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Trasferta milanese con moglie e suocera. Ci troviamo ad una decina di km dal centro di Milano e, prima di rientrare alla base, decidiamo di cenare in zona. Girovago un po’ in rete ed un locale attira la mia attenzione in modo particolare. Si chiama “Al Garghet”. Prenoto.

Il locale è completamente immerso nel verde e con un enorme parcheggio privato a disposizione della clientela. Fatichiamo a trovarlo perché la stradina che imbocchiamo in mezzo ai campi sembra non portare a nulla ed invece scopriamo un luogo magico. All’interno un’atmosfera intima ed accogliente, un numero infinito di sale grandi e piccole, ognuna delle quali arredata con stili diversi, ma soprattutto con un gusto notevole e, per finire, un magico giardino (quasi un parco) che ci lascia a bocca aperta. Bellissimo! Il nostro tavolo è proprio in giardino, un tondo in pietra con la seduta ricavata da una panca semicircolare sempre in pietra, sotto un meraviglioso e suggestivo pergolato.

Un simpatico e giovane cameriere si presenta al nostro tavolo per le ordinazioni. Da lui scopriamo che “Garghet” vuol essere il gracidare delle rane. Menù scritto a mano in dialetto milanese con spiegazione in italiano.

Cominciamo con una bottiglia di acqua naturale ed una di vino bianco. Scegliamo una Ribolla Gialla Benedete dell’Azienda Eugenio Collavini Viticoltori. Un buon vino.

A seguire tre antipasti. Mia moglie decide per il Bocon del Re, una serie di bocconcini di ceci e mandorle tostate, impanati e fritti. Buoni. Mia suocera, invece, ordina i Fiur de Suca, fiori di zucca impanati e fritti alla milanese ripieni di mozzarella ed un accenno di acciuga. Ed infine io scelgo la Fritura de Verdur, un’apoteosi di fritto che comprende melanzane, zucchine e mozzarella. Si lo so, fritto su fritto, ma tutto veramente molto buono grazie ad una friggitura di qualità notevole.

Proseguiamo con un altro giro di piatti. Mia moglie sceglie tra le proposte dedicate a chi non ama la carne, “Per quei che ghe pias no la carne”, per la precisione. Ordina una Zucca Barucca, tranci di zucca impanata e fritta alla milanese. Sempre buoni, ma forse questi più pesanti, vuoi il susseguirsi di fritto, vuoi il dolciastro della zucca. Per me e mia suocera, invece, un piatto della sezione “Ciciarem un cicinin de Cicia”. Una sola ordinazione, una Cotoleta del Garghet, abbiamo visto girare tra i tavoli le dimensioni del piatto ed è decisamente sufficiente per due persone. Ci viene servita un’enorme cotoletta di lonza ad orecchia di elefante, larga, piatta e croccante. La tradizione milanese contemplerebbe anche la presenza dell’osso, ma in questo caso no. Molto, ma molto buona e comunque tantissima nonostante la divisione.

Chiudiamo la nostra serata con un paio di dolci per le due signore, due Sorbetti pesca, ananas e curry decisamente particolari ed un paio di caffè per il sottoscritto, necessari per affrontare il viaggio di ritorno.

Chiediamo il conto. La spesa complessiva è pari a 126 euro con questo dettaglio: tre coperti 7.50 euro; la bottiglia di acqua 2.50 euro; la Ribolla 22 euro; il Bocon del Re 12 euro; la frittura di verdure 14 euro; i fiori di zucca 14 euro; la zucca barucca 12 euro; la milanese 24 euro; due sorbetti 14 euro ed il caffè doppio 4 euro.

Conto adeguatamente rapportato a ciò che abbiamo mangiato. Ambiente magico e molto curato. Servizio attento e competente. La scelta di questo locale si è rivelata decisamente azzeccata.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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