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Con i nostri soliti amici ci concediamo una serata relax (senza pargoli). E l’occasione perfetta per andare a trovare il nostro amico Fabio Bonavia, chef del ristorante Babette che, da poco, si è trasferito dal centro di Albenga in una nuova location, direttamente sul mare.

Due km, o poco più, oltrepassata Alassio, una deviazione a destra dall’Aurelia vi porta su via Michelangelo, una parallela alla ferrovia che costeggia le prime spiagge dell’Albenganese. Il ristorante si trova all’interno della struttura Residence Sole. Per la vostra auto non ci sono problemi, lungo la via è prevista una striscia continua di parcheggi liberi.

Dopo aver parcheggiato l’auto, devo ammettere che, dalla strada, la prima impressione non è eccezionale, ma una volta superato il cancello di ingresso ed un paio di gradini, la situazione cambia completamente. A destra la piscina del residence ombreggiata dalle palme ed a sinistra la prima cosa che si incontra è la terrazza del ristorante che si affaccia sul mare. La struttura si sviluppa, poi, all’interno con un’unica sala in cui prevalgono i toni chiari, con importanti pilastri in centro, luci a neon incassate nel contro soffitto e due grandi vetrate, una che permette di vedere all’opera Fabio ed il suo staff e l’altra che si apre sul meraviglioso scenario dell’isola Gallinara.

Ma torniamo alla terrazza sul mare, dove ci siamo accomodati per la nostra cena, che gode di una vista mozzafiato. Una striscia di spiaggia attrezzata, il mare e poi l’isola Gallinara decisamente vicina. I tavoli sono ben distanziati tra di loro, la mise en place è molto curata, ma senza troppi eccessi, il pergolato è costituito da una struttura in legno con grandi teli bianchi a protezione, l’illuminazione esterna è gestita grazie ad applique posizionate sui pilastrini in legno del pergolato e da file di grandi lampadari a ciambella. Diciamo che l’atmosfera è decisamente soft e rilassante. Direi perfetta.

Un saluto all’amico Fabio che non vediamo da anni e poi ci accomodiamo.

Il personale del ristorante è molto giovane, ma decisamente cordiale e professionale. Per cominciare due bottiglie di acqua naturale ed il loro cestino del pane. Cestino personalizzato con panetti tiepidi e quadrotti di focaccia di vario genere. Buonissimi, ma pericolosi perché se dessi retta al mio stomaco ne mangerei in continuazione.

Un appetizer prima di cominciare, composto da flùte con bollicine e quadrotti di frittatina tiepida.

Per il vino cerchiamo collaborazione dalla simpatica e disponibilissima cameriera che ci consiglia un Fiano di Avellino D.o.c.g. di Terredora, vino che si rivelerà veramente ottimo e che verrà bissato nel corso della serata. Un consiglio indovinato.

La nostra cena parte con un antipasto per tutti. Due Condiglioni di seppioline e verdure fresche della piana (di Albenga), profumato al basilico e due Polpo e patate all’olio buono e prezzemolo e la coppetta di salsa verde. Il polpo squisito, tenerissimo, sostanzioso, curata la presentazione nonostante la cottura sia relativamente semplice, un filo d’olio, una spolverata di prezzemolo ed un’ottima “bagna” verde. Una nota di merito particolare per il condiglione, per la sua presentazione e la sua bontà. Un cubo corposo di seppioline e verdure fresche, tutto tagliato finemente a striscioline, sul quale sono state appoggiate quattro fettine sottili di tonno che si scioglie in bocca. Piatto di gran livello.

Come detto, torna la cameriera, a rimpolpare il nostro cestino del pane ed a bissare la bottiglia di vino ormai terminata.

Proseguiamo con due primi per noi maschietti e due secondi per le signore.

Per il sottoscritto i Tagliolini al nero di seppia con scampetti, cozze, gamberi e vongole. Tagliolini fatti in casa, cottura perfetta, porzione discreta ed una corposa presenza di pesce nel condimento mista a del pomodorino fresco. Equilibrato l’utilizzo del nero di seppia, mai facile. Molto saporiti. Buoni. Per il mio socio dei Ravioli gialli impastati allo zafferano ripieni di capesante e trombette. Anche per questo primo vale lo stesso discorso fatto per il mio, per produzione e cottura, piatto questo molto più delicato, servito in un grande piatto fondo con una zuppetta ristretta di gamberi e timo, ma che personalmente ho trovato forse meno gustoso, meno intrigante.

I secondi ordinati dalle nostre signore sono Mare e orto in fritto croccante con maionese fatta in casa al lime e la Grigliata mista di pesce e crostacei con emulsione al limone e verdurine. Qui rasentiamo la perfezione. In entrambi i casi due porzioni gigantesche, grandi al punto tale da potersele dividere in due, anche se noi, mangioni come siamo, non ci pensiamo minimamente. Fritto di altissima qualità, leggero, dorato, per nulla unto, servito in un grande piatto di portata rettangolare con la sua carta assorbente e composto da calamari, ciuffetti, gamberi, scampetti e pesciolini di piccolo taglio, oltre alle verdurine fritte in pastella. Delicata la maionese fatta da loro che ho trovato molto azzeccata. Anche la grigliata è un’apoteosi di sapori, servita sulla pietra calda, composta da tonno, spada, un misto di crostacei e delle verdurine appena sbollentate, tagliate fini a completamento dell’opera. Abbinate al piatto sono presenti due coppette, una di salmoriglio di prezzemolo e capperi e l’altra una confit di cipolla rossa. Non sono particolarmente amante del pesce alla griglia, ma sulla riuscita di questa portata non ho veramente nulla da eccepire. Ottima anche la “marmellatina” di cipolla.

Siamo quasi a posto. Nel frattempo è calata la sera sulla nostra terrazza e sulla Gallinara. Ora l’atmosfera è ancor più coinvolgente.

Passiamo ai dolci. Solo tre. Una semplice Coppa di gelato alla crema per il mio socio, altro discorso, invece, per quelli scelti da sua moglie e da me. Un Semifreddo al cioccolato bianco, coulis di fragole e crumble di frolla per lei ed uno Sformato caldo al cioccolato amaro con il suo cuore morbido, la salsa al caffè ed il buon gelato Moka per me. Tutti i dolci della lista sono proposti abbinati ad un bicchiere di amaro / liquore, ma noi passiamo accontentandoci di un semplice giro di limoncino poco più tardi. Dolci squisiti, direi goduriosi, soprattutto il semifreddo che è stata una botta di calorie non indifferente.

Torna lo chef per scambiare due chiacchiere, gli facciamo i nostri più sentiti complimenti per il cambiamento di location e per la capacità di aver mantenuto elevato (se non alzato) il livello della sua cucina.

Dei limoncini ho già detto, passiamo quindi a tre caffè ed il conto. La spesa finale è di 220 euro. Ecco il dettaglio: quattro coperti 8 euro; due bottiglie di acqua 6 euro; due bottiglie di Fiano 40 euro; i quattro antipasti 56 euro; i due primi 32 euro; il mare e orto 19 euro; la grigliata di pesce e crostacei 29 euro; la coppa di gelato 7 euro; il semifreddo 8 euro; lo sformato al cioccolato 9 euro e tre caffè 6 euro. La spesa si attesta sui 55 euro cadauno, non poco ovvio, ma vi assicuro decisamente ben spesi.

Questa volta siamo venuti senza prole, ma nel menù è previsto anche una sezione dedicata ai bimbi con una scelta di primo, secondo e dolce pensati per loro. Lo chef Bonavia è aperto anche a pranzo con un menù, “Il mezzogiorno da Babette”, cucito addosso a chi vuole trascorrere una pausa in riva al mare stuzzicando anche semplicemente un piatto ed un buon bicchiere di vino.

Che altro dire, l’esperienza va sicuramente vissuta anche perchè mi riesce difficile trasmettere tutte le piacevoli sensazioni che ho provato. A partire dalla nuova e meravigliosa location, al servizio giovane ed attento, per finire con la cucina, mediterranea, piacevolissima, di alto livello e con un’accurata scelta delle materie prime, legate al territorio e di primissima scelta.

A seguire i link dove poter trovare tutte le mie recensioni:

www.jerryb.it

www.ilmangione.it/Je70Je

www.tripadvisor.it/JERRY B

e su Facebook cercando la Pagina “GNAM GNAM”

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jerryb@libero.it

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