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Visita parenti pre natalizia. Siamo venuti nella Val Curone a trovare i nonni materni della nostra pargola. Domenica a pranzo andiamo a mangiare dall’amica Gemma che gestisce un agriturismo (fattoria) a pochi minuti da casa loro.
Ecco un punto di partenza: Momperone. Dal paese dei miei suoceri, dopo circa duecento metri, una volta svoltato a sinistra, la strada si biforca, si può proseguire verso il successivo paese, Brignano, oppure si imbocca l’altra stradina che sale verso l’agriturismo. Pochi minuti e si è già arrivati.
La posizione è decisamente strategica, da qui si domina l’intera valle e si ha una visuale a 360° sul nuovo campo da golf (18 buche), il Golf & Country ValCurone. Un grande parcheggio sterrato è a disposizione della clientela. La struttura comprende sia un ristorante che una decine di camere. Entriamo.
A sinistra la cucina ed a destra la grande sala principale, il nostro tavolo è al piano di sopra, in una saletta più raccolta e riservata. Perfetto. Arredamento e stile si rustico, ma con un tocco di raffinatezza ed eleganza.
Per ingannare l’attesa, i camerieri passano tra i tavoli a servire Tartine con burro e salmone accompagnate da un Flûte di bianco (frizzantino).
Cestino del pane mediocre, da queste parti potrebbe essere sicuramente più buono. Per quel che riguarda il vino ci affidiamo ad un Rosso della casa, direi piuttosto casereccio, ma onesto e genuino.
Si parte con un Giro di antipasti: cominciamo con un primo giro di affettati misti, lardo, pancetta, salame cotto, salame crudo e la testa in cassetta. Tutti buoni, in queste zone è un classico decisamente affidabile. Secondo ed ultimo giro con cipolline cotte in agrodolce, peperoni con la bagna cauda e tortini tiepidi di verdura di varia natura. Antipasti più che discreti, anche se un po’ banali.
Si passa ai primi, tre per l’esattezza: un Risotto ai formaggi e crema di zafferano, gli immancabili Agnolotti al brasato ed i Cappelletti in brodo. Molto buono e saporito il risottino, cottura perfettamente al dente, gustoso e sorprendentemente leggero nonostante la massiccia presenza di formaggi (ed aggiungo io di zafferano). Meno entusiasmanti gli agnolotti, ribadisco il fatto che ho un metro di giudizio molto alto, condizionato dai meravigliosi agnolotti di nonna Lina (la nonna di mia moglie), tra l’altro dirimpettaia della signora Gemma, visto che le due case si guardano dall’alto dei due cucuzzoli. No comment sui cappelletti che non assaggio, ma che sembrano dignitosi.
Un mini Sorbetto al limone aiuta a sgrassare il palato, in attesa delle altre portate.
I secondi previsti nel menu sono ancora tre: un Brasato di asino, particolare, una piacevole scoperta, delle succulente Fettine di cosciotto di maiale ed infine il Cappone in casseruola che, vuoi la sazietà, vuoi lo scarso gusto del tipo di carne, non ho apprezzato in modo particolare.
Siamo pieni come tacchini il giorno del Ringraziamento. Non ci starebbe più nulla, ma all’apparire della torta mi si riattiva lo stomaco. Si tratta di una Torta pan di spagna con crema chantilly, cioccolato e panna montata. Come si fa a dire di no ad una goduria simile.
Quando ci alziamo sono le tre del pomeriggio passate da un pezzo, troppo tempo per un pranzo. Ormai, cerimonie a parte, non ci si è più abituati. Mi alzo per andare a pagare. Il conto finale è di 210 euro, per una spesa pro capite, già prestabilita, di 35 euro.
Spesa leggermente sopra soglia rispetto a ciò che si può trovare nei vari agriturismi della zona, una spesa che rimane accettabile soprattutto per la quantità dei piatti proposti, forse un po’ meno per la qualità. Indiscutibile e di sicuro affidamento la provenienza e la genuinità delle materie prime.
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