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Serata all’insegna della tradizione ligure. Con la nostra coppia di amici ultra collaudata decidiamo di andare a mangiare nell’entroterra di Andora e più precisamente in località Colla Micheri, nell’osteria omonima.
Raggiungere il locale non è semplicissimo, cercherò di aiutarvi il più possibile. Uscita autostradale di Andora, alla rotonda si prosegue per il mare ed alla prima deviazione si svolta a sinistra (locali di riferimento Grillo Parlante ed a seguire Casa del Priore). A questo punto si sale per 5 km abbondanti, per una strada sterrata fin sul crinale dal quale si gode di una vista pazzesca su tutto il golfo che abbraccia Andora, Laigueglia, Alassio, Albenga ed isola Gallinara compresa. La strada si interrompe una volta raggiunto il borgo medioevale di Colla Micheri. Spero di essere stato utile.
La località è decisamente intrigante, ma il periodo invernale ed il buio della sera non aiutano di certo. Urge un ritorno in un periodo più caldo e solare, grazie al quale si potrà anche sfruttare il pergolato a disposizione del locale, posto appena fuori l’ingresso del borgo.
E’ presente un ampio parcheggio privato. Armati di passeggini ci addentriamo tra le case, tutte rigorosamente in pietra. L’osteria si trova sotto il primo portico. Una volta entrati mi viene l’istinto di chiedere permesso. Sembra di entrare in casa di qualcuno, a cominciare dalla porta d’ingresso e poi dalla saletta raccolta che ricorda quelle case antiche dove cucina e salotto (con tanto di stufa a legna) erano riunite in un unico spazio.
Ci viene incontro una simpatica signora che ci accompagna al nostro tavolo. I tavoli sono pochi, credo che a fatica si raggiungano i trenta coperti. Il classico bancone bar da osteria si trova sulla sinistra, mentre a destra è presente una vecchia macina, proprio dove ci fanno accomodare. Il menù (a prezzo fisso) è già impostato, di volta in volta una traccia diversa, ma con la medesima struttura: un paio di antipasti della casa, due primi, due secondi, due dolci, vino, acqua, caffè ed ammazzacaffè per chi lo gradisce.
Questa sera la cucina propone un piatto di portata con dell’ottimo Salame stagionato (credo fatto da loro) ed un altro vassoio con Quadrotti di frittatina di carciofi. Ad accompagnare il tutto, un anonimo cestino del pane, ma con un secondo cestino pieno di favolosa focaccia calda, appena sfornata. Antipasto discreto con un buon salame ed una frittatina poco esaltante.
Sulla tavola acqua naturale, mentre il vino proposto è un Langhe Chardonnay del 2008 dell’azienda agricola di Giovanni Prandi. Un buon vino le cui origini sono radicate nelle Langhe, una giusta gradazione da 12°, fresco (forse non abbastanza) e piacevole.
Proseguiamo con due primi: Spaghetti al pesto di prezzemolo e spada e Gnocchi al sugo di formaggi e noci. Buonissimi gli spaghetti, ottima cottura al dente, delizioso il condimento con un’abbondanza di pesce spada insaporito da un pesto, per nulla invadente. Molto buoni anche gli gnocchi, sicuramente fatti in casa, cottura più difficile, ma anche in questo caso centrata perfettamente, molto gustosi, ma per quel che mi riguarda meno invitanti degli spaghetti.
I due secondi consistono in Tortino di baccalà ed Arrosticini, o più comunemente rostelle. Per il tortino mi aspettavo un semplice sformatino “singolo” in ciascun piatto ed invece ci arriva un’immensa terrina stracolma di un favoloso pasticcio di baccalà, patate, olive e sapori, impreziosito da una delicata crosticina in superficie. Per me una sorpresa, ma una piacevolissima sorpresa. A questo punto le nostre signore sarebbero anche a posto, ma è in arrivo l’altro secondo. Vorrà dire che io ed il mio socio ci dovremo sacrificare. Due dozzine di arrosticini, rigorosamente di pecora, carne di notevole qualità e cotta davvero bene. Nel complesso due ottimi secondi.
Con i secondi arriva anche la seconda bottiglia di Chardonnay.
Arrivati ai dolci, siamo tutti sazi, ma un assaggino è dovuto. Viene servito ad ognuno una composizione dei due dolci pensati per questa sera: Semifreddo al cioccolato e Torta di mele. Non mi fanno impazzire, ma la colpa in parte va attribuita al fatto che siamo veramente pieni. In ogni caso meglio il semifreddo.
A chiusura della nostra cena, il conto con quattro caffè ed altrettanti limoncini. Buoni i caffè, ma caldi i limoncini. La spesa finale è 100 euro. Come ho accennato in precedenza, il prezzo pro capite è fisso ed è pari a 25 euro.
Ovviamente non ho alcun dettaglio. Usciamo dal locale decisamente soddisfatti e più “rotondi”. Si tratta di una cucina genuina, decisamente casalinga, ma non così banale. Il servizio è familiare, attento e molto cordiale ed è gestito dalla signora con la collaborazione del marito, mentre in cucina si destreggia il figlio. Il valore aggiunto sarà, nel periodo estivo, la possibilità di poter sfruttare la zona esterna davanti alla vista apertissima sul mare. Vale almeno un’altra visita.
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