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Altra serata all’insegna della cucina tradizionale legata all’entroterra ligure. Questa volta, però, cambia la nostra compagnia: lui, un caro amico e collega e lei, la sua dolcissima compagna.

Il locale scelto per questa serata “rustica” è la “Trattoria da Maria”. Si trova a Vessalico, un paesino appartenente alla Comunità Montana dell’Alta Valle Arroscia, situato a pochi km da Pieve di Teco. La direttiva, infatti, da seguire è la Statale 28 che porta verso il Piemonte, ma prima di entrare nell’abitato di Pieve di Teco, una deviazione sulla destra vi immette sulla Provinciale 453. Da qui ci sono da percorrere 3 km circa e poi un’ultima deviazione sulla sinistra, vi porta dentro il paese. La trattoria ha la sua porta d’ingresso direttamente sulla strada. Pochi metri più avanti troviamo uno slargo dove lasciamo la nostra macchina. Non si tratta di un vero e proprio parcheggio, ma ci sembra possa andare bene.

La struttura è composta da una prima sala, con pochi tavoli, che comprende anche il classico bancone bar, in perfetto stile da osteria. Superata la prima sala, entriamo in una seconda completamente stipata da tavoli e sedie ed a seguire intravediamo la porta saloon della cucina. Noi siamo posizionati (male) nella seconda sala. I tavoli sono decisamente ravvicinati, perfino i camerieri fanno fatica a passare durante il loro servizio. Saremmo anche stati gli ultimi ad arrivare, ma ci meritavamo una collocazione migliore. E dire che nella prenotazione avevamo chiaramente precisato la presenza di un passeggino, ma quando vediamo che il nostro tavolo si riduce ad un singolo quadrato chiediamo almeno una correzione in corsa. Uniamo un secondo tavolo e la situazione migliora, ma comunque non riusciamo a mettere il passeggino vicino a noi. Il mio socio mi fa sapere che è presente un’altra sala, al piano superiore, grande come le due sale sottostanti messe insieme che stasera, però, non viene utilizzata. Peccato. Dopo una laboriosa sistemazione, ci accomodiamo.

L’ambiente, come ho accennato prima, è decisamente rustico e familiare. L’arredo viene curato il minimo indispensabile lasciando intuire che non rientra tra gli aspetti primari di questa conduzione.

La struttura del menù è pressoché già impostata ed il cliente si limita alla semplice scelta tra vino rosso e bianco (vino della casa, nessuna etichetta proposta). Per noi un vino rosso, servito in due bottiglie anonime. Non so quindi darvi altre indicazioni al riguardo, ma posso solamente dire che il gusto è risultato piacevole e soprattutto adatto a questo tipo di cena “casereccia”.

Sul tavolo, un cestino del pane misto, composto da grissini, panetti bianchi e pane rustico.

Si comincia con una serie infinita di Antipasti misti della casa. A rotazione ci viene servito: acciughe impanate e fritte, carpaccio di carne con grana e rucola, frittelline di baccalà, insalata russa decisamente spessa e casalinga, frattaglie di agnello, trippa in umido, polpo e patate (alquanto “spaesato” in mezzo a tutta questa cacciagione, ma buono), lumache alla ligure, tortino di zucca e crepes di formaggio. Antipasti ottimi, abbondanti e decisamente genuini. Ci arriva un po’ di tutto, ma il misto antipasti è, di sicuro, un punto forte della cucina.

Non posso dire altrettanto, invece, del servizio. La cameriera, che non brilla particolarmente in simpatia, è diciamo “fantasiosa” nel servire e soprattutto nel ritirare i piatti, ma, bisogna anche ammettere, che è molto attenta e disponibile ai nostri eventuali bis.

La cena prosegue con i primi. Le nostre due signore decidono per un piatto di Gnocchi ai funghi, mentre noi maschietti scegliamo i Ravioli al ragù. Primi molto semplici e decisamente casalinghi: gnocchi fatti in casa e bene, ma il condimento, con sugo rosso e funghi, poco esaltante; meglio i nostri ravioli, sempre magistralmente fatti in casa, buono il ripieno misto di carne e verdure, ragù molto più saporito. Ci sfugge, però, un dettaglio. Non si capisce il motivo per il quale ci viene servito un mini vassoio di ravioli, giusto a malapena per me ed il mio socio, mentre il vassoio degli gnocchi è immenso, talmente grande da mangiarci noi quattro più il tavolo a fianco. Mah!

La proposta dei secondi è molto, ma molto invitante: una scelta tra agnello, coniglio, cinghiale e, come è successo per i primi, la “straniera” frittura di calamari. Noi, però, siamo pieni e, a malincuore, decidiamo di passare ai dolci.

L’elenco è lunghino e non sappiamo cosa scegliere, la cameriera ci propone un Misto dolci. E sia misto dolci per tutti, tranne che per la compagna del mio socio che sceglie solo un Tiramisù. Il nostro piatto consiste in quattro diversi assaggi, ma che poi tanto assaggi non sono. Quattro porzioni, belle piene, di tiramisù, panna cotta al caramello, torta di pan di spagna con nutella e panna e semifreddo all’amaretto. Pieni voti al tiramisù ed alla torta, meno convincente la panna cotta e di sicuro all’ultimo posto il semifreddo.

Chiudiamo la nostra cena con due caffè, un limoncino e tre mirti. Un solo aggettivo per i digestivi: imbevibili. Il mirto è decisamente mediocre, ma credo di non aver mai assaggiato un limoncino tanto sgradevole.

Conto finale pari a 110 euro. Non so dirvi se abbia inciso sul totale l’aver saltato a piè pari i secondi.

Serata comunque piacevole, grazie soprattutto a noi quattro e non certo al servizio ed all’atmosfera del locale. Il richiamo forte di questa trattoria è un altro: la cucina fortemente legata alla tradizione ligure con un valore aggiunto, l’utilizzo di materie prime semplici e genuine.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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