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All’interno del Relais Villa d’Amelia, la struttura che ci ospita, è presente il ristorante DaMà. Location raffinata, ma non eccessivamente formale. Atmosfera calda ed accogliente.
Doppio Appetizer molto particolare, cestino del pane sul tavolo con ottimi grissini artigianali ed una bottiglia di acqua. La cucina propone tre menu degustazioni molto invitanti oppure è prevista la possibilità di scegliere un qualsiasi piatto presente nei vari menù ad un prezzo fisso a seconda se si tratti di un antipasto (18 euro), un primo (20 euro), un secondo (28 euro) oppure un dolce (11 euro).
Preferiamo scegliere alla carta anche perché la nostra intenzione è toglierci la voglia di tartufo bianco anche se non sembra previsto nei vari menù della serata. Ma noi siamo fiduciosi.
Cominciamo dal bere. Oltre alla bottiglia di acqua, ordiniamo un Nebbiolo d’Alba DOC Bricco Barone dell’Azienda Agricola Abbona. Una garanzia.
Proseguiamo con gli antipasti, Terrina di capriolo con cialde tiepide di pane e Vitello tonnato. Capriolo atipico, servito sotto forma di “burger” squadrato, pressato ed aromatizzato. Come ho detto, molto particolare. Il vitello tonnato, invece, il classico dei classici. Qualità elevata della materia prima, grandi “gocce” di salsa ovunque e porzione abbondante. Molto bene.
E’ il momento della nostra richiesta. Volendo proseguire con un piatto a base di tartufo bianco, ci viene portato un altro menù che propone le giuste portate da abbinare alle “grattate” di tartufo. La scelta ricade su Plin ai tre arrosti e gli immancabili Tajarin. Le due pepite bianche pesano rispettivamente nove e dieci grammi. La quantità grattata sui nostri piatti è decisamente abbondante. Devo dire che la nostra voglia è stata soddisfatta.
Chiudiamo con un dolce tornando a scegliere tra le varie degustazioni. Nocciola e Mandarino e poi Cachi, latte e Meringa. Una quenelle di pura nocciola su base fredda (quasi sorbetto) al mandarino e gocce al mandarino sparse nel piatto. Buono, ma non come il secondo dolce. Una cialda di meringa coperta da una spuma di latte, quasi panna ed una riduzione di cachi che si abbina alla perfezione. Ottimo.
Ancora un caffè e poi il conto. La spesa pro capite è pari a 103 euro. Il Nebbiolo 32 euro ed i caffè con la Piccola pasticceria gentilmente offerti. Come anticipato, gli antipasti a 18 euro ed i dolci 11 euro, questo per i piatti provenienti dalle varie degustazioni. Ed ora sua maestà…il tartufo. I primi piatti scelti da abbinare al tartufo a 18 euro, mentre le due pepite di tartufo bianco cubano un totale pari a 80 euro.
Non sono un esperto, ma credo che poco più di 4 euro al grammo, in una location così raffinata, si possa considerare un rapporto Q/P più che accettabile. Una spesa si impegnativa, ma devo dire ampiamente ripagata dall’altissima qualità delle materie prime e da ogni singola “grattata” di tartufo bianco.
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