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Weekend nella splendida Torino per partecipare al compleanno di un’amichetta di nostra figlia. Dopo la festa del pomeriggio, molto ben organizzata, ci prepariamo per la cena.
I nostri amici ci portano a mangiare in centro. Siamo nove in tutto. Con noi c’è anche una terza famiglia con la quale condividiamo piacevolissime serate quando ci incontriamo tutti al mare nel periodo estivo. Siamo in Piazza Vittorio Veneto, al ristorante “Porto di Savona”. Uno dei locali più antichi di Torino, in attività dal lontano 1863!!! Perché Porto di Savona? A quanto pare da qui partivano le diligenze a cavalli che assicuravano i collegamenti con la Liguria ed in particolar modo con Savona.
Non lasciatevi ingannare dall’insegna, qui trionfa la cucina tradizionale piemontese.
La struttura, oltre ad avere la disponibilità di almeno una cinquantina di coperti posti direttamente su Piazza Vittorio Veneto per le calde serate estive, al suo interno si suddivide in più salette, disposte su due piani distinti. Noi siamo al piano di sopra che dispone di un’ulteriore saletta appartata con un solo tavolo, il nostro. Ci accomodiamo.
Siamo dentro uno dei locali storici di Torino e questa “storia gloriosa” si ritrova un po’ ovunque, nell’atmosfera, negli arredi, nei numerosissimi quadri appesi e nel menù, ovviamente. Lo stile è retrò, la mise en place semplice, ma curata ed il servizio non particolarmente entusiasmante, ma disponibile e paziente. Diciamo, poi, che noi con le nostre mille domande e cambi volanti delle ordinazioni, li abbiamo messi dura prova.
Prima cosa pensiamo alle nostre tre pargole, per loro due Menù Bimbo che si divideranno in tre e che consistono in un piattino di Gnocchetti al sugo, a seguire una Paillard di pollo, acqua (ovviamente) ed un dolcino finale. Fortunatamente abbiamo richiesti solo due menù, di sicuro più che sufficienti.
Una volta sistemate le “creature”, tocca a noi. Si parte dal bere, lascio campo libero ai mie due soci torinesi che optano per un Verduno Pelaverga della cantina Fratelli Alessandria, un ottimo vino del 2012, dal color rosso rubino, con una gradazione di 13°. Perfetto per la nostra cena piemontese. Nel complesso, direi un’ottima carta dei vini, corposa, importante, ma senza divagare troppo, senza mai allontanarsi più di tanto dal loro territorio.
Ora si può cominciare a fare sul serio. Personalmente vorrei spaziare un po’ tra le loro proposte e decido, quindi, per un Antipasto Misto della casa che comprende una sorta di viaggio, di degustazione dei loro numerosi antipasti: acciughe al verde, peperoni con la bagna cauda, cotechino su letto di lenticchie, flan di cardi con salsina di acciughe ed una mini fonduta di raschera. In pratica, una serie di piccoli assaggi di quasi tutti gli antipasti presenti sul menù. Direi un piacevole percorso culinario tra i sapori tipici piemontesi. Un altro componente della tavolata si aggiunge al mio stesso ordine, mentre gli altri decidono per un antipasto singolo. Più o meno gli stessi presenti nel mio piatto misto, ma ovviamente in quantità maggiore.
I menù bimbo proseguono in scioltezza e per noi adulti è arrivato il momento del secondo giro e della seconda bottiglia di Pelaverga.
Per i miei due soci maschietti un Bollito misto alla Piemontese da dividersi fraternamente. Uno dei pezzi forti della loro cucina: bollito, coda, lingua, gallina e forse qualcos’altro (come avrete capito non sono un amante del genere), accompagnati da una serie di ottime (così sembra) salsine, la classica verde, la salsa rossa, la mostarda e la salsa di Cren (al rafano) che sembra aver avuto il maggior successo. A giudicare dai commenti, il bollito ha brillantemente superato la prova.
Le ordinazioni delle nostre tre signore comprendono: una Finanziera, una Trota alle nocciole del Piemonte ed uno Stinco di maiale al melograno con patate arrosto al quale mi aggiungo anche io.
La Finanziera non rientra tra i miei piatti preferiti, non sono il più indicato per un giudizio affidabile, ma per fortuna mi posso basare sul parere di chi lo ha ordinato. Buona la presentazione, in una ciotola di terracotta, ed altrettanto buono il giudizio complessivo. La trota è stata scelta da mia moglie che ha apprezzato molto il piatto, leggero, ma molto saporito ed equilibrato.
Ed ora veniamo alla nota dolente della cena, il mio (nostro) stinco di maiale. Forse le aspettative erano troppo alte, ebbene si, mi aspettavo qualcosa di godurioso, ma il risultato è stato, a mio parere, mediocre. La presentazione è incoraggiante, ma poi il sapore rimane abbastanza anonimo e la carne “duretta”. La mia “compagna di stinco” è seduta lontana, ma dagli sguardi ed un paio di commenti capisco che la sua opinione coincide in pieno con la mia. Che delusione! Un vero peccato.
Terminiamo la nostra cena con un dolce per tutti, o quasi. Tutti rigorosamente prodotti in casa. Vengono ordinati una Mousse di castagne e marron glacé con salsa di cachi, delle Paste di Meliga del Monregalese accompagnate da un Moscato Passito, Pere Martin cotte al vino rosso, un paio di Tiramisù (pezzo forte della casa) e tre Gelati al cioccolato per le tre pargole. Dolci molto buoni, io ho ordinato il tiramisù e devo dire che leggero proprio non è stato, ma godurioso di sicuro.
Chiudiamo con un giro (corto) di “pussacaffè”, così li chiamano, un solo caffè ed il conto. La spesa finale è di 212.60 euro, così suddivisa: sette coperti 14 euro, sembra abbiano conteggiato noi sei adulti e raggruppato le pargole in un’unica unità, gesto apprezzabile, ma rimango comunque contrario a questa abitudine ancora troppo diffusa; i due Pelaverga 32 euro con un ottimo rapporto Q/P; una bottiglia di acqua naturale 2.80 euro (le altre sono comprese nei menù bimbo); i due menu bimbo, appunto, 19.80 euro; due antipasti misti 20 euro; il flan di cardi 7 euro; le acciughe 7.50 euro; i peperoni con la bagna cauda 7 euro; la fonduta 8 euro; il bollito 20 euro; la finanziera 9.50 euro; i due stinchi di maiale 22 euro; la trota 9.50 euro; la mousse di castagne 6 euro; le paste di meliga 6.50 euro; due tiramisù 10 euro; le pere al vino 4.50 euro; i due “pussacaffè” 5 euro e l’unico caffè 1.50 euro.
Comincerei dal rapporto qualità/prezzo, molto buono. Le ordinazioni sono state parecchie e diversificate e se la spesa pro capite rimane sotto i 25 euro, in pieno centro a Torino ed in uno dei locali storici della città, non può che essere decisamente buona. La cucina, secondo il mio modesto parere, ha avuto alti e bassi. Sicuramente più alti che bassi, ma ribadisco il mio dispiacere riguardo lo stinco di maiale che proprio non ha soddisfatto. Locale accogliente, servizio non particolarmente esaltante, ma adeguato, location ottima. Quando usciamo, la piazza è molto viva e provo ad immaginare una serata d’estate, qui a cena, in un tavolino del dehor. Dopo aver ringraziato tutti per l’ottima e piacevolissima compagnia, non ci resta che goderci la Torino in notturna. Tutto un programma.
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