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Cena in località Borgo Prino, a Porto Maurizio, nella trattoria Pesce Matto. Il ristorante nasce nella sede dello storico ristorante Sghitta Perusa. La zona, a mio parere, è alquanto infelice ed assolutamente da riqualificare, ma il locale è stato rinnovato con gusto, sia nel dehor che al suo interno. Siamo in sei comprese le nostre due pargole. Il nostro tavolo è all’interno, nella grande sala dove è presente anche un acquario a pavimento ricevuto in dote dal vecchio locale. Ci accomodiamo.
Innanzitutto, un cestino del pane accompagnato da una focaccia tiepida al rosmarino, frittelline di pane e baccalà, una coppettina di olive taggiasche ed una crema di ‘nduja.
Da bere un paio di bottiglie di acqua ed altrettante di vino. Per i nostri amici una bottiglia di Prosecco (sulle bollicine la scelta è ridotta all’osso), l’altra bottiglia è un bianco siciliano, una Anthilia di Donnafugata che amo particolarmente. Ottimo.
Si comincia dalle bimbe. Per loro un Menù bimbi che comprende milanese, dolce e bibita.
Noi adulti iniziamo con un Tris di acciughe fritte e, dalla “Cozzeria” presente nel menù, delle Cozze in guazzetto alla ‘nduja. Fritto veramente molto buono, leggero e croccante al punto giusto. Cozze più che discrete, non così piccanti, ma con un fondo decisamente gustoso.
Proseguiamo con due Fritture di soli calamari e due Filetti di San Pietro. Altre due portate ben cucinate ed equilibrate nei sapori.
Chiudiamo la nostra cena con un giro di dolci, due Tiramisù ed un Sorbetto al limone. I tiramisù sono risultati troppo ghiacciati senza quella cremosità necessaria, invece molto buono il loro sorbetto di produzione artigianale.
Due caffè ed il conto. La spesa complessiva è pari a 168.50 euro, così distribuita: nessun coperto; il prosecco 20 euro; il Donnafugata 20 euro; i due menù bimbi 20 euro; i tre fritti di acciughe 22.50; le cozze 8 euro; i due fritti di calamari 32 euro; i due san pietro 32 euro; i due tiramisù 10 euro; il sorbetto 4 euro ed i due caffè 2 euro.
Sono stati gentilmente offerti sia la piccola pasticceria che ha accompagnato i caffè che gli amari. Direi una spesa ragionevole che si attesta, escludendo i due menù delle pargole, al di sotto dei 40 euro pro capite. Un buon menù supportato da un servizio attento e piacevole. Peccato solo per il borgo che ospita il locale che, come già accennato, meriterebbe proprio una riqualificazione generale. Il Borgo Prino ha un grosso potenziale, ma in queste condizioni buona parte rimane, purtroppo, inespresso.
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