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Sabato sera andiamo, con i nostri amici del cuore, a provare un nuovo ristorante ad Ortovero, nell’entroterra savonese. Si chiama Puassondor. Lo abbiamo scoperto la sera di San Valentino quando eravamo a festeggiare, sempre con loro, nell’altro locale gestito dalla stessa famiglia, il ristorante Perché. Entriamo.
L’interno del ristorante è bellissimo, curato in ogni minimo dettaglio. Arredamento di altissimo livello, grande spazio tra i tavoli ed una grande vetrata che si affaccia sulla cucina dalla quale si può ammirare la chef Marcella che gestisce la sua brigata.
Ci accoglie Massimo, sommelier e titolare del locale, persona molto attenta, gentile e professionale. Mentre scambiamo un paio di battute con lui, ci viene servito un piccolo Appetizer, una cozza gratinata ed un bicchierino di melanzana, pomodoro e basilico, accompagnato da un pregevolissimo Valdobbiadene Prosecco Brut Canevel, talmente buono che, se amassi pasteggiare con le bollicine, sarebbe da proseguire col Brut per l’intera cena.
Per cominciare, un paio di bottiglie d’acqua frizzante ed una Falanghina dell’Azienda vitivinicola Villa Matilde del 2006. Vino molto piacevole, 12.5 gradi, servito fresco nel suo cestello, perfetto da abbinare alla nostra cena. Insieme al vino arriva anche un ottimo cestino di pane aromatizzato alle olive, alle noci, speziato e dei grissini artigianali.
Si prosegue con un antipasto per tutti. Tre porzioni di Polpo cotto al vapore servito in un’arbanella sottovuoto dove il calore del polpo, già sbollentato in precedenza, ha contribuito ad ultimare la sua stessa cottura. Insieme al polpo un misto di patate, fagiolini, olive, cipolle ed aromi vari. A completare il piatto anche un Crostino fine di pane casereccio con paté di olive. Piatto di notevole qualità e, cosa sempre gradita, abbondante.
In un secondo momento ci portano un altro piccolo bicchierino con un composto di pomodoro e peperone che, però, non è stato particolarmente apprezzato dalla tavolata. Poco male.
L’altro antipasto è composto da Moscardini su vellutata di focaccia. Piatto molto particolare dove una discreta porzione di tenerissimi moscardini (appena sbollentati) sguazzano allegramente con pomodorini ed olive su di una vellutata di focaccia, mai provata, ma molto, molto, molto buona.
Il patron Massimo passa spesso a sincerarsi sull’andamento della nostra serata. Simpatico, spigliato, dalla parlantina facile, ma mai troppo presente od insistente. Molto piacevole.
Passiamo ad una coppia di secondi. Un Trancio di ricciola con cannellini e patate lesse ed uno Spiedone di mare. Ricciola abbondante, cotta molto delicatamente ed accompagnata da una vellutata di fagioli cannellini e semplici patate sbollentate. Tutto molto buono. E poi un lungo spiedo, dove sono stati infilzati grossi bocconcini di tonno, ricciola, salmone e pesce spada appena scottati sulla piastra, presentato su di una base di cipolla rossa di Tropea che dona al pesce la giusta spinta di sapore. Veramente buono.
E per finire un primo. Due Tagliolini con calamari ai sapori mediterranei. Pasta rigorosamente fatta in casa, una perfetta cottura al dente ed un condimento composto da piccoli moscardini con pomodorini pachino, olive taggiasche, pezzi (lasciati volutamente grossi) di mozzarella di bufala e basilico. Piatto sostanzioso e molto ben riuscito.
Siamo ai dolci. Solo un paio. Stessa scelta, ma con una variante. In una bolla di vetro tronca ci viene servito un Cremoso al fior di latte. Il mio socio, come da tradizione, si ferma al semplice gelato, mentre sul mio viene aggiunta un’ottima marmellata di fragola.
Vorremmo accompagnare il dolce con qualcosa di liquoroso e chiediamo consulenza al patron Massimo. Un Limoncino ed un Colli di Conegliano Refrontolo Passito. Passito decisamente trugno, non so se si dice così, ma secondo me rende bene l’idea. Tre caffè ed il conto.
La spesa totale è pari a 170 euro con questo dettaglio: i tre polpi 45 euro; i moscardini 15 euro; i due tagliolini di mare 30 euro; lo spiedone di pesce 20 euro; la ricciola 20 euro; l’ottima Falanghina 20 euro; i due dolci 10 euro; i due liquori 10 euro ed i tre caffè gentilmente offerti.
Cena di altissimo livello da ogni punto di vista. Una gratificazione per occhi e palato. La posizione del locale non pone a loro favore, ma sono sicuro che sapranno crearsi una fidata clientela. Come sostengono i due titolari, Marcella e Massimo, un menù di mare nell’entroterra! E come dico io, un ristorante tutto da scoprire.
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