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Con questo ristorante inizia il nostro weekend lungo a Venezia. Ci fermeremo tre giorni e la nostra intenzione è quella di abbinare arte e cibo. Un’accoppiata sempre vincente. Il primo ristorante provato è una nostra vecchia conoscenza, l’osteria “Da Alberto” situato nel sestiere di Cannaregio. Siamo stati qui a mangiare qualche anno fa e ne conserviamo un buon ricordo.
Il locale è si frequentato anche dai turisti, ma è uno dei classici ritrovi dei veneziani doc. Tipica atmosfera da osteria con una serie infinita di varia oggettistica appesa ai muri ed al soffitto, bottiglie e damigiane esposte ovunque. Una confusione gradevole. Tavoli e sedie in legno massiccio, molto ravvicinati tra loro, mise en place semplice con tovaglietta di carta al posto della tovaglia classica e bicchiere della staffa per il vino. Nella prima sala troviamo una decina di tavoli ed un bancone sulla sinistra con un’esposizione varia di numerosissimi piatti di portata con i quali organnizzare antipasti o “cicchetti” (gli storici assaggini veneziani). Un arco permette l’accesso alla seconda sala con altrettanti coperti.
Siamo appena arrivati in città e quindi non abbiamo potuto prenotare. Sono le 20,30 ed il locale è pieno, ma ci dicono che in una quindicina di minuti ci possono dare un tavolo. Aspettiamo molto meno e ci fanno accomodare nella prima sala. Una simpatica cameriera ci porta i menù ed aggiunge a voce altri piatti della cucina di questa sera.
Cominciamo con una bottiglia di acqua naturale e due bicchieri di vino rosso. Tra le loro proposte a bicchiere scegliamo, in prima battuta, un Chianti che poi ci dicono non esserci più e quindi dirottiamo verso un Sangiovese. Discreto. Ci portano un cestino di pane casereccio tagliato a fette. Non eccezionale.
Per stasera, dopo il lungo viaggio, è sufficiente un singolo piatto, alla fine lo stesso per entrambi, una Tagliata di manzo in crosta di pecorino e porcini freschi. Un taglio di carne, di discrete dimensioni, molto tenero e con una crosta di saporito pecorino ed una corposa presenza di porcini. Un ottimo mix di sapori, direi ben equilibrato. A circa metà degustazione del piatto chiediamo ad un’altra cameriera (meno attenta e pronta della prima) un terzo bicchiere di vino, possibilmente della stessa etichetta; dopo tanto, troppo tempo, però, non arriva il Sangiovese, ma un Chianti. Ma come? Non era finito? Vabbè, decidiamo di lasciar perdere.
Cerchiamo di ribeccare la prima cameriera e chiudiamo la nostra cena con un dolce, un Tiramisù della casa, uno solo per tutti e due. Una discreta fetta di ottimo tiramisù, preparato col pan di spagna ed imbevuto quanto basta nel caffè. Molto buono.
Con calma chiediamo il conto. Il totale è di 61.10 euro. Ecco il dettaglio: due coperti 3.60 euro; la bottiglia d’acqua 3 euro; i tre bicchieri di vino 12 euro; le due tagliate 38 euro ed il tiramisù 4.50 euro.
Mi sembra una cifra abbastanza onesta, forse un tantino esagerata considerato che abbiamo ordinato un solo piatto a testa e diviso un dolce, ma siamo a Venezia. Conto a parte, direi un pasto piacevole, in un’atmosfera intima e piacevole, con una cucina di buon livello, forse con un servizio da rivedere in alcuni suoi elementi.
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