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Pochi giorni prima di Ferragosto, parto con mia figlia. Destinazione Bardonecchia. Abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno in compagnia dei nostri amici torinesi con i quali condividiamo la stagione balneare ad Imperia.
Dopo una giornata trascorsa in mezzo ai boschi al confine con la vicina Francia, il gruppo si sfoltisce per la cena. La serata è calda e gradevole ed il mio socio decide di scarrozzarci con la sua jeep verde militare fin oltre il confine italiano. La destinazione è un piccolo rifugio in località Nevache, siamo già in territorio francese, ma a pochissimi km da Bardonecchia. Un rifugio di origini italiane che passò alla Francia in concomitanza col passaggio del Col di Tenda. Siamo in quattro, con me il mio amico e le rispettive pargole. Entriamo.
Il rifugio è in perfetto stile “rifugio” con una gestione rustica e calorosa. E’ previsto anche il pernottamento, sfruttato come base per numerose attività sia invernali (sci di fondo, racchette) che estive (trekking, gite a cavallo, mountain bike, arrampicate).
Si presenta al nostro tavolo la signora Anna che, con Riccardo, da anni gestisce la struttura. Lascia sul nostro tavolo un paio di ciotole con popcorn ed abbraccia due bottiglie di Martini come scelta per il nostro aperitivo. Nulla di originale, ma il suo atteggiamento di sicuro stravagante.
Una bottiglia di acqua naturale ed un Vino della Casa. Rosso, “ignorante”, ma piacevole al palato.
Dietro consiglio del mio socio, l’Antipasto misto della casa va sicuramente scelto. Si compone in diversi piatti di portata con un paio di tomini con salsine varie, un misto di salumi, fagioli in insalata con anelli di cipolla ed acciughe al verde. Antipasto classico, più che discreto, ma con delle acciughe salatissime al limite del mangiabile. Peccato.
Proseguiamo con un piatto principale a testa. Il mio socio e sua figlia decidono per un evergreen che non trovavo sul menù da tempo immemore, due Ossibuchi. Per me e mia figlia, invece, un ottima Polenta, una con formaggi misti e l’altra con una sorta di spezzatino. Portate decisamente abbondanti e direi convincenti.
Chiudiamo con due Genepy, qui sono d’obbligo.
Prima di tornare a goderci la splendida serata stellata, chiediamo il conto. La spesa complessiva è pari a 71 euro. Non ho più con me il dettaglio, ma credo che poco meno di venti euro pro capite possa ritenersi un conto proporzionato. Cena genuina in un’atmosfera piacevole, location rustica, ma con una posizione affascinante.
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