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…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Full immersion tra i negozi di Genova, dalle 11 alle 20!!! Rientrando a casa ci fermiamo a cena ad Albissola Marina. E’ da tempo che vorremmo provare l’Osteria del Varadrillo e questa ci sembra l’occasione giusta. Il ristorante si trova nel cuore del budello di Albissola, all’interno di una galleria dove sono esposte numerose opere d’arte di artisti locali e non.
Siamo in anticipo, ma l’appetito è forte ed entriamo ugualmente. Veniamo accolti benissimo, in maniera molto ospitale e simpatica, ma comunque professionale. La sala è unica e conta una trentina di coperti abbastanza ravvicinati tra loro. Lo spazio disponibile sembra ottimizzato al massimo Atmosfera molto calda ed accogliente. Di fronte all’ingresso, un lungo bancone che termina con una postazione dove lo chef, davanti alla clientela, si occupa della preparazione dei piatti. Un simpaticissimo cameriere ci conduce al nostro tavolo. Ci è stato riservato proprio quello attaccato al bancone dello chef.
La nostra serata inizia con un Appetizer composto da veli di parmigiano fresco e marmellata di chinotto, accompagnata da un flûte di Prosecco Mionetto Valdobbiadene DOC. Piacevole il parmigiano, amarissima la marmellata. Cestino del pane ottimo. Il nostro simpaticissimo cameriere provvede a mantenere sempre pieno il cestino con delizioso pane nero e pan focaccia fatto in casa.
Si parte da un antipasto, due Gamberoni croccanti. Tre grossi gamberoni cotti al forno, avvolti nel lardo di Colonnata, poggiati su di un letto di polenta fritta. Tutt’intorno una crema di zucchine ed una piccola caponata di melanzane. Ottimo piatto.
E poi altrettanti primi. Uno Gnocchetto di ricotta e verdure con ragù di polpetti ed un Raviolo di branzino. Gnocchetti da urlo. Mi viene servito un enorme piatto triangolare con al centro un nido di parmigiano in crosta pensato per contenere al proprio interno la pasta. Gnocchetti fatti in casa, dalla forma non classica, ma leggermente allungata, conditi da un mix di verdure e da un saporitissimo ed abbondante ragù (non troppo rosso) di polpetti. Ai bordi del nido, una salsa di pesto ed un paté di olive completano l’opera. Eccezionali!
Anche l’altro primo è molto convincente. Più che ravioli, si tratta di tortelloni giganti ripieni di un delicatissimo branzino, serviti all’interno di una profonda terrina, conditi da una specie di guazzetto rosso di pesce composto da gamberi, polpi, vongole e cozze. Porzione molto abbondante e decisamente saporita. Sul sottopiatto, alcuni crostoni caldi con una salsina verde completano l’opera. Che primi! Le scarpette non si contano più, ma il pane non manca mai.
Non penserete mica che ci siamo dimenticati del vino? Non credo proprio. Questa volta siamo tutti d’accordo sulla scelta di un bianco. La carta dei vini propone poche etichette, ma di livello e distribuite per tutto lo stivale. Decidiamo, comunque, di affidarci al nostro cameriere che sembra essere un buon intenditore. Il suo consiglio è una Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2006 delle cantine Grotta del Sole – Quarto (NA). Un ottimo vino da 12.5 gradi, secco e molto delicato. Secondo me non sufficientemente fresco, ma dopo dieci minuti nel cestello del ghiaccio il problema sembra superato.
La nostra cena prosegue con la scelta dei secondi e l’arrivo di una nuova bottiglia di Falanghina (questa volta subito fresca al punto giusto). Tre porzioni di Fritto misto del Varadrillo con verdure croccanti. Un grande piatto a mezza luna con un abbondante frittura, pulita, leggera e discretamente varia composta anelli di totani, signorine, gamberoni e zerri. Ad accompagnare le fritture, un corposo contorno di verdurine alla julienne, impanate e fritte. E poi un Guazzetto di pesce del Varadrillo. Una sorta di zuppa di pesce servita in una profonda terrina, con un delizioso fondo sporcato di pomodoro ed alcuni crostoni ai bordi del piatto. Ottimo e sostanzioso.
Siamo giunti al termine della nostra cena. Decidiamo di saltare i dolci e passare direttamente ai caffè. Arriva comunque al nostro tavolo un piatto di dolcetti, gentilmente offerti. Si presenta al nostro tavolo il simpaticissimo cameriere e ci chiede se gradiamo un digestivo e noi accettiamo volentieri. Limoncino e Zibibbo.
Chiediamo il conto. La spesa totale è pari a 152 euro, così dettagliata: i gamberoni per due 32 euro; i gnocchetti 12 euro; i ravioli 16 euro; il fritto per tre 48 euro; il guazzetto 16 euro; le due Falanghine 24 euro (ottimo rapporto Q/P); una caraffa d’acqua 1 euro; tre caffè 3 euro ed i digestivi offerti.
Conto più che onesto. Piatti di alta qualità, originali sia per l’accostamento dei sapori che per la presentazione delle portate e serviti con un apprezzato mix di professionalità e simpatia.
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