- 0
- 610 words
…vai alla Scheda Ristorante ⇒
Gita domenicale insieme ai nostri soliti amici. Siamo in quattro più le due bambine. Abbiamo prenotato all’agriturismo “Marilena”, a Gavenola, nell’entroterra al limite tra Liguria e Piemonte. La direttiva da seguire è Imperia-Ormea. All’altezza di Pieve di Teco si imbocca la SP 453 che porta fino ad Albenga. Dopo circa quattro km, una deviazione sulla sinistra vi indirizza verso Borghetto d’Arroscia. Da qui ancora un sei, sette km e siete arrivati a destinazione.
Il ristorante si trova sulla strada ed è attrezzato con un piccolo parcheggio privato per la propria clientela. E’ la mezza, siamo leggermente in anticipo, ma entriamo lo stesso. Il locale richiama i vecchi bar di paese con una prima saletta col bancone bar ed un paio di tavoli destinati per lo più alle classiche partitine a carte, se si prosegue si raggiunge la sala vera e propria che conta circa una ventina di coperti, ben distanziati tra loro. Cosa questa molto utile per chi deve far “sfogare” la prole. Un’altra ventina di coperti sono organizzati in una veranda chiusa adiacente la sala principale. Ci accomodiamo.
Sul tavolo, un cestino del pane mediocre e dei buoni grissini di notevole diametro, aromatizzati al rosmarino. Chiediamo se è possibile sostituire la caraffa di vino nero della casa con una bottiglia di bianco. La loro offerta non è molto varia, ma troviamo comunque un’etichetta di nostro gradimento. Un Pigato del 2009 della cantina Ansaldi. Un buon vino, servito fresco, che si attesta sui 13.5 gradi, gradazione importante per essere un bianco.
Il menù è già impostato e si comincia con il giro di Antipasti. Una serie infinita arricchita da continui passaggi per bis, tris, quaterne, cinquine e tombola. Chi più ne ha, più ne metta: verdure grigliate, carne cruda marinata nel limone ed aromi vari, tortaverde, affettati misti, Pan fritto, vitello tonnato, prosciutto crudo e melone, insalatina di bresaola e rucola, fagiolini in pastella e, per concludere, una terrina di lumache. E sicuramente me ne sto dimenticando qualcuno. Questa sontuosa carrellata si rivelerà la parte del pranzo più soddisfacente.
Dopo una doverosa pausa in cui le nostre bimbe scorrazzano per l’ampia sala, si passa ai primi piatti. Il servizio è attento, ma alquanto introverso e silenzioso. C’è pochissimo margine di dialogo. I primi sono due: Ravioli burro e salvia e Tagliatelle con ragù di carne e funghi. Due primi mediocri con entrambi gli stessi difetti, cottura eccessiva della pasta e condimenti insipidi e poco saporiti.
Con i secondi piatti la situazione migliora leggermente. Le proposte sono tre: Coniglio alla ligure, a seguire il Cinghiale con la polenta e, per finire, la Faraona. Discreto il coniglio, accettabile, ma non eccezionale il cinghiale con una polenta mediocre, anonima la faraona, tendente allo stopposo.
Chiudiamo il nostro pranzo con una serie diversificata di dolci: un Piattino misto di amaretti e crostata all’albicocca (buono), due Sorbetti al limone (molto buoni), una Coppa di gelato alla crema (discreta) ed un Affogato al cioccolato (ottimo), fatto in casa e super arricchito da panna montata e scaglie di cioccolato.
Quattro caffè, nessuna proposta di ammazzacaffè ed il conto. La spesa pro capite fissa è di trenta euro per un totale di 120 euro.
La cifra non è esagerata per il numero dei piatti proposti ed i ripetuti passaggi, ma va ricordata la poca qualità dei primi ed in parte dei secondi piatti. Va bene la quantità, ma personalmente avrei preferito un paio di portate in meno e qualche chicca culinaria in più.
A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:
e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”