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In occasione di una visita guidata all’interno del Santuario di Montegrazie, ci aggreghiamo ad un gruppo di turisti, sia per il pranzo nel vicino agriturismo, “Al Santuario” appunto, che poi per la visita alla chiesa.
Ecco due indicazioni stradali: Imperia, Caramagna, deviazione per Montegrazie e, appena arrivati in paese, si svolta a destra e si prosegue per la strada che, passando sotto un vecchio arco in pietra, vi conduce dritti dritti al Santuario. Per il parcheggio non c’è alcun problema, un ampio sterrato davanti al locale rimane a disposizione della clientela.
Il ristorante “Al Santuario” è conosciuto per la sua cucina legata al territorio e basata su numerosi prodotti biologici e naturali. La struttura si compone di una parte al chiuso che conta circa una quarantina di coperti ed una terrazza molto caratteristica, immersa nel verde, con altrettanti coperti.
La giornata è discreta, ma non è ancora il momento di sfruttare il pergolato e siamo, quindi, nell’unica sala a disposizione della clientela, accomodati in un tavolo a parte, ma vicini alla lunga tavolata predisposta per la visita turistica di oggi. Il nostro tavolo è composto dal sottoscritto con la moglie, la nostra bimba comodamente sistemata sul seggiolone ed un’altra coppia di amici.
Il pranzo è già impostato ed il gentilissimo gestore parte con una serie di Antipasti misti della casa: un primo piatto composto da una quiche di zucchine, alcuni fichi, dei gamberetti appena sbollentati avvolti nello speck ed un tortino di verdura. A seguire un secondo piatto con un altro tipo di torta verde ed un flan di carote su crema di zafferano. Giro di antipasti discreto, ma non esaltante.
Da bere, una Caraffa di bianco e due di nero, entrambi vini della casa, di qualità accettabile. Cestino del pane casereccio, abbastanza buono, completato con pacchetti di grissini confezionati.
Passiamo ai primi. Si parte con un ottimo Risotto ai funghi, veramente ben cucinato, bello sgranato e saporito. A seguire dei Ravioli fatti in casa al sugo, ma non un semplice sugo, bensì una salsa saltata in padella con pomodoro, scalogno, olive e pancetta. Non male. Il cameriere passa spesso e volentieri a chiedere eventuali bis e tris.
Proseguiamo il nostro pranzo con l’unico secondo previsto nel menù: il Coniglio alla ligure, molto ben cucinato, con relativo “sughetto” al vino bianco particolarmente corposo, ideale per la più classica delle scarpette. Come contorno delle Patate al forno e cavolfiori in pastella, buoni ed abbondanti.
Siamo ai dolci, due per l’esattezza, accompagnati da un Flûte di Moscato. Un Semifreddo al fior di latte con cioccolato fondente fuso sopra ed una sorta di Strudel ripieno di mele e pere. Entrambi i dolci non mi hanno particolarmente convinto.
In chiusura, un giro di mirto e limoncino e quattro caffè. La spesa finale per noi, ma credo predefinita per tutto il gruppo turistico è pari a 80 euro, 20 euro pro capite.
Prezzo, forse, proposto appositamente per questa particolare occasione, decisamente onesto se rapportato al menù proposto. Cucina semplice, tradizionale, basata su materie prime genuine. Tutto sommato un buon pranzo, con alti e bassi, ma un buon pranzo. Ed ora tutti a visitare il Santuario!
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