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Siamo ancora senza pargola ed organizziamo una serata a quattro con due nostri amici. Decidiamo di allontanarci dal mare per tornare a trovare gli amici del ristorante “La Pignatta d’Oro”, a Torre Paponi, nel primo entroterra di Imperia. Dall’Aurelia, venendo da Imperia, si imbocca la SP 45 a destra, poco prima di entrare in San Lorenzo al mare. Da qui si prosegue per circa 5 km, quando l’indicazione per il ristorante vi farà svoltare a sinistra. Altri 400 m e si è arrivati a Torre Paponi. A disposizione della clientela, oltre ad alcuni parcheggi liberi nello spiazzo sottostante il borgo, se si continua sulla strada che sale a sinistra, dopo una cinquantina di metri si può trovare un discreto piazzale. Facendo una breve camminata tra i caratteristici e suggestivi carruggi di questo antico borgo medioevale si raggiunge il ristorante. Quando cala la sera, una serie di lumini illuminano il percorso che porta fino alla Pignatta d’oro.

Una volta dentro ci si trova davanti ad un ambiente magico. Il locale è stato realizzato grazie ad un meticoloso ed attento restauro di una torre cinquecentesca, riuscendo a mantenere intatto tutto il suo storico fascino. L’interno, come ho già ribadito nelle mie precedenti recensioni, è articolato su più livelli e suddiviso in diverse salette, tutte abilmente ricavate nella pietra, materiale ovviamente predominante, ma unito in maniera perfetta a ferro battuto e vetro. A mio modesto parere, la più suggestiva tra le salette è forse la più piccola, che può contenere giusto un paio di tavoli, posta ad una quota più bassa dell’entrata, molto raccolta e romantica, perfetta per una serata a due. Dalla saletta si può accedere anche ad una specie di grotta, adibita a cantina, dove si può curiosare tra una selezione delle loro etichette. L’illuminazione è gestita esclusivamente con luci incassate nel pavimento, di una tonalità di grigio che riprende la pietra circostante. L’atmosfera è decisamente intima e raffinata. Il nostro tavolo è il primo vicino all’ingresso. Ci accomodiamo.

Stessa attenzione verso il dettaglio anche per i tavoli e la loro mise en place. Tavoli in acciaio e legno scuro con sedie in acciaio e pelle scura, striscia di tessuto ecru, candela, rosa in mono vaso minimal in acciaio satinato calamitato sul tavolo e posateria di ottimo livello. Discreto il cestino del pane ed ottimi i loro grissini artigianali. Mentre curiosiamo nel loro menù, ci viene servito un Appetizer composto da crostini tiepidi con del semplice olio evo e sapori, oppure (a mo’ di bruschetta) con una piccola dadolata di pomodorini freschi e basilico.

Una giovane e simpatica cameriera viene a prendere le nostre ordinazioni. Cominciamo dal vino. La loro cantina propone esclusivamente etichette liguri e piemontesi, una loro scelta, condivisibile o meno. Una proposta ridotta, ma di ottimo livello. Tanto è vero che, oltre ad un paio di bottiglie di acqua naturale, decidiamo per un Sito Moresco di Gaja, un gran vino da 14 gradi, un misto di uve di Nebbiolo, Barbera e Merlot. Ottimo.

Ordiniamo, per cominciare, tre antipasti ed un primo. L’antipasto, uguale per tutti e tre, è un Tris di antipasti, composto da una millefoglie di polenta, patate e baccalà, un flan di trombette su vellutata di pomodoro ed un fiore di zucca croccante farcito di zucchine su crema di parmigiano. Ottimo piatto, eseguito perfettamente, con materie prime del nostro entroterra ben cucinate e presentate. Abbiamo chiesto una variazione che, molto gentilmente, ci è stata concessa, perché in origine il tris avrebbe compreso la millefoglie di pasta fillo con ragù di anatra, ma che non ha esaltato nessuno di noi. Il primo, invece, riguarda dei Gnocchetti di patate e baccalà su vellutata di ceci e pomodorini confit. Altro buon piatto, molto delicato, comunque saporito ed abbondante.

Proseguiamo con un secondo per tutti. Un paio di Filetti alla griglia con salsa ai cinque pepi per le nostre signore ed altrettante Costine di agnello al forno con patate per noi maschietti. Ottimi i filetti, taglio alto, cotti perfettamente, rosei quanto basta all’interno, molto saporiti grazie alla salsina, gustosa si, ma senza coprire eccessivamente la carne. Di contorno, nel piatto, una patata al cartoccio e del burro aromatizzato. Esagerate le costine, circa 7/8 pezzi, succulenti, gustosissime, perfette da spolpare ed accompagnate da una dadolata di patate al forno. Forse il piatto migliore della serata.

E’ il momento dei dolci. Solo due. Per il mio socio una Bavarese al croccante e per il sottoscritto una Panna cotta con salsa ai frutti di bosco. Ovviamente le nostri consorti ci sostengono nell’assaggio. Discreta la bavarese, anche se il genere croccante non rientra tra le mie passioni, mentre, come mi ricordavo, ho ritrovato eccezionale la panna cotta. Densità e consistenza perfetta, salsina ai frutti di bosco fatta in casa e servita non sopra, ma di lato, insieme a qualche spruzzo di panna montata. Buona, buona, buona.

Siamo giunti al termine, quando torna la cameriera le chiediamo il conto e lei ci chiede se possiamo gradire un amaro. E noi accettiamo di buon grado. Il conto finale è di 198 euro. Ecco il dettaglio: quattro coperti 8 euro; due bottiglie di acqua 6 euro; il Gaja 35 euro; tre tris di antipasti 48 euro; i gnocchetti 13 euro; i due filetti 40 euro; le due costine 34 euro ed i due dolci 14 euro.

Va bene, sono praticamente 50 euro a testa, non poco, ma ne valgono assolutamente la pena. Considerato anche l’incidenza dell’unica, ma importante bottiglia di vino bevuta che ha fatto lievitare la spesa. Se proprio devo trovare un difetto a questo ristorante riguarda, forse, la ripetitività del menù. A distanza di circa un anno dall’ultima nostra visita non ho trovato particolari cambiamenti tra i piatti proposti sulla carta. Ma questo dettaglio, secondo il mio modesto parere, non toglie nulla a questo meraviglioso locale che va provato ed assaporato in tutte le sue sfaccettature, culinarie e non.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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