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Prosegue la nostra mini vacanza veneziana. Dopo una mattinata completamente dedicata all’arte, ci siamo meritiamo una sosta. Siamo nel sestiere di Dorsoduro, vicino alla Galleria dell’Accademia e curiosiamo tra i molti locali della zona. Quando spuntiamo in Campo San Barnaba, la nostra attenzione viene rapita da un ristorantino col dehor direttamente sulla piazza. Si chiama “Ristoteca Oniga”. Comincia a scendere una leggera pioggerellina e sfuma l’idea di pranzare nei tavoli all’aperto. Entriamo.
Non abbiamo prenotato, ma per il tavolo non c’è problema. La gestione è molto giovane, ma la prima impressione è di avere a che fare con personale capace e professionale. All’ingresso un piccolo bancone bar e qualche tavolo, a destra si accede alla saletta principale, molto raccolta, con una decina scarsa di tavoli. L’atmosfera è da tipica enoteca, semplice, ma curata. Legno ovunque, i tavoli, le sedie, le pareti e le grandi travi a vista sul soffitto dalle quali pende tantissima utensileria in rame. Tavoli molto ravvicinati, ma non in maniera fastidiosa. Credo che questa sia una caratteristica abbastanza comune qui a Venezia.
Ci accomodiamo in un tavolo da due, attaccato ad una delle pareti ed un cameriere viene subito a chiederci cosa vogliamo bere. Per mia moglie, oggi, una birra. Chiede una media bionda e le portano una bottiglia di Birra Gjulia Nord bionda, una birra agricola artigianale del Friuli. Ci si aspettava il classico boccale medio ed invece…una scoperta, molto piacevole. Per me un bicchiere di vino rosso, un Brunello di Montalcino. Buono. Ottima e molto fornita la proposta della loro cantina. Cestino del pane discreto ed una bottiglia di acqua naturale.
Passiamo alle nostre ordinazioni. Mia moglie va sul leggero scegliendo una delle insalatone presenti nella sezione a loro dedicata, una Insalata con porcini freschi, noci e formaggio: quantità abbondantissima di insalata mista fine con porcini freschi tagliati a fette, noci e scaglie di pecorino stagionato. Io scelgo un primo, degli Spaghetti neri con totanetti, pomodorini ed olive: porzione più che discreta, spaghetti neri saltati in padella con un giusto equilibrio tra pomodoro, piccoli e teneri totanetti, olive e pomodorini pachino. Molto gustosi, veramente ottimi.
Chiudiamo con due caffè ed il conto. La spesa è di 50 euro. Ecco a voi il dettaglio: due coperti (ahimè) 4 euro; la birra 8 euro; il bicchiere di Brunello 5 euro; la bottiglia d’acqua 3 euro; l’insalatona 12 euro (direi eccessivo); gli spaghetti 14 euro (più che onesto) ed i due caffè 4 euro.
Non poco, per aver preso un solo piatto a testa, uno dei quali un’insalata, ma la cifra è in linea con i costi medi veneziani. Al di là del conto, una buona cucina, atmosfera molto piacevole, servizio attento e cordiale. Meriterebbe un’altra visita per una cena, magari anche più importante, ma il nostro tempo a disposizione, purtroppo, è scarso.
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