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Torno, con mia moglie, in uno dei locali più affascinanti della nostra zona, il ristorante “La Pignatta d’Oro” a Torre Paponi. L’atmosfera è qualcosa di spettacolare, ma non mi dilungo più di tanto nelle descrizioni perché è già tutto dettagliato nelle mie precedenti recensioni. Per chi volesse, ovviamente. Solo una piccola annotazione logistica: rispetto alla nostra ultima volta è stato ripristinato il “vecchio” passaggio tra i carruggi e non si è più costretti, causa lavori, a fare un giro esterno più lungo.
Serata rigorosamente a due. Secondo la mia modesta opinione, questo locale va assaporato minuto dopo minuto, senza avere la preoccupazione di dover rincorrere i propri figli tra gli articolati dislivelli delle varie sale, oppure passando il tempo a farli stare seduti senza rompere nulla. Sia chiaro che ognuno, poi, è abituato diversamente, ma almeno per quel che ci riguarda questo locale rientra in quella particolare sezione “cenetta a due”. Le occasioni non sono più frequenti come un tempo e quindi vanno assolutamente preservate. E questo luogo è perfetto.
Malgrado la serata decisamente fresca, noi siamo in moto e quindi il parcheggio non crea alcun problema, ma per chi arrivasse in macchina rimane a disposizione un discreto parcheggio sterrato, ben indicato, una volta raggiunta la piazzetta del borgo. Nonostante non sia la prima volta che veniamo qui a mangiare, quando varchiamo la soglia, la sensazione percepita è sempre magica. Veniamo accompagnati al nostro tavolo, posto vicino ad una porta finestra che dà sul carruggio. L’aria che arriva da fuori è fresca (troppo) e l’aria condizionata sulle nostre teste fastidiosa, per questo, prima di cominciare la nostra serata, proviamo a chiedere se è possibile cambiare tavolo. Con molta gentilezza e disponibilità, come sempre del resto, ci viene assegnato un altro tavolo e risolti tutti i nostri problemi. Ora si che si può dare inizio alle danze.
Si parte sempre da un piccolo Appetizer: quattro piccole bruschette ottenute con pane leggermente tostato, un filo d’olio extravergine d’oliva ed una fettina di lardo stagionato. Molto gustose. Sul tavolo il cestino del pane e degli ottimi grissini artigianali.
Da bere ordino una bottiglia di acqua naturale ed una di vino bianco. Ci manteniamo in zona ed ordiniamo un Pigato del 2011 di Laura Aschero, azienda agricola di Pontedassio (primo entroterra di Imperia). Un prodotto del nostro territorio, classico, fresco, buono e, cosa importante, affidabile.
Mia moglie parte sempre col Tris di antipasti che, questa volta, comprende: un flan di trombette posato su fonduta di toma piemontese, uno sformatino di polenta con patate, baccalà ed un filo di olio extravergine d’oliva e, per il terzo antipasto, chiede se è possibile una variazione. Viene ovviamente accontentata e le arriva un gobeletto di brandacujun con crema di olive taggiasche. Un tris eccezionale, di assoluta qualità e consistenza. Per quel che mi riguarda, questa volta non mi faccio più affascinare dal meraviglioso menù degustazione che ti permette di spaziare ed assaggiare un po’ tutta la loro cucina, ma voglio buttarmi sulla carta con tre scelte diverse. Per antipasto ordino uno dei tre serviti a mia moglie, il Flan di trombette su fonduta di toma piemontese. La porzione, ovviamente, è più corposa e la fonduta alla base del piatto è qualcosa di sublime…ed ipercalorico (ed un bel chissenefrega?).
Io proseguo con un primo piatto, mentre mia moglie si butta su di un secondo. Per me (della serie oggi non ci vogliamo far mancare nulla) un piatto di Gnocchetti fatti in casa al Castelmagno: piccoli gnocchetti di loro produzione “annegati” in una delicata crema di Castelmagno, buonissima e, considerata la consistenza, relativamente leggera. Col mio primo, grazie al servizio pressoché perfetto, arriva il secondo scelto da mia moglie, un Filetto alla griglia con salsa ai cinque pepi con patata al cartoccio e burro aromatizzato: praticamente è già tutto spiegato nel titolo, posso solamente aggiungere che oltre ad essere una porzione sostanziosa (che non guasta), la qualità delle materie prime e della cucina rimane di altissimo livello.
Mia moglie si ferma qui, mentre io proseguo con un altro piatto. Scelgo la Tagliata di manzo con trombette, pomodorini ed olive taggiasche: un elevato numero di piccoli tranci di manzo scottati (il giusto) sulla piastra e con una riduzione di aceto balsamico che personalmente apprezzo sempre.
Saltiamo il dolce e chiediamo un caffè ed un limoncino. E’ giunto il momento di pagare, il conto finale è di 104 euro, così ripartito: due coperti 4 euro; una bottiglia d’acqua 3 euro; il Pigato 20 euro; il tris di antipasti 16 euro; il flan di trombette 9 euro; i gnocchi 12 euro; il filetto 20 euro; la tagliata 18 euro; il caffè 2 euro ed il limoncino offerto.
La cifra è considerevole, ma vi assicuro perfettamente rapportata all’elevata qualità della cucina, della location e del servizio. Un luogo magico dove trascorrere delle serate speciali.
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