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Pranzo di lavoro. Io ed il mio collega dobbiamo incontrarci con un nostro corrispondente genovese, amico di vecchia data. Decidiamo per un incontro informale a metà strada. A noi si aggregano un altro paio di colleghi. Alla fine siamo in cinque, della serie, “pochi ma buoni”.

Appuntamento intorno alle 13,00 ad Orco Feglino, presso l’agriturismo La Sosta. La struttura sorge in un grazioso angolo di natura immerso nel verde. Si tratta di una zona collinare, ma molto semplice da raggiungere. Per chi arriva da Genova, uscita autostradale di Feglino. Passato il casello si svolta a destra sulla Provinciale e si prosegue dritto per circa un km e mezzo fino a quando non si incontra una deviazione sulla sinistra. Una volta imboccata questa stradina sinuosa si prosegue per un altro km abbondante tra gli uliveti fino ad arrivare in un largo piazzale sterrato dove si può comodamente lasciare la macchina.

Siamo in prossimità del Monte Cucco, meta ambita dagli arrampicatori. Nelle vicinanze si trovano, infatti, le “Palestre di Roccia del Finale”, un invidiabile punto di partenza per gli escursionisti, famoso anche oltre i confini italiani.

Il complesso comprende un fabbricato principale con il ristorante a piano terra ed un primo e secondo piano riservati alle quattro camere. Di fianco al parcheggio, un recinto per i cavalli, a disposizione per chi volesse fare un’escursione. Pochi metri prima dell’ingresso del ristorante, due zone dedicate alle calde cene estive: una pergolata con tralicci di piante di kiwi (curiose, ma sicuramente più pulite ed ordinate della vite) e l’altra all’aperto con lunghe tavolate posizionate davanti alle grandi vetrate della veranda. Entriamo.

Il ristorante è molto grazioso, un genero rustico, ma curato nei dettagli. La prima saletta è appunto verandata e conta una ventina di coperti. Arredamento semplice, pulito ed una mise en place lineare senza troppi fronzoli: tavoli e sedie in legno massiccio, tovaglie e copritovaglie color salmone, semplici piatti di ceramica bianca, vasetti bianchi in terracotta per fiori singoli. Dalla veranda si accede alla seconda sala, la principale, che contiene un’altra trentina di coperti e riprende lo stile della prima.

Ci accolgono la signora Maddalena e sua figlia. La prima è la regina dei fornelli e la seconda gestisce il servizio in sala.

Vengo spesso col mio collega a pranzo. Qui è usanza assaporare un menù tradizionale e genuino con due o tre scelte per ogni portata, un buon vino della casa, acqua e caffè. Tutto a dieci euro. Una pausa pranzo lavorativa di tutto rispetto. Per cena, ovviamente, la loro offerta si trasforma e si arricchisce. Per questo pranzo particolare, però, abbiamo richiesto un menù più ricco del solito e siamo stati brillantemente accontentati.

Partiamo dal vino. La carta racchiude una serie di vini strettamente legati al territorio con qualche eccezione proveniente dal vicino Piemonte. Rossese, Pigato, Vermentino, Lumassina, su tutti. Uno degli invitati vorrebbe provare un vino piemontese e la scelta ricade su di un Nebbiolo d’Alba Doc Valdolmo della cantina Terre da Vino – Barolo (CN). Un vino del 2004, molto corposo (pure troppo) da 13.5 gradi, molto profumato e speziato. Diciamo che deve piacere.

Si comincia con un Giro di antipasti: insalata russa, barchetta di melone bianco con prosciutto crudo, cipolle, peperoni e melanzane ripiene, bruschetta con pomodorini e lardo al rosmarino. Il tutto accompagnato da deliziose focaccine calde aromatizzate. Piatto molto sostanzioso e di ottima fattura.

A seguire un doppio giro di primi: ci vengono servite delle Trofie al pesto con patate e fagiolini e delle Tagliatelle al sugo di funghi. Trofie ottime, cottura e condimento perfetti, per le tagliatelle, comunque ben preparate, un voto in meno perchè personalmente non amo troppo i sughi a base di funghi. Prima di proseguire con i secondi, altro giro di vino. Io avrei cambiato etichetta preferendone una più vicina ai nostri vitigni, ma la tavolata ha deciso di continuare con lo stesso vino e non resta che adeguarmi.

Arriviamo ai secondi: Stufato d’asino con patate e Grigliata di carne mista con patatine fritte. Buonissime entrambe le portate. Una lode particolare va riservata allo stufato d’asino, godurioso, tenero e molto saporito. Anche la carne alla griglia si è difesa molto bene con una serie di braciole, spiedini e salsicce cotte sulla brace in maniera perfetta. Secondi ottimi ed abbondanti.

Il nostro pasto si conclude con del semplicissimo Gelato al fior di latte. A dire il vero ci sarebbe un’interessante esposizione di dolci preparati dalla signora Maddalena, ma siamo decisamente pieni. Gelato anonimo. Ben ci sta.

La nostra visita alla Sosta si chiude con un giro di caffè ed una serie di grappe aromatizzate lasciate sul tavolo. Il conto è di 125 euro. Non ho alcun dettaglio perchè trattasi di menù a prezzo fisso a 25 euro pro capite.

Buona la composizione dei piatti, di grande tradizione, dosi sostanziose. Un appunto. Grazie all’esperienza accumulata in questo posto grazie alle nostre scappate a pranzo, non avrei scelto il Nebbiolo, ma mi sarei orientato più verso un vino locale se non addirittura verso quello della casa, buono, genuino ed affidabile. Eravamo curiosi di provare questo ristorante su un menù più strutturato e devo dire che se la sono cavata egregiamente. Questo è il mio consiglio: locale molto valido per chi volesse trascorrere una giornata all’insegna della natura, della tranquillità e della buona cucina.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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