziosa presenza del loro famosissimo “Jamon”.
Per me, invece, un Filetto di manzo (Filete de ternera), accompagnato, nel piatto, da un paio di grosse mezze patate lesse, particolarmente gustose. Il trancio di filetto è gigantesco, da non rientrare neanche nel piatto, carne tenerissima, perfettamente cotta sulla brace. Sembra gradire molto anche la mia pargola.
Il servizio è stato molto premuroso, forse un filin veloce, ma la richiesta è talmente alta che una certa velocità è quasi d’obbligo. C’è stato, comunque, anche il tempo di far divertire la bimba con il foglio personalizzato Botin ed i colori portati da un cameriere. L’atmosfera è proprio rilassante.
Chiedo il conto. La spesa finale è di 73.50 euro. Ecco il dettaglio: due coperti (pan) 3.90 euro; la bottiglia di acqua 3 euro; il vino della casa 7.60 euro; le crocchette 9.10 euro; la frittura 20.40 euro; i carciofi 11.15 euro; il filetto 18.35 euro.
La spesa, effettivamente, non è tra le più economiche, ma considerando dove ci troviamo, la sua storia, la qualità dei piatti e non da meno la loro abbondanza, considero la cifra più che onesta. Dopo aver salutato, usciamo dal locale e troviamo un cameriere ad attenderci con il nostro passeggino. Neanche in aereoporto abbiamo ricevuto un trattamento simile. Sono piccole cose, ma fanno la differenza.
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