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Si avvicina il Sabato sera e si sta ricomponendo il solito quartetto per andare fuori a cena. Questa volta decidiamo per la vineria “La Foce…non solo vino”. Si tratta di un locale situato a Porto Maurizio e più precisamente nel Borgo Foce, a due passi dal mare. Elemento caratterizzante della zona, una piazzetta molto carina che si affaccia sul mare, collegata al Borgo con un ponticello in legno al termine del quale svoltando a sinistra potete trovare il locale in questione. La via è abbastanza anonima, ma il ristorante, al suo interno, vi stupirà. Stiamo parlando di un locale del ‘700 con un arredamento rustico, ma al tempo stesso elegante. Molto bello il pavimento in cotto rosa antico con una vetrata, posta in prossimità della porta di ingresso, attraverso la quale si intravedono le cantine sotto il locale. Le pareti, di un giallo tenue, sono quasi interamente ricoperte da enormi scaffali in legno massiccio dove “riposano” più di duecentocinquanta etichette di vini. Nelle poche zone scoperte si intravedono dipinti sulle pareti, scorci di paesaggi collinari con distese di vigneti. I tavoli sono pochi, anzi direi giusti. Una decina al massimo.

Un cameriere dal comportamento ineccepibile, ma carente per personalità e simpatia, ci fa accomodare.

Cominciamo dalla carta dei vini. Come ho già detto la scelta è vastissima e di notevole livello. Le loro proposte toccano ogni parte d’Italia, ma notiamo una particolare attenzione per i nostri produttori locali. Un rosso per le signore ed un bianco per noi maschietti, visto che farò compagnia al mio socio. Per il bianco la nostra solita richiesta: un Pigato di Enrico Dario di Albenga (SV). Pigato del 2004, sui 12°, fresco e piacevole, si conferma ancora una volta un ottimo vino. Per la seconda bottiglia decidiamo per un Morellino di Scansano Castariva. Un vino del 2004, sui 13.5°, dal colore intenso e vivace ed un sapore pieno e persistente.

Dopo la scelta dei vini, l’attesa del cameriere per le nostre ordinazioni si allunga pericolosamente. La nostra fame scalpita. Chiediamo del pane, ma invano. Da quel che abbiamo capito, anche sbirciando negli altri tavoli, il pane arriva esclusivamente in accompagnamento con le portate.

Finalmente ci degnano della loro attenzione. L’inizio è d’obbligo, bruschette per tutti. Per me ed il mio socio Bruschetta calda con strofinata d’aglio, olio extravergine d’oliva, pomodoro fresco e fette di lardo, per sua moglie una Bruschetta calda con crema di formaggio, speck e gorgonzola e per la mia una molto simile Bruschetta calda con crema di formaggio, speck e pomodoro fresco. Ottime.

Ma passiamo ai primi e, con i piatti, arriva anche il pane, fatto da loro, ancora tiepido, di diversi tipi ed impasti. Buonissimo.

Tre portate identiche: Pappardelle al sugo di gamberoni e carciofi. Una deliziosa ed abbondante pasta fatta in casa, leggermente sporcata col sugo rosso e con una presenza corposa di gamberoni, già tagliati a metà. Direi un’ottima idea per velocizzare la pulitura del pesce così da poterlo assaporare con la pasta senza che questa corra il rischio di raffreddarsi.

Mia moglie, invece, ordina un Carpaccio di pesce spada su letto di rucola. Delicato, ma molto saporito ed abbondante.

Il servizio, ora, va a gonfie vele. Hanno avuto una partenza molto lenta, ma ora sono impeccabili.

Veniamo ai secondi. Per noi maschietti una Tagliata in crosta con olio extravergine d’oliva ed erbette aromatiche. Ottima carne, cottura al sangue quanto basta e saporitissima crosta esterna, fondamentale per ingolosire il piatto.

Per le signore una Tagliata al Castelmagno. Identico giudizio per quel che riguarda la carne ed equilibrato l’abbinamento col Castelmagno. Nonostante la dose massiccia che ricopre la tagliata non è risultata per nulla pesante. Ultimo piatto un Filetto al pepe verde, forse il secondo migliore. Carne molto tenera, abbastanza alta, ma comunque cotta benissimo al suo interno.

Concludiamo questa piacevolissima serata con i dolci. Il mio socio insiste con la sua consueta Coppa di gelato alla crema e non sto neanche a descriverla. Sua moglie ordina una fetta di Sacher. Fetta enorme con un delicatissimo cacao e senza una dose eccessiva di marmellata. Io, invece, scelgo il dolce più complicato. Purtroppo non ricordo più il nome. Si tratta di una specie di lanterna in terracotta sulla quale viene posizionata una vaschetta di cioccolato caldo, mantenuto costantemente a temperatura da una fiamma posta all’interno della lanterna. Sul piatto di portata, intorno alla lanterna, vengono servite varie scodelline, alcune piene di frutta fresca (ananas, banane e fragole) ed una con canestrelli da inzuppare nella cioccolata fumante. Solo a guardarla sono circa 2.000 calorie. Idea originale e molto gustosa.

Non ci alziamo da tavola prima dei soliti quattro caffè e della bottiglia di limoncino lasciata sul tavolo.

La spesa finale è pari a 180 euro. Questo il dettaglio: quattro bruschette 19.50 euro; quattro primi 55 euro; quattro secondi 52 euro; quattro dolci 17 euro; una bottiglia d’acqua 3 euro; il Pigato 13 euro; il Morellino 15 euro; quattro caffè 5.50 euro ed il limoncino offerto.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

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