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Altra trasferta lavorativa a Roma ed altra pausa pranzo coi fiocchi. Quando vogliamo mangiare bene e relativamente veloce andiamo sempre dal nostro amico Raffaele, del ristorante “Il Molo 91”, in via Castelfidardo. Percorso e descrizioni degli ambienti sono dettagliate nelle mie precedenti recensioni.

Arriviamo presto, forse troppo presto ed il locale è ancora vuoto, ma il signor Raffaele ci accoglie calorosamente, ci dice che possiamo già accomodarci e che tra un minuto sarà da noi. Così si fa. Siamo i soliti due con l’aggiunta di un terzo collega che non è mai stato qui.

Pronti via, cestino del pane casereccio accompagnato dall’immancabile pane carasau e da un grosso piatto di portata con tre Bruschette, semplici, tradizionali, ma ottime: pane leggermente tostato, condito con un filo d’olio extravergine, pomodoro fresco e basilico.

Con questo appetizer ci portano due bottiglie di acqua fresca Nepi ed una bottiglia di vino bianco. Ci ricordiamo l’etichetta scelta la volta scorsa e decidiamo di ripeterci: un Giogantinu – Vermentino di Gallura del comprensorio di Berchidda del 2010. Un vino della provincia di Olbia-Tempio, da 12.5 gradi, servito molto fresco nel suo cestello, molto gradevole ed intenso.

Non possiamo non far assaggiare al nostro amico/collega il Giro di antipasti misti di mare, una specialità della casa: si tratta di una serie infinita di piccoli (neanche tanto) vassoi con cozze, salmone marinato, insalatina di bianchetti, ostriche, insalata tiepida di mare, calamaretti saltati in padella, cozze e vongole ripiene gratinate al forno ed acciughe marinate. Un meraviglioso giro di sapori.

A causa della pochezza del tempo a nostra disposizione saltiamo i primi e ci concentriamo sul piatto forte del nostro pasto, anche questo assaporato durante la nostra ultima visita: Astice alla catalana. A mio parere, un must della loro cucina. Una grande terrina circolare, col bordo volutamente molto alto (per contenere più sugo possibile), colma di grossi pezzi di polpa di astice, alcuni con ancora la loro corazza esterna, molto teneri e conditi semplicemente con un misto di pomodori freschi a pezzettoni, cipolle rosse di Tropea e tanto basilico. Una volta spazzolati via tutti i pezzi di astice, armati di pane casereccio, aggrediamo il meraviglioso bagnetto rimasto nella terrina. Una scarpetta esagerata!

Con l’astice se ne va anche la seconda bottiglia di Vermentino.

Dopo questa botta di sapori ci vuole qualcosa di soft per chiudere il nostro pranzo. Un classico Pinzimonio (ravanelli, finocchi, sedano, carote) è quel che ci vuole. Siamo a posto, o quasi.

Ci sta ancora un assaggio del loro dolce tradizionale, due Seadas da dividere in tre, le solite bottiglie di mirto e fil’e ferru lasciate sul tavolo e tre caffè accompagnati da un piattino di cantucci.

Si è fatto tardi e chiediamo il conto. La spesa totale è pari a 150 euro.

Anche questa volta nessun dettaglio, ma solo la conferma di aver trovato nel ristorante il Molo 91 una garanzia di qualità, freschezza delle materie prime, cordialità e professionalità nella gestione.

A proposito, il nostro collega è rimasto a dir poco entusiasta.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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Autore

jerryb@libero.it

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