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Mio suocero ha chiaramente espresso il desiderio di tornare a mangiare al Torrione a Santo Stefano al mare. E’ stato, ovviamente, accontentato. Anche a me non dispiace “riaffrontare” la mitica carne di Vincenzo. Siamo in cinque, quattro adulti e la pargola.
La struttura, distribuita su più livelli, dispone di un ampio parcheggio privato. Una volta entrati ci accomodiamo nella prima sala, la principale, quella a stretto contatto con la grande brace sulla quale ruota la maggior parte della loro cucina. Un rapido saluto a Vincenzo, che non vediamo da un po’ e si può cominciare.
Un Appetizer per ingannare l’attesa: una croccante pannocchia, olive e burro aromatizzati, una salsina alla cipolla e delle chips servite in un piccolo cestello. Ora possiamo ordinare.
Innanzitutto una bottiglia di Traminer dell’azienda friulana Scolaris, una bottiglia di acqua naturale ed un paio di porzioni di Bruschette. Semplici, ma buonissime. Pane casereccio lasciato tostare sulla brace e poi condito con una strofinata di aglio, olio evo, pomodoro e basilico. Bene così.
Si prosegue con il piatto della pargola, i Gnocchetti della casa. Una porzione decisamente generosa di piccoli gnocchetti fatti in casa, serviti in un pentolino di terracotta, immersi in abbondante sugo, una crema di formaggi. Direi pesantino, ma godereccio. La nostra bimba apprezza, ovviamente non riesce a finire (ci penserà il suo papà), ma apprezza.
Per mia moglie e mia suocera due Insalate di mare calde ed a seguire una Orata cotta sulla brace da dividersi. Tutto molto buono.
Mio suocero si butta su uno dei suoi classici, un piatto di Spaghetti alle vongole. Piatto apparentemente semplice, ma molto insidioso, vuoi per la gestione dei frutti di mare, vuoi per l’equilibrio dei sapori. Ottimo ed abbondante.
Io chiudo la tavolata con il piatto forte della brace di Vincenzo, quello per cui, secondo il mio modestissimo parere, meriterebbe sempre fargli visita. La Costata di Angus irlandese. Sarebbe un piatto per due persone, ma so di potercela fare anche da solo e poi sono convinto che qualcuno che vuol darmi una mano lo trovo sicuramente. Vincenzo cuoce ad arte il pezzo di carne sulla brace, poi viene servito al tavolo, per quattro o cinque tagli ed il resto viene riportato sulla brace in attesa di fare i successivi (due o tre) passaggi al tavolo. In questo modo la carne è sempre servita al punto giusto e mai fredda. Con l’ultimo step viene lasciato nel piatto anche l’osso, da affrontare a mani nude. E’ sempre una goduria.
Questa volta scopriamo che c’è la possibilità di ordinare anche delle Patatine fritte. Finora i fritti non erano mai rientrati nel loro menù, del tutto orientato verso la griglia.
A completamento della serata un Dolce per tutti. La pargola decide per una Panna cotta alla nutella, mentre per noi altri quattro dei Sorbetti, un paio alla mela verde e Calvados, uno al mandarino ed uno al limone.
Siamo ai titoli di coda, non ci resta altro da fare che chiedere il conto. Arriva Vincenzo con il solito piattino dove lo scontrino viene coperto da una manciata di mini cioccolatini. Questo, dice lui, per addolcire la spesa. Il totale (gentilmente arrotondato) è di 150 euro, con questa distinta: nessun coperto (yes!); il Traminer 15 euro; la bottiglia di acqua 2.50; due bruschette 6 euro; due insalate di mare 24 euro; i gnocchetti 12 euro; gli spaghetti con le vongole 12 euro; l’orata 18 euro; la costata 30 euro; due porzioni di patatine fritte 8 euro ed i cinque dolci 25 euro.
Spesa che si attesta intorno ai 30 euro pro capite e che reputo adeguata ed onesta. L’ambiente informale, la simpatia e la risata contagiosa di Vincenzo, ma soprattutto la sua mitica griglia sono le caratteristiche principali grazie alle quali torno sempre più che volentieri a mangiare al Torrione. Alla prossima.
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