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Questa sera ci spingiamo fino al primo entroterra imperiese. Siamo a Borgomaro, al ristorante Censin da Bea. Si tratta di un antico frantoio del ‘700, completamente, ed aggiungo io intelligentemente, ristrutturato. Imbocchiamo un sentiero che costeggia piccoli orticelli coltivati a basilico, timo, salvia ed erbette in genere. Alla fine del percorso domina la scena un’enorme ruota in ferro che riceve la spinta dell’acqua del fiume sottostante ed aziona le macine che si trovano all’interno del locale. Entriamo.

Ambiente molto rustico, ma arredato in maniera competente. Apprezzabile il tentativo, ove possibile, di mantenere intatti gli elementi storici del frantoio. Il personale è molto gentile, direi una giusta combinazione di simpatia e professionalità. Prima di accomodarci al nostro tavolo passiamo a salutare Marco, il gestore del locale, nonché responsabile della cucina. Un vero e proprio personaggio.

Tavola non solo apparecchiata, ma già arricchita con qualche prelibatezza. Vari cestini di pane fatto in casa, di diverse composizioni, formati e sapori, un paio di Taglieri di affettati misti accompagnati da alcune ciotoline di marmellate, sempre di loro produzione.

Da bere, per cominciare, due caraffe di Vino della casa, sia rosso che bianco. Anche in questo caso si tratta di vino prodotto in casa, dal sapore forte, decisamente grezzo, ma che trovo adatto a pranzi di questo tipo.

Una precisazione. In questo locale i camerieri fanno mille passaggi seguendo una sorta di menu fisso, concedendo bis e tris fino a quando non vengono stoppati dai clienti.

Proseguiamo questo nostro Tour di antipasti con olive nostrane in salamoia, cipollotti in agrodolce, pissalandrea (storica pizza ligure), farinata e focaccia con erbette aromatiche. E poi ancora la bagna cauda con verdure fresche e delle paradisiache Rane impanate.

Nel frattempo le caraffe di vino non si contano più.

Passiamo ai primi. Si comincia con delle Tagliatelle al ragù ed a seguire dei Ravioli verdi di erbette e borragine al burro e salvia. Pasta rigorosamente fatta in casa, piatti semplici e genuini, legati alle tradizioni ed ai sapori del nostro entroterra.

Saremmo quasi sazi, ma devono arrivare ancora tutti i secondi. E quando dico tutti, intendo proprio tutti. Primo giro con Tagliata di manzo con rucola, grana e vinaigrette all’aceto balsamico. Ottima nonostante non sia un amante del binomio rucola e grana. Non poteva mancare lo Stoccafisso e, tanto per non sbagliare, un altro giro di Rane impanate se mai qualcuno ci avesse ripensato. Chiudiamo con una terrina di Lumache alla ligure, cucinate con aromi vari, vino bianco, pomodoro e funghi secchi. Per contorno l’ennesima terrina con Patate al forno. Le lumache non mi piacciono per niente, ma i miei amici garantiscono sulla loro bontà. Che abbuffata!

E non finisce qui, mancano ancora i dolci. E’ prevista la possibilità di richiedere il tris nello stesso piatto. Secondo voi? Vada per il tris. Tiramisù, Bunet e Creme caramel. Bunet a parte (troppo marcato, per me, il gusto dell’amaretto), gli altri due dolci molto buoni. Ma quante calorie!

Con i quattro caffè ci viene servita una Alzatina che comprende dolcetti vari ed i Brutti e Buoni, biscotti con mandorle e nocciole di origine piemontese, dalla forma irregolare.

Non ci resta che gustarci l’ammazzacaffè di Censin. Oltre alle solite grappe e/o limoncini, non ci si può alzare da tavola senza aver assaggiato i famosi zuccherini. Parliamo di zollette di zucchero, lasciate macerare dentro arbanelle colme d’alcol puro con l’aggiunta di foglioline di menta, oppure bucce di arancio, di limone o di mandarino. Dopo una settimana le zollette sono pronte, aromatizzate ed alcoliche al punto giusto. Una vera bontà. L’unico consiglio che posso dare è quello di mordere le zollette, ma assolutamente di non ciucciarle. Vorrebbe dire assumere solo l’alcol puro senza l’attenuazione che garantisce lo zucchero. Ho visto una signora sbiancare per aver voluto provarci comunque.

Il costo fisso di questo pranzo infinito è pari a 112 euro. Questo vuol dire 28 euro pro capite, tutto compreso. Sbalorditivo!

Un rapporto Q/P senza concorrenza. La composizione del menu rimane sempre molto simile. Il vantaggio è che sai ciò che vieni a mangiare, ma lo svantaggio è che, alla lunga, può risultare ripetitivo.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

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e su Telegram – link d’invito: t.me/GnamGnam

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