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Serata con i nostri amici di Torino. Ci propongono un ristorante (spiaggia) situata a Cervo.
Per chi non fosse pratico si tratta di un comune ad una manciata di km da Imperia, in direzione Genova. Per la localizzazione precisa della struttura vi rimando al “Visualizza mappa” inserito nella scheda presente sul sito.
Siamo in sei, quatto adulti più le due bimbe. Quando entriamo sono circa le 20. La prima impressione non è proprio il massimo. Si percepisce chiaramente che la struttura, di giorno, ha una propria vita balneare e la sera, poi, si dà una rapida sistemata.
Il nostro tavolo è il primo a ridosso dell’ingresso principale. Sono presenti una cinquantina di coperti esterni ed un’altra ventina sono previsti nella sala a disposizione (penso l’unica).
Dopo una rapida lettura del menù, chiediamo alcune delucidazioni, in particolare sul loro antipasto misto e sulla loro cantina, al cameriere che si presenta al nostro tavolo. Un cameriere, nel suo genere anche simpatico, ma che non sembra troppo preparato. Vabbè.
Si parte, ovviamente, dai piatti per le due pargole. Chiediamo due Fritture di calamari con un solo contorno di Patatine fritte. Frittura abbondante e direi discreta.
Da bere assecondiamo con piacere le preferenze dei nostri amici e decidiamo per una “bollicina”. La proposta non è proprio il massimo ed alla fine andiamo sul classico, un Valdobbiadene. L’avremmo preferito più fresco e nel suo cestello. Insomma.
Noi quattro adulti, nonostante la spiegazione approssimativa, scegliamo quattro Antipasti misti della casa. Si tratta di un giro di 3 portate servite in successione: subito un Tris di mare presentato in un piatto già suddiviso in tre zone con del salmone su fettine di finocchio crudo (sapore non pervenuto), un’insalatina di gamberetti con una mini dadolata di melone e salsa cocktail (mediocre) ed un tortino di polpo e patate (buono). Il secondo giro dell’antipasto comprende uno sformatino di orata e cipollotti croccanti che risollevano, in parte, le quotazioni della cucina. Terzo ed ultimo giro, un terrina con abbondante zuppetta di cozze e vongole immerse in un sughetto rosso. Diciamo troppi alti e bassi.
In attesa dei secondi per noi adulti, decidiamo di farci bastare la prima bottiglia di Valdobbiadene. Nel frattempo arrivano i piatti. Un paio di Fritture di acciughe con un altro contorno di Patatine fritte ed un paio di Grigliate di calamari, in questo caso accompagnate da un’insalatina verde. La frittura viene servita in un unico piatto ovale di portata, è decisamente abbondante e devo dire anche ben fatta. Meno entusiasti i nostri due amici riguardo ai calamari, non che fossero mal cucinati, ma diciamo che non ne sono rimasti entusiasti. Viene confermata nuovamente questa altalenanza nella riuscita dei piatti.
La nostra cena si conclude con un dolce. Niente per le pargole, mentre per noi quattro una Crema di caffè con trito di nocciole, una Macedonia con gelato alla crema che, sentendo il solito cameriere, prima c’è, poi sembra non esserci più ed alla fine c’è, un Sorbetto al limone decisamente misero ed infine una coppetta di Gelato al limone che si perde tra le loro ordinazioni ed arriva al nostro tavolo con notevole ritardo.
Direi che è ora di chiedere il conto. La spesa complessiva è pari a 198.90 euro, così dettagliata: sei coperti (!!!) 12 euro; tre bottiglie di acqua 7.50 euro; il Valdobbiadene 21 euro; due fritture di calamari 28 euro; quattro tris di mare 52 euro; due patatine fritte 7 euro; due fritture di acciughe 22 euro; due calamari 30 euro; due caffè 2.40 euro; la macedonia 5 euro ed i tre restanti dolci 12 euro.
Senza considerare le pargole che influirebbero in maniera anomala sull’analisi corretta della spesa, ci attestiamo intorno ai 40 euro pro capite. Tenuto conto dell’ambiente decisamente semplice e poco curato, degli alti e bassi della cucina e del servizio approssimativo, il risultato è da considerare mediocre. Peccato.
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