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…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Questa cena chiude ufficialmente la nostra mini vacanza a Copenaghen. Purtroppo si rivelerà la peggiore in assoluto, da quasi tutti i punti di vista.
Tutti i giorni, tornando in albergo, passiamo davanti ad un locale che attira molto la nostra attenzione. Decidiamo, quindi, di riservarcelo per l’ultimo giorno. Non l’avessimo mai fatto!
Ovviamente abbiamo prenotato e lo sottolineo perché poi si rivelerà importante ai fini del trattamento.
Ci accomodiamo e chiediamo ad una cameriera, molto gentile e disponibile, il seggiolino per la nostra bimba. Questa sarà l’unica nota positiva dell’intera serata.
Prima di curiosare nel menù, chiediamo se è possibile avere subito un mini Danish hamburg steak per la bimba, paragonabile al nostro hamburger.
Prima di entrare, sul menù esposto all’esterno, siamo stati attirati dal Julefrokost menù, il piatto unico di Natale, tutto a base di carne. Intanto il tempo passa e del piatto per la bimba non si hanno notizie, nonostante le nostre successive richieste.
Dopo aver richiesto quattro Birre piccole ed una bottiglia di acqua naturale, ordiniamo questo benedetto menù di Natale, ma veniamo informati che non solo non è più disponibile, ma che hanno terminato anche altre tre o quattro portate presenti nel menù. Faccio presente che noi, come già detto, abbiamo regolarmente prenotato, non ci siamo intrufolati all’ultimo momento e che sono le 20 e non mezzanotte passata. Inoltre, vicino a noi, notiamo che altri tavoli (tutti occupati da danesi) ricevono un trattamento decisamente migliore. Intanto il semplicissimo piatto della piccola ancora non si vede. Cominciamo ad innervosirci.
Siamo giunti al punto che non sappiamo più cosa scegliere, anche perché ora la disponibilità del loro menù si è più che dimezzata. La povera cameriera, incolpevole, non sa come uscire da questo imbarazzo. Dopo qualche minuto si presenta al nostro tavolo anche il proprietario che, al contrario, col suo pessimo atteggiamento non fa altro che peggiorare la situazione. Ho come l’impressione che, a breve, possa scattare la rissa (verbale s’intende).
Ci viene proposta la sostituzione del menù di Natale con un altro menù, altrettanto ricco, ma a base di pesce, cosa che non rientrava assolutamente nelle nostre intenzioni. A questo punto, però, non abbiamo molte alternative e va considerato il fatto che, avendo una bimba piccola, non ci possiamo permettere di alzarci e lasciare questo locale tremendo. Accettiamo, così, lo scambio proposto.
Solo dopo un tempo infinito ed altre nostre insistenze, ci viene finalmente servito l’hamburger della pargola che quasi non assaggia, avendo dovuto tamponare la fame con pane e grissini.
Per noi arriva un mega vassoio, appoggiato sul tavolo su di un trespolo, che comprende pesci diversi, di vari tagli e trattati in maniera differente: un filetto di pesce su salsina verde con patate al forno, gamberetti con una sorta di salsa cocktail, una specie di sofficino impanato di pesce accompagnato da verdurine lesse, un filetto di salmone affumicato, aringhe marinate ed un cestino di sfoglia contenente un pesce indefinito annegato in una salsa improponibile. Sicuramente un piatto ricco, ma al di là delle evidenti differenze di cucina e tradizioni, dalla discutibile qualità e cottura.
Ed il bello deve ancora venire.
Quando abbiamo quasi finito di mangiare (non che ci abbiamo messo molto visto che circa metà vassoio rimane intatto), la povera cameriera ci informa che, ora, sono in grado di servirci il menù di Natale che avevamo chiesto e che questo di pesce non verrà considerato nel conto finale. E venite a dirlo ora? Rimaniamo spiazzati, ma accettiamo con la speranza di ribaltare la pessima esperienza vissuta fino a questo momento. Qualcosa, però, ci dice che stiamo facendo la seconda cazzata della serata. La prima è stata quella di prenotare in questo posto.
Anche il secondo vassoio segue la falsariga della precedente portata di pesce, si tratta di un unico piatto ovale, sempre poggiato su trespolo, comprendente: vari tranci di carne alla brace, costolette di maiale ed una sorta di grande wurstel, il tutto accompagnato da salsine e verdura varia. Vuoi la delusione, vuoi il nervoso, ma vuoi soprattutto la mediocrità e la banalità del piatto, fatto sta che non finiamo di mangiare neanche questo. L’unica cosa che vorremmo fare è quella di pagare, litigare se è il caso, ma soprattutto fuggire via da questo incubo.
Come era prevedibile, arriva la mazzata: il conto ammonta a 1.572 corone danesi che corrispondono a circa 210 euro!!! Questo vuol dire, più o meno, 53 euro pro capite.
Sul conto, come promesso, non è stato inserito il grande piatto di pesce, almeno così sembra. Dico sembra perché troviamo un importo relativo al grande piatto di carne veramente fuori da ogni logica, circa 175 euro. Una cifra folle per un piatto, in realtà, molto deludente. Secondo noi, in questa spesa, c’è almeno una quota parte dell’altro piatto che, invece a detta loro, avrebbe dovuto essere gentilmente offerto per ripagare la nostra pazienza e la nostra comprensione. Un trattamento decisamente vergognoso sotto tutti i punti di vista. Noi ce l’abbiamo messa tutta per cercare un mezzo punto d’incontro, ma la serata si è rivelata un’esperienza assolutamente negativa. Sconsiglio vivamente il locale a tutti i turisti che, come noi, potrebbero farsi affascinare dal menù esposto all’esterno e dall’atmosfera accattivante della struttura. Non fidatevi…
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