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Giro in Francia. Prima tappa ad Eze, un borgo medioevale situato sulle alture tra Montecarlo e Nizza, seconda tappa a Cap Ferrat, un istmo di terra molto caratteristico ed affascinante. Verso sera si torna in Italia per una cena a Bordighera. Questa volta decidiamo di addentrarci tra le alture del centro storico, al ristorante Magiargè.
Ambiente familiare, ma elegante. Locale arredato con molto gusto. Ci accomodiamo. Siamo in due.
Il menu non ha la sua carta, ma è presentato su di una lavagnetta in ardesia. Cucina concentrata sul territorio con poche cose, ma di sicura qualità e, soprattutto, secondo il pescato ed i prodotti di stagione. Prima di cominciare assaporiamo un fresco aperitivo, due calici di Ferrari Brut del 2001 abbinati ad una porzione di Acciughe ripiene alla Nizzarda. Un’ottima farcia composta da pomodoro, melanzana, peperone, agli e cipolla, Direi un buon inizio.
La carta dei vini è impressionante. Sono presenti oltre cinquecento etichette, italiane ed internazionali, senza contare le innumerevoli birre, gli spumanti e le mezze bottiglie. Noi decidiamo per un Fiano di Avellino dell’Azienda vinicola di Terredora – Montefusco (AV). Un bianco del 2005, da 13 gradi, proveniente da un vitigno di Fiano al 100%.. Ottimo vino, corposo, ma equilibrato.
Ordiniamo una Degustazione di antipasti. Brandacujun alla ponentina, polpette di pesce azzurro con pomodoro e mentuccia, passatina di trombette (zucchine) con ragù di pesce e zuppetta di ceci con filetto di ricciola. Ottimi piatti, molto delicati e ben presentati. Su tutti spiccano brandacujun e ricciola. Cestino del pane buonissimo e molto variegato.
La nostra cena prosegue con uno Steak di tonnetto scottato in padella su cipolla di Tropea. Cottura perfetta del tonno, sia esterna che interna ed un delizioso accostamento con la cipolla rossa. Praticamente perfetto. E poi una porzione di Fregamai con ragù di cappone, melanzane e pomodoro fresco. I fregamai sono una sorta di gnocchetti strofinati a mano. Pasta ovviamente fatta in casa, perfetto il ragù di pesce, azzeccato l’accostamento con le melanzane.
Tutto procede molto bene, il servizio è di quelli giusti, rapido quanto basta, curato, professionale, ma disinvolto e cortese. Da provare ci sarebbe ancora un signor carrello dei formaggi, ma siamo pieni. Vorrà dire che sarà per la prossima volta.
Ci sta, però, ancora un dolce. Una Bavarese al lime con salsa di vaniglia. Porzione modesta, ma buona. Viene abbinato al dolce un Brachetto Passito di Pian dei Sogni.
Arriva il conto. La spesa totale è pari a 84 euro con questo dettaglio: due coperti 4 euro; due aperitivi 5 euro con uno stuzzichino 5 euro; la degustazione di antipasti per due 32 euro; il tonno 11 euro; i fregamai 8 euro; la bavarese con Brachetto 5 euro; il Fiano 14 euro ed i caffè offerti.
Una spesa onesta se si considera che, tralasciando spumantino e stuzzichino direi non indispensabili, avremmo speso poco più di 30 euro pro capite. Una cifra adeguata all’elevata qualità dei piatti. Un giusto mix tra le antiche tradizioni liguri e le moderne regole della cucina innovativa. Segnatevi questo locale.
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