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L’occasione per tornare dall’amico Vincenzo del ristorante “Il Torrione”, a Santo Stefano al mare, riguarda una cena tra colleghi. Siamo in otto, telefono per prenotare anche se trattandosi di un Martedì non corro sicuramente il pericolo di non trovare posto. E così è. Per descrizione e percorso vi rimando alle mie precedenti recensioni.
Ci accomodiamo nella prima sala, quella del bancone della brace per capirci, che loro considerano non fumatori. Partiamo dal bere, acqua naturale (saranno tre bottiglie a fine serata), una coca cola per l’unica astemia della compagnia, un paio di birre medie e per tutto il resto della tavolata vino, bianco per le signore che pasteggeranno a base di pesce e rosso per noi maschietti perché ci butteremo sicuramente sulla carne. La bottiglia di bianco è un Arneis del 2011, da 12 gradi, delicato, profumato quel che basta, servito freschissimo. Molto apprezzato dal gentil sesso. Per la bottiglia di rosso, scegliamo un Nero d’Avola Syrah del 2010, vino strutturato, da oltre 13 gradi che si abbina perfettamente a quel che mangeremo stasera. Etichette valide ed azzeccate all’interno di una cantina non propriamente rifornita. Ma questo non è detto che sia un difetto.
Ma partiamo dagli antipasti, quattro porzioni delle ormai collaudatissime Bruschette di Vincenzo ed un vassoio da portata (per gli altri quattro) con dei Calamari alla griglia. Bruschette decisamente affidabili, un paio a testa, molto semplici, tostate sulla griglia e condite con un filo d’olio buonissimo, pomodoro fresco e basilico. Ottime nella loro semplicità. Ci facciamo portare anche un’arbanella di olio piccante (molto piccante) ed un’aggiunta di fette di pane tostato. Sfiziose. I calamari sono cotti sulla brace in maniera molto pulita, naturale, senza particolari condimenti ed accompagnati da un’insalatina mista. Abbondanti. Ribadisco ancora una volta che qui non esiste la parola “fritto”.
Proseguiamo la nostra cena con una serie di secondi. Una porzione di Rostelle (dieci), rigorosamente abruzzesi, ottime. Pesce fresco sulla brace, due orate e due pagelli accompagnati da patate al cartoccio, aromatizzate al burro, piccole, intere, ancora con la buccia, fatte abbrustolire accanto al fuoco. Molto gustose. E per finire una Costata di bue, piatto forte della loro cucina alla brace, con la sua bella crosticina esterna e deliziosamente tenera e saporita al suo interno. Come consuetudine, vengono al nostro tavolo a servire le prime “tagliate” di carne, quindi si portano via il pezzo per mantenerlo caldo vicino alla brace per poi ripassare per un secondo giro nei piatti. Piatto storico di questo locale e sempre eccezionale.
Siamo al giro di dolci: due Meringate col cioccolato caldo, due Cannoli siciliani ed una porzione di Ananas fresco. Devo ammettere che i dolci in generale non ci hanno entusiasmato. Per chiudere, chiediamo un solo caffè ed un giro di amari: mirto, limoncino ed Amaro del Capo. Bottiglie lasciate sul tavolo. A loro non costa quasi nulla e fa figura. Bravi.
E’ il momento del conto, arrotondato a 300 euro. Questo è il dettaglio: nessun coperto (bravi); le tre bottiglie di acqua e la bibita 10 euro; due birre medie 7 euro; l’Arneis 14 euro; il Syrah 14 euro; entrambi i vini con un ottimo rapporto Q/P; quattro bruschette 16 euro; i calamari per quattro 56 euro; dieci rostelle 7 euro; i quattro pesci 100 euro; la costata 35 euro; le patate 12 euro; quattro dolci 20 euro; l’ananas 5 euro; un caffè 1 euro e gli amari 10 euro.
Ho trovato un po’ tutti i prezzi unitari leggermente ritoccati verso l’alto. E’ vero che questo locale ha avuto, da sempre, un eccezionale rapporto qualità prezzo ed un ritocchino può essere anche comprensibile, ma il recente “restyling” del conto mi è sembrato comunque eccessivo. A maggior ragione se si considerano le sole due bottiglie di vino per una tavolata di otto persone. Forse la colpa di Vincenzo è l’averci abituato troppo bene prima. Con questo non voglio mettere in dubbio né i piatti, né la piacevole ed accogliente atmosfera, nè tanto meno la travolgente simpatia di Vincenzo. Ma quel che è giusto è giusto.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
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