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Decidiamo di tornare a trovare i nostri amici del ristorante “Sottovento” a Diano Castello. A farci compagnia, la solita e collaudata coppia con la loro bimba. Siamo, quindi, in quattro più le due “pesti”.
La stagione non ci consente ancora di sfruttare il meraviglioso pergolato con vista sul golfo dianese e ci viene preparato un tavolo all’interno del locale. Baci ed abbracci all’amica Daniela e ci accomodiamo. La sistemazione è perfetta per ogni nostra esigenza.
Questa sera non abbiamo molta voglia di perderci nelle varie scelte e ci affidiamo completamente ai gusti dello chef che ci ha predisposto una sorta di menù degustazione, secondo le sue disponibilità e sensazioni. Diciamo che, nonostante la primavera sia ormai alle porte, siamo rimasti ancora su piatti più invernali.
Partiamo dal bere, due bottiglie di acqua naturale ed una bottiglia (tanto per cominciare) di Ribolla Gialla 2009 dell’azienda agricola friulana Ronchi di Cialla. Gran bel vino, fresco, morbido e delicato. Perfetto.
Si comincia con la degustazione di tre Antipasti: fette di cotechino in crosta con contorno di spinaci ed una purea di lenticchie, non il mio piatto preferito, ma devo dire cucinato egregiamente; capasanta gratinata con porcini trifolati, buono, ma non esaltante ed infine dei meravigliosi gamberoni avvolti in fette di lardo e saltati sulla griglia con crema Parmentier, deliziosa salsina a base di patate e porri.
Col sopraggiungere dei primi, richiamiamo l’attenzione di Daniela sulla nostra bottiglia di vino (vuota) e ce ne facciamo portare un’altra, stessa etichetta perché veramente ottima.
I primi scelti dallo chef sono due: Risotto al parmigiano mantecato nella vodka e Chicche di patate con rana pescatrice, julienne di zucchine e crema di crostacei. Su questi piatti, assolutamente nulla di dire. Eccezionale il risotto, al dente, bello sgranato e saporito, ma ancora meglio i gnocchettini col sugo di pesce, delicati, ingolositi dalla crema di crostacei ed abbondanti (che non guasta mai).
Saremmo quasi a posto, ma non possiamo esimerci dall’assaggio dei due secondi, soprattutto (almeno per me) quello di carne: Tagliata di tonno al sesamo con salsa agli asparagi e finocchi al gratin e, appunto, Trancio di filetto con cuore di carciofi e patate al rosmarino. Il tonno è molto morbido, giustamente arricchito di sapore, ma non rientra nei miei piatti preferiti, mentre il filetto è ottimo, buona la media cottura tendente al sangue ed altrettanto buone le patate.
La pancia era già piena, ma lo “sforzo” in quest’ultimo assaggio ci ha ripagato in tutto e per tutto.
Daniela torna al nostro tavolo per proporci la serie di dolci, ma la stoppiamo quasi subito scegliendo tutti un semplicissimo Sorbetto al limone. A chiusura della splendida serata quattro caffè ed altrettanti limoncini. Chiediamo il conto ed essendo una sorta di menù degustazione vi posso dire solo il totale: 180 euro. Spesa pro capite di 45 euro, a mio parere, onesta se rapportata all’elevato livello della cucina, all’ambiente ed alla qualità e quantità di portate proposte. E’ sempre un piacere tornare a trovare i nostri amici dianesi.
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