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In occasione del compleanno di mia madre decidiamo di ritornare a Badalucco all’agriturismo “Le Macine del Confluente”. A dir la verità ci si ferma qualche km prima di entrare in paese. Per il percorso vi rimando alla mia precedente recensione. A disposizione della clientela è presente un ampio parcheggio privato. Al nostro arrivo troviamo il parcheggio al completo e riusciamo a parcheggiare facendo “scomodare” un paio di clienti che hanno parcheggiato, diciamo con molta fantasia, ma soprattutto menefreghismo. Non abbiamo pensato che oggi, doppio festivo, ci potesse essere il pienone.
La struttura è molto bella e caratteristica e lo stesso vale per l’interno del ristorante, anche se ribadisco che, ogni volta che entro, avverto una strana sensazione di artificioso, poco originale e nulla di recuperato. Comunque piacevole.
Come ho già detto, troviamo il pienone ed i tavoli, per sfruttare ogni minimo spazio a disposizione, questa volta sono stati posizionati un po’ troppo ravvicinati tra loro. Una volta sistemati, seggiolino della bimba compreso, possiamo pensare al nostro pranzo di compleanno.
Una cameriera molto formale (si scioglierà strada facendo) ci porta un Appetizer, una caraffa di acqua naturale, una di gasata ed il cestino del pane casereccio e con le olive. L’assaggio consiste in un unico grande piatto con cubotti di pizza e di focaccia, una ciotolina con olive taggiasche ed infine patatine fritte con i cipollotti. Tutto buono.
Per il vino arriva un secondo cameriere con la carta della loro cantina, abbastanza rifornita. Scelgo un Morellino di Scansano della cantina Vignaioli del Morellino. Un ottimo vino del 2008, da 13 gradi, a mio parere, molto indicato per un pranzo rustico come questo.
Una terza cameriera si presenta al nostro tavolo per descriverci il menù pensato per oggi. La struttura è pressocchè impostata, ad eccezione dei secondi per i quali si può scegliere tra una vasta e goduriosa proposta. Si prosegue con gli Antipasti, in questo caso un piatto a testa con fettine di bresaola accompagnate da songino ed una salsina di fragola (abbinamento strano, ma azzeccato), quadrotti di focaccia di recco, frittatina tiepida di formaggio ed al centro del piatto una spuma di prosciutto e salsa tonnata. Direi un inizio incoraggiante. Al secondo giro arriva un tagliere di salumi composto da pancetta, salame e prosciutto crudo affumicato. La scorsa volta ricordo un meraviglioso cestino di focaccina calda che accompagnava gli affettati, ma che questa volta non riceviamo. Un vero peccato.
Il servizio rimane sempre molto attento, cambio posate al momento del passaggio ai primi piatti, una continua disponibilità ed anche la cameriera introversa comincia a dare segni di cedimento, questo anche grazie alla simpatia coinvolgente della nostra piccola che, ogni volta che si presenta al nostro tavolo, non la lascia in pace un minuto.
Il menù di oggi prevede due primi: Risotto con gli asparagi e Tagliatelle di patè di olive taggiasche con pomodori secchi. Risotto buonissimo, sgranato quanto basta e “barricato” in una forma di grana padano. In pratica viene cotto e poi mantenuto all’interno di un’intera forma di grana leggermente scavata, questo contribuisce ad insaporire ed a dare la giusta cremosità al risotto. Per quanto riguarda le tagliatelle, apprezzabile la composizione di patè di olive che da una marcia in più al sapore della pasta, ma ho trovato il condimento di pomodori secchi, si originale, ma personalmente poco incisivo.
Dopo una pausa misurata si passa ai secondi, mia moglie si limita ad un semplice piatto di Patate al forno, mentre io decido per la Salsiccia di Ceriana con pinoli, olive taggiasche e patate al forno. La famosa salsiccia di Ceriana di pura carne suina, mai assaggiata prima, la cui ricetta a quanto pare è gelosamente custodita dagli artigiani del paese, ligi alla tradizione. Effettivamente l’ho trovata molto buona, a mio parere, nonostante la sola presenza di carne suina, meno grassa del solito, più asciutta e saporita. Ottima.
Mia madre, invece, sceglie una Degustazione di formaggi. Un tagliere con una mini degustazione di quattro tipi di formaggi, più o meno cremosi, accompagnati da due ciotoline di vetro, una con miele di acacia e l’altra con marmellatina di cipolle. Formaggi discreti, ma oltre alla loro pochezza, secondo me è mancata anche solo una minima, ma indispensabile descrizione degli stessi.
Arriviamo ai dolci. Mia moglie sceglie una Crostata con marmellata di frutti di bosco, mia madre la Torta di cioccolato e pere ed io la Panna cotta al cioccolato. Tutti i dolci rigorosamente fatti in casa. Fettona di torta al cioccolato magro e pere, ricoperta di scaglie di cioccolato bianco ed accompagnata da una grossa fragola annegata nel cioccolato fondente. Gran dolce. Panna cotta servita dentro una profonda e stilosa ciotolina bianca per poter raccogliere meglio tutto il cioccolato che va a condire una delicatissima panna cotta. Altro ottimo dolce. Terzo ed ultimo piatto, forse il meno riuscito. La crostata di frutti di bosco, accompagnata da una tazzina di caffè (anch’essa stilosa) per contenere del gelato al fior di latte. Crostata, però, poco friabile e saporita.
Una nota di merito riguardo la bellezza e la particolarità dei cucchiai abbinati ai dolci, ma a dir la verità, di un po’ tutta la mise en place del ristorante. Intanto che aspettiamo il caffè chiediamo il conto. Il totale è di 108 euro, 30 euro cadauno per il menù cosidetto “Degustazione” più 18 euro per la bottiglia di Morellino.
Spesa assolutamente onesta se rapportata alla qualità e soprattutto alla quantità del percorso culinario offerto alla clientela.
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