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Trasferta a Lucca per rivedere un vecchio amico e ne approfitto per provare la trattoria “da Giulio in Pelleria”. L’intenzione è quella di trascorrere una tranquilla serata informale in un ambiente familiare.
Vi fornisco qualche rapida indicazione per raggiungere il locale: uscita autostradale di Lucca Est, prendete Viale Europa in direzione centro, arrivati alla rotonda in prossimità delle “mura” svoltate a sinistra percorrendo la strada parallela alle mura stesse fino ad arrivare a Porta San Donato. A questo punto vi consiglio di cercare un parcheggio fuori dalla cinta (l’interno è ZTL) e di proseguire poi a piedi per circa 200 metri. Siete arrivati.
Quando entriamo una gentile cameriera ci accoglie e ci conduce al nostro tavolo. L’ambiente è suddiviso in ampie sale con un arredo semplice ma curato ed un’atmosfera tranquilla e gradevole.
Cominciamo con una bottiglia di acqua naturale ed il tradizionale cestino di pane toscano, rigorosamente senza sale. Sulla tavola troviamo già i menù (ricchissimi con 10 antipasti, 10 primi e ben 18 secondi) insieme ad un’ulteriore lista con le loro proposte del giorno.
Il mio amico ed io decidiamo di cominciare con una Minestra di farro e lenticchie ed una Farinata.
Da bere un Mezzo litro di vino rosso della casa. Vino da tavola leggero e piacevole.
In un attimo ci vengono serviti i nostri piatti. Velocissimi (forse troppo)! La minestra di farro è abbondante, genuina e di consistenza corposa. La farinata è una classica minestra “ribollita” che per chi non lo sapesse è una zuppa di pane raffermo e verdure (tipica della Toscana), in questo caso cotta, anzi stracotta con farina di mais. Entrambe le nostre scelte opportunamente insaporite con una spolverata di pepe nero ed un filo di olio toscano. Due scelte azzeccate.
Si prosegue con la Cioncia. Una sola porzione, chiesta abbondante da poterci poi dividere. Si tratta di uno spezzatino di guancia di vitello cotto con pomodoro, carote, sedano e cipolla, servito in un fondo di terracotta, accompagnato da un trancio di polenta fritta. Piatto molto buono, ma da consigliare solo agli amanti della carne grassa.
Il contorno che abbiamo scelto è un piatto di Patate alla salvia. Una discreta porzione di patate fatte lessare a lungo e ripassate in padella con olio e salvia. Sorprendentemente buone, non immaginavo potessero riuscire così saporite.
A chiusura della nostra serata ci sta ancora un dolce. Una Crostata di frutta ed una Torta al cioccolato. La prima si presenta con una sottile pasta frolla coperta da un abbondante strato di crema chantilly e con sopra dei frutti di bosco freschi. Il secondo dolce è sempre una crostata, ma questa volta la “copertura” è composta da uno strato di cioccolato magro. Soddisfatti anche dei dolci.
Decidiamo di saltare i caffè e di chiedere il conto. La spesa totale è pari a 38 euro, così dettagliata: ahimè i coperti 3 euro; la minestra di farro 5 euro; la farinata 5 euro; la cioncia 7.50 euro; le patate alla salvia 3 euro; le due crostate 8 euro; una bottiglia di acqua 2 euro ed il mezzo litro di vino 4.50 euro.
Mentre paghiamo notiamo piacevolmente che, nonostante l’ora tarda (23.30) ed il banale giorno feriale (mercoledì), una coppia viene fatta accomodare senza particolari problemi lasciando intendere che la cucina sia operativa anche ad orari inconsueti. Sicuramente meritevole. La prima cosa da rimarcare è di certo un rapporto qualità/prezzo davvero interessante e poi una cucina casalinga legata saldamente alla grande tradizione toscana ed un servizio che mette a proprio agio la clientela grazie ad un giusto equilibrio tra gentilezza e professionalità. Un locale da riprovare in futuro.
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