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L’occasione riguarda il festeggiamento di due miei colleghi, prossimi, ma veramente prossimi, al matrimonio. Hanno organizzato una cena prematrimoniale per salutare e ringraziare tutti i loro colleghi più vicini per l’affetto ed il calore ricevuto. Il locale, oggetto della mia recensione, è la trattoria bar “Maria” a Cosio d’Arroscia, gestita dalla famiglia dello sposo.

Per me ed altri tre colleghi ritardatari appuntamento alle ore 20 e partenza per Cosio. Ecco a voi l’itinerario: si imbocco la SS 28, direzione Ormea, si prosegue sempre dritto per una trentina di km circa, oltrepassato l’abitato di Case Rosse si arriva alla deviazione sulla sinistra per Cosio d’Arroscia, da qui ancora tre km e siete arrivati in paese. La trattoria la trovate subito sulla vostra sinistra, con l’ingresso direttamente sulla strada. Per quanto riguarda il parcheggio, si può utilizzare un discreto spiazzo sulla sinistra, duecento metri prima del locale oppure va cercato per le vie del paese.

Entriamo. Siamo gli ultimi ad arrivare e troviamo tutti i nostri colleghi già piazzati ai posti di combattimento e con le ganasce già particolarmente attive. Hanno appena cominciato. In tutto siamo una trentina e, per l’occasione, è stato riservato l’intero locale. Il primo impatto è positivo. L’arredo è in perfetto stile da osteria, una prima saletta con il bancone bar sulla sinistra e pochi tavoli, l’ingresso della cucina poco prima di accedere alla seconda ed unica sala a disposizione della clientela che conta una quarantina di coperti. L’atmosfera è decisamente familiare, molto semplice, ma comunque piacevole ed accogliente.

Ci accomodiamo e completiamo così il ferro di cavallo di tavoli predisposti per la serata. Un rapido saluto ai due festeggiati e si comincia. A servire ai tavoli conosciamo subito papà Amelio, mentre la gestione della cucina è affidata a mamma Agostina con la supervisione di nonna Maria. Ora le lasciamo lavorare, le conosceremo e saluteremo più tardi.

Il menù è già impostato e la sua struttura è uno dei punti forti del locale: 12 antipasti 12, tre primi, tre secondi, due dolci, bis e tris come se piovessero (attenti, non esagerate, il menù è infinito), acqua, vino, caffè ed ammazzacaffè. Un’apoteosi gastronomica. Sul tavolo diversi cestini di pane casereccio e piattini con delle ottime Frittelline calde di pane. Per il vino è stato scelto un Barbera d’Asti Superiore del Cav. Cesare Canonica. Un vino bello corposo, da 14 gradi, ideale per queste tipo di “prestazioni” culinarie. Questa etichetta, utilizzata per la cena “speciale”, non rientra tra i vini normalmente presenti nella loro cantina, la scelta si riduce a due sole etichette: Chiaretto e Dolcetto, appositamente prodotte per il locale. Ci fosse qualche bottiglia in più per ampliare la carta dei vini, non guasterebbe.

La Degustazione degli antipasti comprende: insalatina di carciofi, grana e gamberetti, brandacujun su frittellina di panissa, manzo aromatizzato con finocchi ed arachidi, involtini di speck e crema di formaggio, tortaverde, fettine di bresaola e gorgonzola, lardo su panissa, frittatina di zucchine, composto di salsiccia e stracchino spalmato su crostini, cipolline e patate al forno, frittelline di scamorza e zucchine e crepes con fonduta. Una goduria. Uno più buono dell’altro. Una cucina si tradizionale, ma di livello decisamente superiore.

Per la quantità e la prelibatezza degli antipasti ci si potrebbe fermare anche qui, ma perché mai privarsi di simili piaceri? Il signor Amelio, simpaticissimo, si aggira veloce tra i tavoli e comincia a servirci i primi. Come ho detto, si tratta di un trittico: Polenta verde con crema di funghi, a seguire un Risotto alle fragole e per finire dei Gnocchetti al sugo di noci. Gnocchetti fatti in casa, cottura al dente, delicati e saporiti; risotto con le fragole che già non rientra tra i miei piatti preferiti ed a mio modesto parere, non particolarmente riuscito, mentre la polenta è a dir poco eccezionale. Una polenta verde, ottenuta dall’amalgama con ortiche e spinaci, equilibrata ed insaporita dalla crema di funghi, leggera che non vada a sovrastare il già buono e particolare sapore della polenta stessa. Veramente complimenti.

Urge una pausa per poter riprendere fiato. Nel frattempo ci viene servita una Insalatina di songino e finocchi, buona e rinfrescante, in attesa di riprendere le “grandi manovre”.

Si passa, ora, al secondo trittico di portate, il signor Amelio ci serve in rapida successione: Cinghiale, fettine di Roastbeef ed infine delle Costine di agnello. A differenza delle precedenti portate, per i secondi meno attenzione alla forma ed alla presentazione, ma più alla sostanza. Tutto comunque molto buono (anche se roastbeef di per sè non esaltante) e sapientemente cucinato. Una personale nota di merito va a delle costine cucinate benissimo.

Siamo quasi alla fine di questa esplorazione dei sapori del nostro entroterra. Mancano solo i dolci, due per la precisione: Tiramisu della casa e Semifreddo al cocco con salsina di fragola. Il tiramisù non è classico, ma rivisitato dalla cuoca Agostina, non sono presenti nè caffè, nè mascarpone, ma sono state utilizzate le castagne. Particolare e molto buono. Per il semifreddo al cocco mi affido al giudizio più che positivo dei miei compagni di tavolo perché, ormai decisamente sazio, ho dovuto desistere.

A questo punto è quantomai opportuno un buon caffè e soprattutto l’ammazzacaffè: grappa morbida, grappa al peperoncino (fatta da loro, veramente “hot”) e limoncino. Che abbuffata!

Ci alziamo da tavola, entusiasti della serata, per andare a conoscere ed a complimentarci con la signora Agostina (mamma dello sposo) per la sua maestria dimostrata in cucina. Gli aggettivi si sprecano, ma l’aspetto di questa trattoria che emerge particolarmente consiste nel forte contrasto tra il “prima” ed il “dopo”. Mi spiego meglio: la sensazione iniziale, non appena varcata la soglia, è di entrare in un mondo antico, legato alle storie di paese ed alla semplicità; tutto questo è vero, ma quando si comincia ad assaporare i piatti della loro cucina si scoprono sapori si legati alla tradizione ligure ed alla genuinità, ma pensati, elaborati e cucinati con grande delicatezza ed attualità. Una piacevolissima scoperta.

Un ultimo pensiero e, se vi interessa, un eventuale consiglio. Considerata la ricchezza del menù, la prossima visita alla Trattoria Maria, perché ci sarà sicuramente un’altra visita, sarà una Domenica a pranzo, che considero il momento della giornata ideale per questo tipo di esperienze culinarie. Provate, non ve ne pentirete.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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