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Altra serata con i colleghi d’ufficio. Se nella precedente giganteggiava il fattore carne, questa volta a far da padrone è il pesce. Il locale prescelto è “L’Anemone di Mare”, situato a Porto Maurizio in zona borgo Prino. Per logistica e descrizione vi rimando alle mie precedenti recensioni.
Siamo in quattordici e ci viene riservato un tavolo nel dehor che viene, in pratica, interamente occupato dalla nostra allegra tavolata. Questa sera è prevista anche la musica dal vivo ed una brava cantante ci intrattiene piacevolmente per l’intera serata.
Siamo in tanti e, col “comandante” Andreino, cerchiamo di concordare al volo un menù che soddisfi un po’ tutti i palati, che sia adeguato per quantità e, come si dice, “senza pisciare fuori dal vaso”.
Nel gruppo è presente anche un seguace della carne per il quale verranno preparati alcuni piatti ad hoc.
Partiamo dal bere. Per gli amanti delle bollicine una bottiglia di Piganò che, però, non ha riscontrato i favori dei miei colleghi ed altre due di Valdobbiadene che, al contrario, accontenta tutti gli assaggiatori. Per me e la maggior parte della tavolata, invece, un Bouquet della Tenuta Rapitalà veramente ottimo. Nel corso della serata, dopo la prima bottiglia ne seguiranno altre tre. Ed a queste vanno aggiunte sei bottiglia di acqua.
Abbiamo deciso per un giro di antipasti che tocca quasi tutte le proposte del loro menù limitandone, però, le porzioni. Nell’ordine: Insalatina tiepida di polpo, acciughine marinate, brandacujun rivisitato e qualche caponatina di sole melanzane. Tutto squisito, di livello notevole e direi in quantità più che sufficienti. Per il “carnivoro” un piatto misto di Verdure ripiene (cipolle, zucchine e peperoni).
La nostra degustazione prosegue con un “assaggio” di primi, due per la precisione, più il solito extra per l’”intruso”. Abbiamo seguito il consiglio di Andreino e concordato cinque porzioni di Ravioli ripieni con polpa di granchio ed altrettante porzioni di Busiate al ragù di pesce. Il tutto equamente distribuito per tutta la tavolata ad eccezione del solito bastian contrario per il quale viene preparato un piatto di Gnocchetti al pesto. Primi decisamente buoni. Ravioli con una cottura perfetta e leggermente sporcati di sugo rosso, ma una nota di merito particolare va per le busiate, una sorta di maccheroni attorcigliati provenienti dalla cucina tradizionale trapanese. Un tipo di pasta rustica, rigorosamente fatta a mano che si sposa perfettamente con il ragù di mare pensato per questo piatto. Una graditissima scoperta.
Per il momento direi che tutto fila liscio.
Si prosegue con i secondi. La maggior parte della tavolata opta per una Frittura mista, una sorta di paranza. Un angolo del tavolo decide per un assaggio di Pescato del giorno al forno con patate e per l’”intruso” una Scaloppina ai funghi. Funghi freschissimi, appena consegnati. Il pescato (non ricordo la tipologia) buono, ben cucinato e con un contorno di mezze patate appena sbollentate. Mentre la frittura, non male, è risultata un po’ misera, tanti (troppi) pesciolini e pochissimi calamari e gamberi come, invece, i miei colleghi si sarebbero aspettati. Per contorni un paio di vassoi di Patate al forno, piccole, arrotondate e croccanti. Buone.
Arriviamo, così, ai dolci. La maggioranza, undici, decidono per una Meringata, chi con del cioccolato fuso sopra e chi senza. I restanti tre, un più semplice Sorbetto al limone. Io rientro tra coloro che hanno scelto la meringata e, purtroppo, il risultato è stato mediocre. Semifreddo troppo compatto e duro per poterlo apprezzare. Peccato.
E’ il momento di Andreino con i suoi personalissimi distillati. Grazie alle mie precedenti esperienze io mi butto su quello agli agrumi e lascio ai miei soci il piacere di scoprire le altre sue specialità.
Ancora una manciata di caffè e poi il conto…nota dolente. E qui arrivano le spiacevoli sorprese. Il totale è di 700 euro, esattamente 50 euro a persona.
Devo ammettere che siamo rimasti tutti un po’ spiazzati, io per primo che sono già venuto altre volte e che ho potuto verificare con mano l’ottimo rapporto qualità/prezzo di questo locale.
La stonatura, almeno per me, riguarda tutta l’impostazione iniziale che si è voluta dare al nostro menù, come ad esempio il volerci preparare più cose, ma con porzioni volutamente ridotte proprio per contenere la spesa. Ed io aggiungerei ancora un paio di dettagli: un modesto consumo del vino perché le sette etichette, da noi scelte, per un totale di quattordici persone non credo che possano incidere più di tanto, e poi da non dimenticare la cena del “carnivoro” che con delle verdure ripiene, una pasta al pesto ed una scaloppina (anche se ai funghi) non ha di certo fatto impennare il conto.
A parte il fatto che la spesa mi è sembrata effettivamente sproporzionata al menù offerto, io avrei comunque ragionato diversamente, forse un po’ più da commerciante, con un conto più accomodante verso una tavolata di quattordici persone che rappresentano altre quattordici potenziali famiglie e relativi conoscenti, pronte a tornare nel mio ristorante.
Ma tengo a precisare che si tratta di un personalissimo pensiero che non va assolutamente ad inficiare un mio giudizio più che positivo su questo ristorante (come risulta anche dalle mie precedenti recensioni).
Più che altro mi è sembrata un’occasione sprecata.
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