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Andiamo dai nonni, tra le colline tortonesi, a recuperare la nostra amata pargola dopo la bellezza di undici giorni di lontananza. E’ Domenica e la giornata si incastra perfettamente con un pranzo nel loro piacevolissimo entroterra, immersi nella natura e con le gambe sotto il tavolo. Facciamo prenotare all’agriturismo “La Piazzetta” dell’azienda agricola Maini, situato a Cecima, un paese a poco più di 5 km dalla casa dei nonni, ma già in comune di Pavia.

Dalla SP 100 (Volpedo-Brignano-San Sebastiano) noi giriamo in prossimità di Momperone, ma ci si può arrivare anche dall’abitato di Brignano imboccando la SP 109. In entrambi i casi occorrono una decina di minuti circa. Giunti a destinazione vi consiglio di lasciare la macchina in una specie di belvedere, poco prima di imboccare via Vittorio Emanuele, e farvi due passi, oppure proseguire con l’auto nella via, oltrepassare l’agriturismo e lasciarla nello spiazzo della chiesa. Ci sta una breve passeggiata in questo piccolo borgo antico della Valle Staffora, curatissimo, immerso nei fiori e dove la pietra regna sovrana.

Alla mezza siamo nella piazzetta che accoglie la struttura e che le da anche il nome. Siamo cinque, compresa la nostra bimba. C’è la possibilità di pasteggiare all’aperto, in uno dei tavoli disposti direttamente sulla piazza e noi così facciamo. La spazio a disposizione non è molto ed i tavoli sono, forse, un po’ troppo ravvicinati. La giornata è calda, ma non afosa ed una leggera brezza non guasta.

Qui il menù è una proposta dell’agriturismo e si articola in una serie di antipasti, due primi, due secondi ed il dolce. Non dobbiamo fare altro che accomodarci e goderci la nostra Domenica in famiglia. La gestione è tipicamente familiare. Un simpatica cameriera (penso la figlia dei proprietari) viene al tavolo a chiederci cosa vogliamo da bere. Un paio di bottiglie di acqua ed un bianco, un Cortese Vigna del Re dell’azienda agricola Daglio. Un’azienda del territorio. Il vino è buono, 12 gradi, servito molto fresco (ci vuole proprio).

Partiamo con gli antipasti, premetto che la nostra piccola spiluccherà nei nostri piatti, conoscendo già l’abbondanza delle porzioni, sarà più che sufficiente. Il Giro di antipasti comincia con un piatto composto da carpaccio di carne con scaglie di tartufo nero, frittelline di fiori di zucca su letto di zucchine ed un flute con un sorbetto di menta e basilico (almeno credo). Buonissime le frittelline, mentre ho trovato troppo azzardato e carico l’accostamento sperimentato nel sorbetto, il carpaccio, invece, è risultato poco saporito, abbastanza anonimo, il tartufo nero non ha dato quel picco di sapore che avrebbe dovuto. Proseguiamo con gli antipasti. Al cestino del pane, discreto, viene aggiunto un piatto di Gnocco fritto da abbinare al prossimo piatto composto da una Selezione di affettati: coppa, pancetta e salame di Varzi. Piatto tradizionale, buono, ancor più buono se assaggiato con lo gnocco fritto. I camerieri passano tra i tavoli per sapere se è gradito un bis.

Proseguiamo con i due primi: Risotto alle albicocche e Malfatti burro e salvia. Il risotto non mi ha fatto impazzire, ben cucinato nulla da dire, ma l’utilizzo della frutta mi ha lasciato in bocca un gusto fin troppo dolciastro. Molto meglio con i malfatti, un piatto della antica tradizione della Val Curone ed altri vallate limitrofe. Pasta ovviamente fatta in casa, dalla forma cilindrica, piatto povero, preparato con l’utilizzo delle erbette di campo e condito semplicemente in bianco (come in questo caso), oppure con qualcosa di più colorito, tipo un bel brasato. Malfatti buonissimi, ma pochi, peccato che questo piatto sia stato l’unico per il quale non abbiano fatto il giro dei bis.

Si passa ai due secondi: Roastbeef e Costine di maiale. Il roastbeef, un classico che più classico non si può, non mi ha mai entusiasmato perciò ammetto che parto prevenuto, questo viene accompagnato con della rucoletta e due mezze patate sbollentate. Buonissime, invece, le costine di maiale, cucinate al forno con l’utilizzo del miele ed una riduzione di aceto balsamico. Apprezzo l’agrodolce quando non risulta troppo carico e questo piatto ha un ottimo equilibrio tra i sapori.

Prima di affrontare i dolci ci viene proposto un piccolo Giro di formaggi che noi accettiamo volentieri. Un unico piatto lasciato sul tavolo, composto da formaggi caprini, di mucca ed un misto di capra e pecora. Piatto servito insieme a due coppette con del miele ed una marmellatina di mele che ci stanno sempre bene.

E’ il momento dei dolci. Un Tiramisù per il sottoscritto, due Panne cotte al cioccolato, per mia moglie e mia figlia, ed una Torta di mele con pallina di gelato al lampone per mio suocero. Tutti i dolci sono fatti in casa e tutti molto buoni. In questa ultima degustazione ci viene offerta una bottiglia di Moscato dolce “E ven ad giuvanen”. Ottimo, freschissimo e va giù che è un piacere. Caffè per tutti ed il conto. La spesa fissa è di 25 euro cadauno per un totale di 100 euro, tonde, tonde.

Spesa decisamente onesta, menù ricco (forse meno antipasti del solito) e discretamente articolato, saldamente ancorato nella tradizione, ma con qualche sperimentazione non sempre riuscitissima. Tutto sommato una piacevole giornata.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

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jerryb@libero.it

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