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Un’altra “due giorni” nella Capitale col mio collega. Dopo un’intensa mattinata lavorativa, andiamo a mangiare un boccone nelle vicinanze col nostro solito contatto romano ed un suo collega. Questa volta ci portano al ristorante Nazzareno in via Magenta.

Veniamo accolti da un paio di camerieri molto gentili e simpatici. Siamo in quattro, è tardi, non abbiamo prenotato, ma non ci sono assolutamente problemi. Ci accomodiamo.

Tavoli numerosi, ma ben distanziati tra loro, mise en place semplice, ma curata. Nella zona di passaggio che divide le due grandi sale notiamo una meravigliosa e variegatissima esposizione di antipasti, ma non abbiamo molto tempo e quindi, a malincuore, ma veramente a malincuore, decidiamo per un piatto veloce a testa.

Ma prima il vino. A vedere la carta, la cantina sembra ben rifornita. Si spazia in tutta Italia, la proposta è decisamente amplia, ma noi preferiamo affidarci al consiglio del signor Nazzareno, in persona. Ci propone un Corvo Rosso del 2005. Un composto di uve di Nero d’Avola, Pignatello e Nerello Mascalese affinato in botti di rovere con una gradazione di 12.5, dal profumo intenso ed un sapore asciutto e pieno. Ottimo vino, perfetto con qualsiasi tipo di carni.

Ma torniamo alle nostre scelte. Per il mio collega la mitica Coda alla vaccinara. La cucina del locale si basa su di una lunga tradizione romana, quel che serve per assaporare un’ottima coda. La porzione è sostanziosa e l’aspetto invitante, anche se devo ammettere che non è un piatto che mi invoglia particolarmente. Il mio collega, però, sembra gradire molto.

Il nostro amico romano decide per un Abbacchio con patate al forno. Un trancio di agnello di discrete dimensioni, molto tenero, goloso ed accompagnato da ottime patate al forno. Gran piatto.

Per me ed il quarto commensale, invece, dei Rigatoni al sugo di coda. Più che rigatoni sembrano dei paccheri, meglio così perché io adoro questa forma di pasta. Il condimento è convincente, composto da una corposa presenza di bocconcini di coda, al palato delicato e piacevole. Io sono a posto così, ma lui sembra di no e decide di aggiungere ancora un piatto al suo pranzo. Un altro abbacchio con patate al forno.

Siamo ai dolci. Due Sacher e due Torte al cioccolato. Porzioni decisamente abbondanti, buona la sacher anche se non amo particolarmente l’accoppiata marmellata e cioccolato. Deliziosa la torta al cioccolato magro impreziosita, al suo interno, da una piacevole presenza di crema pasticcera. Ai dolci abbiniamo un’ottima Grappa aromatizzata (non si capisce bene con cosa), quattro caffè ed un piattino di Torcetti al finocchio.

Siamo stati di parola, pranzo veloce, sobrio ed abbastanza contenuto. Ci facciamo portare il conto.

La spesa complessiva è pari a 100 euro, così dettagliato: quattro coperti 4 euro; il Corvo Rosso 14 euro; due acque 6 euro; due rigatoni 16 euro; una coda alla vaccinara 12 euro; due abbacchi con patate 22 euro; quattro dolci 20 euro; quattro caffè 6 euro e la grappa offerta.

Una pausa pranzo piacevole trascorsa in un locale ancorato fortemente alla tradizione romana e gestito con toni e modi molto cordiali.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

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